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26 Ottobre 2023
11:30

Volpe malata si nascondeva in un giardino: recuperata a Brindisi dai Vigili del Fuoco

Una volpe è stata recuperata dai Vigili del Fuoco a Brindisi, nel giardino di un'abitazione. Malata di rogna, probabilmente era alla ricerca di cibo.

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Una femmina di pochi mesi con l’aspetto malconcio e l’area spaesata. Si era nascosta in un giardino del quartiere Casale. Una volpe è stata recuperata dai Vigili del Fuoco a Brindisi, dopo che il padrone di casa si era reso conto dell’insolita presenza di un animale selvatico nel recinto di casa. La volpe era stata segnalata da giorni nella zona, in palese difficoltà. Tuttavia il recupero non era stato possibile, in quanto le segnalazioni provenivano in prossimità di una grande area militare in zona e soprattutto di una base logistica dell’Onu. Infatti è stato lo stesso animale a reclamare aiuto, avvicinandosi direttamente all’uomo. Il suo stato di salute, infatti, era condizionato dai sintomi della rogna.

«Non è infrequente che le volpi che non stanno bene abbiano questo tipo di comportamento – raccontano a Kodami dal Centro Fauna Selvatica della Provincia di Brindisi, dove l’animale è stato trasportato dopo il recupero – la rogna è una malattia che in questi animali può portare anche alla morte. Per fortuna, però, gli animali malati possono guarire anche spontaneamente. In questo momento è ricoverata nella nostra struttura di Ostuni, sta facendo una terapia ma sta mangiando con grande appetito. Riesce addirittura ad arrampicarsi nonostante abbia un trauma pregresso a una delle zampe posteriori. Tutto fa sperare insomma per il meglio».

È molto probabile che l’animale cercasse da mangiare. Spesso molte specie di animali selvatici si avvicinano ai centri urbani perché sanno di poter trovare più facilmente cibo, magari approfittando delle ciotole lasciate a disposizione delle colonie feline o dei rifiuti. Succede tanto con le volpi quanto con i ricci.

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Quanto alle prime, secondo i dati raccolti dal centro, nella sola provincia di Brindisi ne vengono recuperate all’incirca una decina ogni anno. Nei primi dieci mesi del 2023, però, il numero è salito a 16. Non può dirsi che l’incremento sia tale da poter giungere a delle conclusioni, ma la situazione merita comunque di essere monitorata. Per quanto concerne i recuperi si tratta sempre di animali in difficoltà il cui prelievo è finalizzato esclusivamente alla cura e solo per il tempo necessario alla terapia, con l’obiettivo di provvedere il prima possibile alla liberazione in natura.

Anche la logica dei salvataggi deve essere definita sulla base di valutazioni di opportunità: «Cerchiamo per esempio di evitare la separazione dei piccoli dai loro genitori – proseguono dal Centro – al massimo cerchiamo di eseguire un ricongiungimento familiare. Tuttavia capitano dei casi in cui si riveli necessario operare in questo modo. Un paio di anni fa ci è capitato un recupero nella zona industriale della città. Degli operai, spostando della terra avevano scoperchiato il tetto di una tana. All’interno c’erano solo i cuccioli. È stato uno dei rari casi in cui abbiamo dovuto recuperare i cuccioli senza la mamma, ma lì attorno c’era solo cemento. Lasciarli lì sarebbe stato pericoloso. Le volpi probabilmente avevano trovato casa in quel punto perché con il lockdown anche l’area di cantiere appariva abbastanza tranquilla».

Quello del progressivo avvicinarsi della fauna selvatica ai centri abitati è un problema abbastanza comune. Anche per questo è bene rispettare alcune regole, come per esempio non provare a dare a questi animali cibo o peggio ancora provare ad accarezzarli: «Nessuno deve dare da mangiare agli animali selvatici – ammoniscono dal centro – loro devono essere mantenuti il più possibile lontani dall’uomo. Anche il contatto della pelliccia con la mano umana potrebbe lasciare traccie di odore sull’animale, creando non pochi problemi».

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Episodi di questo tipo sono tutt'altro che infrequenti. Se nell'area di Brindisi non si registra un accrescimento significativo dei dati, abbiamo già altre volte spiegato come l'aumento della fauna selvatica in area urbana non possa essere considerato un fatto positivo. Del resto, i casi sono innumerevoli: pochi giorni fa, per esempio, una volpe è stata trovata addirittura all'interno di un condominio a Molfetta. In quel caso, però, il problema non era derivante dalle sue condizioni di salute, tanto che la volpe è stata poi rimessa immediatamente in libertà. La serie di episodi deve, però, far riflettere sia sullo sviluppo delle città, con l'asfalto e il cemento che sottraggono sempre più aree a verde alla natura, sia sulle trasformazioni nei comportamenti degli animali selvatici. Adesso, intanto, il pensiero di tutti può andare alla piccola volpe, nella speranza che possa tornare in forma al più presto.

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Roberto Maggi
Giornalista
Sono nato a Bari nel 1985. Sono un giornalista, fotografo e videomaker. Amo raccontare storie di animali sia con le parole che con le immagini. Sono laureato in giurisprudenza e da anni seguo la cronaca locale in Puglia. Amo tutti gli animali, ma in particolar modo i gatti. Faccio spesso amicizia con loro quando viaggio con la mia moto.
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