Maturi: «La Lega punta prima al benessere degli animali domestici, poi penseremo alla fauna selvatica»

Dal randagismo alla tutela della fauna selvatica: il responsabile del dipartimento animali della Lega Filippo Maturi risponde alle domande di Kodami in vista delle elezioni politiche del 25 settembre 2022.

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25 Settembre 2022
8:02
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Intervista a Filippo Maturi
Responsabile del dipartimento animali della Lega
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Nel programma della Lega per le elezioni politiche 2022 che si terranno il 25 settembre gli animali sono molto presenti ma soprattutto nella loro dimensione funzionale e affettiva rispetto ai bisogni dell’uomo, come abbiamo approfondito nella nostra analisi addentrandoci nella "Giungla delle elezioni".

Del programma della Lega, tra i più completi sul tema tra quelli presentati dalle altre componenti del centrodestra (Fratelli d'Italia, Forza Italia e Noi moderati), è evidente però un distinguo che cristallizza la distinzione esistente tra domestici e selvatici. Ne abbiamo parlato con Filippo Maturi,  responsabile del dipartimento animali del partito e attuale presidente dell'intergruppo parlamentare per la tutela della biodiversità.

Onorevole Maturi, quali sono i punti fondamentali nel programma della Lega relativamente alla relazione uomo animale?

Abbiamo inserito nel nostro programma di partito tre argomenti, assolutamente concreti e realizzabili, che poi si sviluppano in sotto punti. Anzitutto l'abbassamento dell'Iva sulle prestazioni veterinarie e sul cibo per gli animali domestici, portando avanti lo slogan "amare non è un lusso". Il costo delle prestazioni veterinarie o appunto del cibo per gli animali ha la stessa Iva di un orologio o una macchina: non ha senso, soprattutto per l'importanza che rivestono nella nostra società e nelle nostre comunità. Gli animali d'affezione hanno, e ci sono studi che lo dimostrano, delle ricadute estremamente positive anche da un punto di vista della salute sia  mentale che fisica: bisogna rivedere la tassazione. L'altro tema è sicuramente la lotta al randagismo: in questi anni abbiamo visitato diverse strutture in tutta Italia e laddove sono emerse delle irregolarità abbiamo puntualmente denunciato. In molti casi abbiamo fatto chiudere e anche mettere sotto sequestro i canili irregolari o addirittura fatto abbattere intere aree abusive. Uno dei capisaldi per la gestione del randagismo è la sterilizzazione ma è importante anche combattere tutto quel malaffare che purtroppo gira intorno a questo fenomeno. Ci sono troppe persone che si arricchiscono sulla pelle, anzi, sul pelo degli animali. L'ultimo punto è quello dell'inasprimento delle pene perché a oggi sappiamo benissimo che chi abbandona, maltratta, sevizia o uccide un animale non sconta un giorno di carcere, purtroppo. Vanno riviste le pene: più severe ma soprattutto certe. Bisogna rivedere in generale l'approccio, a mio avviso, con l'introduzione di blacklist: chi si è macchiato di determinati crimini non può detenere animali d'affezione o farci business e quindi non può gestire canili o cose similari. Bisogna anche introdurre una figura come il garante degli animali e istituire dei comparti più ampi con del personale dedicato per il perseguimento di questi reati all'interno delle forze dell'ordine.

Sul randagismo e la gestione dei canili pubblici la Lega nel programma è andata molto in profondità. In particolare cito due parole che avete utilizzato nel capitolo dedicato: "canili lager" e "zoomafie". Ci spiega meglio che cosa vogliono dire questi due termini e quali sono le azioni concrete che vorreste mettere in atto?

Il termine "Canili lager" è, se vogliamo, improprio perché si rifà a un periodo storico aberrante e irripetibile, però rende l'idea di cosa sono questi canili. Io li ho visti: sono luoghi in cui i cani vengono ammassati all'interno, in gabbie fatiscenti e dove magari non c'è uno sgambatoio. Luoghi sporchi con animali in sovrannumero: ci sono delle realtà purtroppo nel nostro Paese che sono assolutamente inaccettabili. Ho visitato canili con 2-3000 cani all'interno: immaginatevi com'è e come possono essere gestiti. Insomma, ci sono ancora delle strutture vergognose in tutta Italia. Giova spiegare la situazione generale rispetto al termine "zoomafia" poi: i cani liberi sono di competenza del Sindaco ma laddove il canile locale non è gestito direttamente dal Comune, la gestione viene data in affidamento a una società o un'associazione, oppure a un canile che molte volte è di proprietà privata. Per ogni cane si utilizza pagare una retta che il ministero della Sanità ha individuato con una soglia standard di 3 euro e mezzo al giorno che i Comuni devono dare per il mantenimento del singolo cane. Il problema è che quasi sempre i bandi vengono fatti al ribasso e ci sono i gestori dei canili che per vincere chiedono poco. In Sardegna, per fare un esempio, c'è un canile che addirittura è arrivato a offrire per la gestione 50 centesimi al giorno per cane. Per guadagnare, dunque, c'è chi è fa un'economia di scala e dunque prende più animali possibili. Così è chiaro che non sono incentivati a farli adottare perché se no scende il guadagno e il tutto si trasforma sostanzialmente in prigionia a vita.

E la Lega come prevede di poter risolvere il problema?

