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16 Dicembre 2023
11:00

Come capire se il gatto accetta un altro gatto

Alcuni gatti potrebbero non accettare l'arrivo di un nuovo gatto in casa e ciò può dipendere da diversi fattori, come la personalità, la provenienza, l'età e la socializzazione. Vediamo come capire se il nostro gatto non è pronto ad accettare un compagno felino e come aiutarlo.

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Validato da Sonia Campa
Membro del comitato scientifico di Kodami
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L’arrivo di un nuovo gatto a casa è un momento delicato sia per il gatto sia per la famiglia di cui sta per entrare a far parte. Se nella famiglia è già presente un altro gatto, dunque, va da sé che la situazione è ancora più delicata, e necessita di particolari attenzioni e di una gradualità fondamentale per agevolare il processo di accettazione.

La convivenza tra gatti può infatti non essere semplice, perché molto dipende dalla personalità dei due gatti, dalle età, dalle abitudini di vita e dall’ambiente. Ci sono gatti che accettano di buon grado l’arrivo di un altro simile, superata la diffidenza iniziale, e ce ne sono altri che potrebbero invece sentirsi “invasi” e minacciati da un altro gatto, reagendo di conseguenza. Non è quindi possibile costringere un gatto ad accettarne un altro, ma un atteggiamento paziente e comprensivo e un ambiente rassicurante e sereno potrebbe facilitare la situazione. Vediamo allora come capire se il gatto accetta un altro gatto.

I segnali che il gatto non accetta un altro gatto

Ci sono diversi modi in cui un gatto può mostrare di non accettarne un altro. Ci sono gatti che si “chiudono” in loro stessi, andando a cercarsi un nascondiglio e restando al riparo sino a quando non si sentono sicuri, gatti (i maschi in particolare) che reagiscono marcando il territorio, sia con l’urina sia facendosi le unghie su mobili e altre superfici, e ancora gatti che reagiscono con aggressività, soffiando e miagolando con fare minaccioso verso il nuovo arrivato e arrivando all’aggressione fisica. Altri gatti potrebbero scegliere di ignorare totalmente un nuovo arrivo, vivendo la loro vita come se nulla fosse.

Perché il gatto non accetta il nuovo arrivato?

Ci sono vari motivi per cui un gatto potrebbe non accettare il nuovo arrivato. Il primo, e imprescindibile, è legato alla personalità e all’esperienza di vita di entrambi: ci sono gatti che reagiscono con curiosità, annusandosi e prendendo le misure a distanza prima di avvicinarsi gradualmente, e gatti che si sentono maggiormente minacciati perché hanno avuto poca interazione con i loro simili, o semplicemente perché sono più diffidenti e meno socializzati.

Anche la provenienza del gatto è significativa: i gatti “di strada”, che hanno trascorso parte della loro vita all’aperto, potrebbero essere più diffidenti e territoriali, mentre quelli d’allevamento hanno spesso la possibilità di crescere a stretto contatto con altri gatti e con l’allevatore e di sviluppare, quindi, un buon grado di fiducia e amichevolezza sia nei confronti dell’uomo che dei loro simili.

A quest’ultimo fattore si collega quello della razza, perché vi sono effettivamente razze di gatti più miti e socievoli: ne sono un esempio i British Shorthair, i Ragdoll, gli Scottish e i Persiani, ma non si tratta di una regola aurea. Come detto, il temperamento di un gatto (e quindi la capacità di adattarsi a nuovi ambienti e nuovi animali) dipende da vari fattori, tra cui la genetica, la socializzazione precoce, l'ambiente in cui vive.

C’è, infine, il tema dell’età. Cuccioli e gattini tendono a essere molto più “elastici”, soprattutto tra le due e le sette settimane di vita, mentre gatti adulti potrebbero fare più fatica ad accettare un nuovo arrivato, a prescindere dall’età che ha. Discorso ancora differente per il gatto anziano, che potrebbe reagire con docilità e accettazione o, di contro, con netto rifiuto.

Quanto tempo ci vuole perché un gatto accetti un altro gatto?

Non c’è un tempo limite o prestabilito legato alla socializzazione dei gatti. La parola d’ordine è gradualità: è indispensabile dare al gatto di casa il tempo necessario a prendere le misure con il nuovo arrivato, ad abituarsi a lui e a inserirlo nel proprio ambiente senza vederlo come una minaccia. E va tenuto conto anche della reazione del nuovo arrivato, che porta con sé. In linea di massima si parla di giorni, massimo settimane.

Trascorso un lasso di tempo ragionevole senza vedere progressi, è forse necessario prendere atto del fatto che i due gatti non possano convivere in pace e amichevolmente nello stesso territorio. In questi casi, insistere non ha molto senso perché ne va il benessere di tutti: del residente e del nuovo arrivato, che dovranno rassegnarsi a vivere in una situazione di perenne stress, e degli umani di casa, che dovranno gestire le difficoltà emotive e pratiche di dover dividere tra i gatti se stessi e gli spazi.

Le strategie per favorire la convivenza tra gatti

Il modo migliore per inserire un nuovo gatto in casa è, come detto, procedere con gradualità. Il primo contatto non dovrebbe essere diretto né forzato, ma prudente: sistemate il nuovo arrivato in una stanza a lui designata e, dopo avere chiuso la porta, aprite il trasportino, lasciando il tempo a lui di prendere dimestichezza con il nuovo ambiente e al gatto residenti di familiarizzare con l’odore. Nei giorni successivi è bene tenere i due gatti separati e dedicare al gatto residente le stesse attenzioni di sempre, senza stravolgere la routine, senza forzarlo a entrare in contatto con il nuovo ospite e senza sgridarlo se appare teso.

Una volta che entrambi sembrano tranquilli, e che l’interesse sarà normalizzato, si può procedere con un primo incontro visivo, magari attraverso una rete, o comunque una barriera che li tiene a distanza fisica. Nel frattempo è bene continuare a interagire con entrambi, mantenendosi tranquilli e non stravolgendo la routine, giocando con loro e osservando. Una volta che i gatti avranno familiarizzato con il rispettivo odore e appariranno rilassati in presenza l’uno dell’altro, sarà possibile provare ad abbattere la barriera divisoria per farli interagire in modo diretto, mantenendo sempre un atteggiamento tranquillo e rilassato.

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Andrea Barsanti
Giornalista
Sono nata in Liguria nel 1984, da qualche anno vivo a Roma. Giornalista dal 2012, grazie a Kodami l'amore per gli animali è diventato un lavoro attraverso cui provo a fare la differenza. A ricordarmelo anche Supplì, il gatto con cui condivido la vita. Nel tempo libero tanti libri, qualche viaggio e una continua scoperta di ciò che mi circonda.
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