10 Novembre 2021
13:55

Cane che abbaia in continuazione, cosa fare?

I cani abbaiano e non possiamo, né dobbiamo, pretendere che smettano di farlo. In alcuni casi, però, l'abbaio può diventare continuo ed eccessivo. Tra le motivazioni che spingono i cani ad abbaiare in continuazione ci sono stati d'ansia, noia o disagio, ma anche fattori esterni che lo mettono in allerta. Proviamo a comprendere meglio cosa si nasconde dietro questo comportamento e cosa possiamo fare per aiutare il nostro cane.

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cane che abbaia

I cani abbaiano, è il loro linguaggio, uno dei modi che hanno per esprimersi e non dobbiamo pretendere che smettano di farlo. In alcuni casi, però, l'abbaio può diventare continuo ed eccessivo. Un cane che abbaia in continuazione dovrebbe essere un campanello d'allarme per gli umani che vivono con lui principalmente, oltre ad essere un potenziale fastidio per vicini di casa poco tolleranti e causa di liti condominiali. Tra le motivazioni che spingono i cani ad abbaiare di continuo, infatti, ci sono stati d'ansia, noia o disagio ma anche fattori esterni che lo mettono in allerta.

Cerchiamo di comprendere meglio, allora, cosa si nasconde dietro questo comportamento e cosa possiamo fare per aiutare il nostro cane.

Perché i cani continuano ad abbaiare?

Ci sono diversi elementi che spingono i cani ad abbaiare in modo continuo, sia interni che esterni. Spesso l'abbaio costante, che può trasformarsi in ululato, è un modo per lenire uno stato d'ansia o una risposta alla solitudine. Il cane può abbaiare per attirare l'attenzione del suo compagno umano, proprio come farebbe in natura per richiamare i suoi simili. I cani, infatti, sono animali sociali e non sono fatti per vivere in solitudine. Un'altra motivazione potrebbe essere la noia, che, come la solitudine, provoca nei cani sofferenza, essendo la loro una delle specie più attive, curiose e intelligenti.

Per quanto riguarda i fattori esterni, spesso i cani abbaiano quando dei rumori li mettono in allerta, ad esempio qualcuno che si avvicina al cancello o alla porta di casa. Del resto, è proprio per questo che per secoli noi umani li abbiamo scelti come guardiani delle nostre proprietà. Purtroppo in alcuni casi i cani ricevono stimoli continui dall'esterno, soprattutto se vivono in città, e ciò può metterli in un continuo stato d'allarme, spingendoli ad abbaiare.

Capita anche che i cani abbaino durante la notte, all'improvviso e, almeno apparentemente, senza motivo, svegliandoci di soprassalto. Anche in questo caso, quasi sicuramente lo fanno per proteggere il loro territorio e la loro famiglia. Spesso con il loro potentissimo udito riescono a percepire suoni che a noi sfuggono. I cani che vivono in prossimità di boschi o in campagna potrebbero essere portati ad abbaiare anche dalla loro motivazione predatoria che li spinge a voler cacciare anche in piena notte se sentono rumori provenienti da animali selvatici. Non dimentichiamoci che il cane è un predatore crepuscolare, per sua natura particolarmente attivo al tramonto e all'alba.

Inoltre, alcune razze tendono ad abbaiare di più rispetto ad altre secondo le differenti motivazioni che li caratterizzano e, a prescindere dalla razza, alcuni individui abbaiano più spesso di altri.

Cosa fare quando un cane abbaia in continuazione?

Come abbiamo già detto, pretendere che un cane smetta di abbaiare non solo non è possibile, ma nemmeno corretto. Se l'abbaio diventa continuo e frequente, è però utile rivolgersi a un educatore cinofilo, che possa individuare le cause di questo comportamento e aiutarvi a trovare un equilibrio.

Ad esempio, se il cane abbaia continuamente a causa della solitudine o della noia, sarà necessario intervenire su questi fattori, evitando di lasciarlo da solo e inattivo per troppe ore.

Anche per far smettere di abbaiare il cane di notte non c'è una vera e propria soluzione: bisogna capire se lo faccia semplicemente per proteggere il territorio, oppure per attirare l'attenzione del suo umano e agire di conseguenza, sempre con l'aiuto di un esperto.

Cosa dice la legge sui cani che abbaiano

Un cane che abbaia in continuazione può diventare motivo di liti con i vicini, soprattutto se si vive in condominio. Per evitare una denuncia e l'intervento delle forze dell'ordine, è bene sapere quali potrebbero essere le conseguenze legali di questo comportamento.

Secondo la legge, il cane ha diritto di abbaiare e l'abbaio in risposta a rumori improvvisi o al suono del campanello viene considerato un rumore fisiologico, che va tollerato. Se, però, dovesse diventare anomalo, incessante o tale da disturbare il riposo notturno delle persone, sarebbe considerato una molestia.

In questo caso, il pet mate è considerato responsabile. L'articolo 2052 del Codice Civile dice infatti che «Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito». Sempre nel Codice Civile, all'Art.844 si legge che: «(…) non si possono impedire i rumori che rientrano nella normale tollerabilità». Purtroppo è difficile stabilire quale sia la "normale tollerabilità", pertanto la decisione spetta al giudice, che potrà valutare la natura del disturbo in base all'orario in cui il cane abbaia, alla durata dell'abbaio, alla distanza delle abitazioni e al numero di vicini interessati. Se il disturbo venisse considerato inaccettabile e se riguardasse un numero elevato di persone, la Cassazione potrebbe stabilire il sequestro preventivo dell'animale.

Il giudice potrebbe fare riferimento anche all'art.659 del Codice Penale, secondo cui «(…)chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309».

In caso di abbaio eccessivo e continuo, per prevenire spiacevoli conseguenze, è quindi consigliabile chiedere il parere di un esperto, come un educatore o rivolgersi a un veterinario comportamentalista.

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