Un evento accaduto nel 1996 e ripreso da uno spettatore in un video è passato alla storia come esempio di un gesto altruistico compiuto da una specie non umana verso l'uomo. Era il 16 agosto del 1996 quando, allo zoo di Brookfield in Illinois, un bambino di tre anni si è arrampicato sul recinto che ospitava alcuni esemplari di gorilla occidentale (Gorilla gorilla) e, perdendo l'equilibrio, è caduto all'interno, facendo un volo di ben 7 metri e perdendo i sensi.

La folla ha cominciato a preoccuparsi, urlare e a chiedere aiuto, soprattutto quando ha visto Binti Jua, una femmina di gorilla, avvicinarsi al piccolo. Sotto lo sguardo incredulo di tutti, Binti ha preso in braccio il bambino, lo ha cullato e l'ha trasportato vicino alla porta di uscita. Non appena ha sentito gli operatori arrivare, ha steso il bambino a terra e si è allontanata, per lasciare che lo aiutassero. Il bambino dopo qualche giorno in ospedale si è fortunatamente ripreso e Binti Jua è diventata una vera e propria eroina, a cui sono giunti regali e lettere da tutto il mondo, e c'è anche chi è venuto a conoscerla di persona facendosi lunghi viaggi.

La gorilla Binti Jua con in braccio il bambino allo zoo di Brookfield

La gorilla vive attualmente ancora nello zoo di Brookfield e quest'anno ha compiuto ben 33 anni. Ma è davvero possibile dire che l'evento rappresenti un esempio di altruismo animale o Binti non era cosciente di quello che stava facendo?

Binti Jua, altruismo o comportamento incoraggiato dall'uomo?

La questione è stata dibattuta per molto tempo, anche perché la presenza di altruismo nel mondo animale è un argomento che non mette proprio tutti d'accordo. Bindi inoltre era stata rifiutata dalla madre poco dopo la sua nascita ed era stata quindi allevata dall'uomo che le aveva impartito lezioni di genitorialità. Data l'assenza della madre e i problemi che si erano a volte riscontrati nello zoo per l'allattamento e la cura della prole, i gestori le avevano regalato un peluche a quattro zampe, per vedere come si comportava e abituarla alla presenza, alla forma e al prendersi cura di un cucciolo, seppur finto. Molti studiosi hanno infatti ritenuto che il comportamento di Binti sia stato dovuto all'apposito addestramento che ha ricevuto.

Un altro caso simile però è successo nel 1986 in un animale che non aveva mai ricevuto alcun insegnamento dall'uomo perché allevato dalla madre: Jambo, un gorilla che ha vissuto al Durrell Wildlife Park a Jersey, che ha protetto un bambino di 5 anni caduto nel suo recinto, non facendo avvicinare gli altri esemplari.

Jambo vicino al bambino caduto nel recinto al Durrell Wildlife Park a Jersey
in foto: Jambo vicino al bambino caduto nel recinto al Durrell Wildlife Park a Jersey

D'altronde non sono neanche gli unici esempi di questo comportamento, soprattutto tra i primati: Frans de Waal, famoso primatologo olandese e grande sostenitore dell'esistenza dell'altruismo e dell'empatia nel mondo animale, ha infatti riportato diversi aneddoti riguardo questo comportamento. Tra questi ad esempio una femmina di bonobo (Pan paniscus) che ha trovato un uccello stordito caduto nel suo recinto. Lo prese delicatamente e lo portò fin su la cima di un un albero, dopodiché "gli spiegò le ali come se fosse un piccolo aeroplano, e lo mandò in aria, mostrando così un'azione di aiuto orientata ai bisogni di un uccello".

Esiste l'altruismo nel mondo animale?

Per anni si è dato infatti maggior risalto al comportamento competitivo, al conflitto e all'aggressività degli animali, in quanto lo scopo del singolo è quello di sopravvivere e riprodursi e quindi non avrebbe senso aiutare gli altri. Al contrario, quelle poche volte in cui un individuo si sarebbe comportato da altruista, quel tratto si sarebbe poi perso nel corso dell'evoluzione perché scartato dalla selezione naturale. L'altruismo e la cooperazione invece, apparentemente contrari alla selezione naturale, possono essere vantaggiosi in tanti modi anche per il singolo e una delle cause che può spingere a comportarsi in maniera altruistica è proprio l'empatia.

De Wall infatti suggerisce che l'empatia sia un tratto antico e condiviso tra i mammiferi, che ha probabilmente avuto origine nelle cure materne per invogliare i genitori a prendersi cura della prole. Nel suo libro "L'età dell'Empatia" il primatologo indica proprio il caso di Binti Jua come esempio di act of sympathyossia un atto di compassione verso il bambino. Il gorilla infatti potrebbe essersi preoccupato per il benessere del piccolo, anche se è da prendere in considerazione anche l'influenza che può aver avuto l'addestramento dell'animale.

Un altro esempio invece piuttosto eclatante di aiuto e preoccupazione verso l'altro proviene dallo zoo di San Diego quando i guardiaparco stavano riempendo il fossato dei bonobo con l'acqua, senza accorgersi però che alcuni esemplari erano rimasti incastrati dentro. Una scimmia anziana si è quindi rivolta verso di loro agitando le braccia per catturare la loro attenzione e c'è riuscita: i guardiaparco si sono infatti fermati e hanno soccorso prontamente gli esemplari. Uno di questi, il più piccolo, fu salvato proprio dallo stesso bonobo anziano.

Siete quindi ancora convinti che gli animali non possano provare emozioni?

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