A volte i bambini instaurano fin da subito un legame molto intenso con gli animali che, basandosi sulla comunicazione non verbale, può diventare estremamente intimo e profondo. Altre volte, invece, ne sono terrorizzati e possono avere reazioni di pianto alla sola vista di un cane o un gatto. Capiamo perché succede, possibili soluzioni per evitarlo e cosa fare se il bambino ha già sviluppato una fobia animale.

Perché alcuni bambini hanno paura degli animali?

Prima di tutto, i bambini potrebbero non essere abituati alla presenza degli animali. Se il piccolo non abita in una casa in cui ci sono degli animali domestici e se non li incontra neanche quando va da amici e parenti, può volerci del tempo prima che si instauri una relazione. Il bambino, infatti, potrebbe essere curioso ma, allo stesso tempo, avere anche paura di questo nuovo compagno di giochi a quattro zampe.  Inoltre, i bambini possono essere intimoriti da alcuni animali perché hanno precedentemente osservato il comportamento dei propri genitori o di altri significativi. I piccoli di casa a volte ci sembrano distratti, ma spesso capiscono molto di più di quanto pensiamo. Se hanno osservato le reazioni fobiche di amici o parenti potrebbero aver appreso che bisogna avere paura degli animali e, di conseguenza, riproporranno tale comportamento ogni volta che si troveranno in loro presenza. Ancora, molte fobie animali si sviluppano a seguito di esperienze traumatiche, come un morso o un graffio. Con i bambini è più probabile che ciò accada perché potrebbero inavvertitamente essere bruschi o aggressivi, anche semplicemente a causa della troppa gioia che deriva dal poter interagire con un cane o un gatto, magari per la prima volta. Di conseguenza, l’animale può reagire perché impaurito da tale comportamento, percepito come una provocazione, e cercare di difendersi. Il primo istinto può essere quello di trattare un cane o un gatto come si trattano i pupazzi e questo non perché si voglia far del male all’animale, ma semplicemente perché nessuno ha mai insegnato al bambino come relazionarsi.

Come aiutare un bambino non avere paura degli animali

Sicuramente vivere fin da piccoli, o addirittura dalla nascita, con un animale domestico riduce drasticamente la probabilità di sviluppare una fobia animale. Il bambino sarà da subito abituato alla sua presenza, vedrà i genitori che interagiscono quotidianamente con il loro compagno a quattro zampe e difficilmente avrà motivo di ritenere che possa essere pericoloso. In questo modo, il piccolo imparerà in maniera naturale a relazionarsi al cane o al gatto, e con l’esperienza capirà cosa gli piace e cosa invece è meglio evitare. Nel caso in cui il bambino si stia approcciando per la prima volta ad un animale domestico, non bisogna avere fretta: è bene accompagnarlo alla scoperta di questo nuovo tipo di relazione e non lasciare che ci si tuffi a capofitto. Calma e pazienza sono sicuramente le migliori alleate dell’adulto che prova a far interagire un bambino e un animale, cercando di trovare un equilibrio affinché entrambi possano vivere un’esperienza piacevole. Inoltre, sarebbe meglio lasciare che il bambino familiarizzi con un animale piuttosto calmo, magari un cane, evitando, almeno nei primi momenti, l’approccio con amici a quattro zampe che potrebbero risultare un po’ troppo vivaci per un primo incontro.

Come capire se è necessario l’intervento di uno psicoterapeuta?

Se invece il bambino è già impaurito dagli animali in generale o da un animale in particolare, si potrebbe provare con tranquillità a spiegargli che non si tratta di un pericolo reale e aiutarlo a prendere gradualmente confidenza con il gatto o il cane in questione. Tuttavia, in alcuni casi potrebbe essere necessario rivolgersi ad un professionista. Ma come valutare se è necessario l’intervento di un esperto? Beh se si è in preda al dubbio, un’idea potrebbe essere quella di rivolgersi ad uno psicoterapeuta: sarà lui a dirvi se è necessario o meno iniziare un percorso con il bimbo, anche in base al significato che la fobia assume per quel particolare bambino. A volte tali disturbi potrebbero non essere direttamente legati agli animali, ma essere manifestazione di un disagio che il piccolo avverte. In ogni caso, se si insegna ai bambini il rispetto e la cura per gli animali, spiegando loro che un gatto o un cane ha dei bisogni esattamente come li può avere un umano, e per questo non va trattato come un gioco, si potrà instaurare fin da subito una relazione da cui tanto l’animale quanto il bambino potranno trarre benessere.

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