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7 Luglio 2023
13:32

Animale simile a un cane impiccato al cavalcavia della FI-PI-LI: «Probabilmente un lupo»

L'animale è comparso davanti agli occhi degli automobilisti che percorrevano il tratto tra Ponsacco e Cascina. Non è chiaro se sia un lupo o un grosso cane, ma è l'ennesima dimostrazione di come questi predatori siano finiti di fatto al centro di una crudele crociata.

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Un animale, con tutta probabilità un lupo, è stato trovato impiccato a un cavalcavia della trafficata Firenze-Pisa-Livorno, meglio conosciuta come FI-PI-LI. La macabra scena si è presentata agli occhi degli automobilisti che percorrevano il tratto tra Ponsacco e Cascina, in direzione di Pisa, giovedì mattina, e sul posto sono intervenuti i Carabinieri Forestali e la Asl per le rimozione del corpo e le indagini.

Le condizioni dell’animale non hanno consentito di accertare da subito se si tratti di un lupo o di un grosso cane, né le esatte cause della morte. Il cadavere è stato inviato all’Istituto Zooprofilattico di Pisa, e sono già stati disposti dei test genetici, insieme con l’autopsia, per avere tutti gli elementi necessari, ma quel che è certo a ora è che quanto accaduto, oltre che scioccante e crudele, è un reato.

I lupi sono infatti protetti da leggi nazionali e comunitarie, e la loro uccisione è punita penalmente. Preoccupano, inoltre, le modalità con cui il corpo dell’animale è stato esposto, quasi come un trofeo, a dimostrazione di come questi grandi predatori, tornati faticosamente a popolare la penisola dopo decenni in cui hanno rischiato l’estinzione, siano finiti nel mirino di chi li ritiene pericolosi e dannosi in particolare per gli allevamenti e abbia deciso di intraprendere contro di loro una sorta di “crociata”.

«Abbiamo appreso con sgomento la notizia della barbara uccisione di un lupo e del successivo oltraggio dei poveri resti esposti su un cavalcavia della FiPiLi – è stato il commento della Lav di Pontedera – Questo è un atto criminale di estrema gravità e crudeltà che non deve restare impunito. Chiediamo alla Procura di Pisa di sequestrare immediatamente il corpo dell'animale e di inviarlo subito al centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria presso l'istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana, dove potranno essere svolte le necessarie indagini per identificare i responsabili dell'ignobile atto criminale».

La Lav ha chiesto inoltre di acquisire le immagini delle telecamere della zona così da risalire ai responsabili della barbara uccisione e dell’impiccagione: «L'uccisione di un lupo, oltre a rappresentare una grave violazione delle norme nazionali ed europee a sua tutela, rappresenta un atto violento e inaccettabile che deve essere punito con il massimo della pena – conclude l’associazione – Il fatto che i lupi possano predare gli animali degli allevamenti non può essere una giustificazione per la giustizia "fai da te". Esistono strumenti di prevenzione estremamente efficaci che devono essere messi in atto, considerato che la presenza dei lupi è consolidata da anni».

Della necessità di trovare un modo non cruento per convivere con i lupi, con particolare riguardo agli attacchi ad animali da allevamento (i lupi, è noto, sono animali molto schivi e non si avvicinano all’uomo né manifestano gratuitamente aggressività nei suoi confronti), si dibatte ormai da tempo. E se enti e associazioni continuano a sottolineare l’importanza di prevenire eventuali attacchi adottando adeguati strumenti, come per esempio i recinti elettrificati o i cani da guardiania, in alcune regioni le amministrazioni hanno di fatto dichiarato loro guerra, ne è un esempio il Trentino.

A fine giugno la sagoma di un lupo che ulula al cielo con un fucile puntato contro è comparsa sulle montagne di Campo Tures, tra Acereto e Riva di Tures, in Alto Adige, frutto di una serie di falò accesi in orario notturno per celebrare la tradizione della “Domenica del Sacro Cuore di Gesù”. Il riferimento era chiaro: qualcuno, accendendo i fuochi, ha voluto fare riferimento all’abbattimento dei lupi, un tema diventato di enorme attualità dopo la richiesta dei sindaci della Val Pusteria di poter abbattere gli esemplari definiti “problematici”, quelli cioè che si avvicinano troppi ad allevamenti e insediamenti urbani minacciando le attività economiche e il bestiame.

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Andrea Barsanti
Giornalista
Sono nata in Liguria nel 1984, da qualche anno vivo a Roma. Giornalista dal 2012, grazie a Kodami l'amore per gli animali è diventato un lavoro attraverso cui provo a fare la differenza. A ricordarmelo anche Supplì, il gatto con cui condivido la vita. Nel tempo libero tanti libri, qualche viaggio e una continua scoperta di ciò che mi circonda.
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