Sicuramente con maggiori controlli, inserendo degli standard minimi all'interno dei canili che garantiscono la qualità e il benessere della vita degli ospiti: non sono dei carcerati. Io avevo proposto anche in un procedimento normativo per far inserire delle telecamere all'interno dei canili in modo tale che il Comune possa sempre visionare come vengono trattati i propri animali. E sarebbe bello e giusto che possano anche vederlo i cittadini perché comunque i cani nei canili vengono mantenuti con i soldi nostri.

Ritornando ai macro temi che avete trattato nel programma, qual è secondo lei il maggior problema da affrontare in Italia rispetto al tema dei diritti e del benessere degli animali?

Sicuramente quello di riconoscerli come animali senzienti come già è in diversi trattati internazionali mentre non c'è una norma interna che prevede nero su bianco qualcosa che è assolutamente accettata in maniera trasversale in tutti i paesi civili. La loro tutela inoltre non può dipendere, come è ad oggi, dal senso di affezione che si ha nei loro confronti. Perché per il Codice civile e il Codice penale gli animali non vengono tutelati in quanto tali ma in relazione al sentimento del proprietario. Quindi bisogna assolutamente riconoscerli appunto come degli esseri senzienti e riconoscere loro i diritti che già dovrebbero avere.

Onorevole, lei sta parlando del riconoscere lo status di esseri senzienti agli animali però a quali si riferisce? Perché ha usato la parola "proprietario" e dunque sembra che stia pensando solo a quelli cosiddetti "d'affezione"…

No, intendo che tutti gli animali sono esseri senzienti e tecnicamente tutti gli animali hanno un proprietario perché anche i selvatici sono proprietà dello Stato, quindi del demanio.

A prescindere dal concetto di proprietà si dovrebbe però parlarne in termini etologici. E' interessante notare che lei, come esponente della Lega, ci tenga al riconoscimento degli animali tutti come esseri senzienti, considerando che nel dettato costituzionale questa definizione non è stato inserita proprio per una battaglia condotta dal suo partito. Cosa ne pensa in merito?

Purtroppo, quando si parla di diritti degli animali ci sono molti pseudo animalisti… Io ad esempio non mi definisco un animalista: amo gli animali, cerco di difendere i loro diritti ma la politica li utilizza come bandierine elettorali spesso e le richieste che venivano portate avanti da altre forze politiche erano delle forzature che poi rischiavano di rendere inapplicabili determinate norme, quindi sostanzialmente erano ideologiche e pretestuose. Non serve per forza inserirlo in Costituzione che gli animali sono esseri senzienti: lo si può fare benissimo rivedendo il Codice civile o altre norme di rango non costituzionale.

Perché nel vostro programma c'è una completa assenza relativamente alla fauna selvatica e a grandi temi come la caccia o la sperimentazione animale?

Io credo che per poter fare un servizio utile per gli animali bisogna partire dai punti che uniscono, ovvero dove c'è una maggiore possibilità di incontro e di cooperazione rispetto alle differenti sensibilità. Sicuramente c'è da fare molto sui temi che lei ha citato però penso che se non vogliamo che siano solo promesse elettorali ma impegni che sfocino in qualcosa di concreto è per il bene degli animali cercare di iniziare quantomeno dalle cose che ci accomunano piuttosto che da quelle che maggiormente ci possono dividere. Gli animali d'affezione vengono chiamati così e a volte è come per dire che loro sono animali di serie A e gli altri sono animali di serie B. Non è vero, perché comunque ci sono delle efferatezze anche nei confronti di un sacco di cagnolini e di gattini in tutta Italia che sono intollerabili. Però, visto che c'è un sentire comune trasversale su questi ultimi iniziamo a occuparci di loro e poi andiamo avanti.  Purtroppo gli argomenti sono davvero tanti e talmente disparati che se iniziamo a rilanciare sempre con un tema più alto poi dopo non portiamo a casa nulla. Io quello che vorrei fare davvero è sconfiggere il randagismo in Italia perché un paese civile non si può permettere una vergogna tale e vorrei che finalmente gli animali venissero tutelati. Ecco, partiamo dagli animali d'affezione.

Quasi quattro italiani su dieci vivono con un animale domestico. Qual è il messaggio della Lega a questa fetta importante di popolazione?

Noi siamo assolutamente convinti che gli animali portino un un plus nelle nostre comunità e abbiamo a cuore quello che è nel concreto il rapporto tra uomo e animale. La scienza ci dice che portano un sacco di benefici, basti pensare, ad esempio, a tutte quelle persone che fanno parte della terza età e che hanno un cagnolino in casa e non finiranno in una residenza per anziani. E questo perché? Perché sono più abituati ad uscire e a occuparsi attivamente di un essere vivente e quindi anche da un punto di vista mentale sono più attivi. Basti pensare anche al ruolo che hanno giocato gli animali durante la pandemia: molte persone che vivevano da sole l'unico contatto con un essere vivente è stato con gli animali domestici. Ci hanno salvato, se vogliamo leggerla così.

La pandemia purtroppo ha generato anche degli abbandoni. Quanto ritiene importante sottolineare l'aspetto del rispetto nei confronti degli animali a prescindere da una visione antropocentrica della relazione?

Assolutamente, concordo. Io sono molto ottimista da questo punto di vista perché a mio avviso le cose stanno cambiando in senso assolutamente positivo. Un indicatore sono le immagini strazianti durante l'evacuazione dell'Ucraina: vedere tutti questi profughi portare con sé le cose più preziose che avevano e che in molti casi sono stati i loro animali domestici è un segnale forte.

Tra gli impegni che avete preso nel vostro programma la Lega quale sicuramente manterrà?

Inasprire le pene e renderle soprattutto certe. Perché in un paese civile, ripeto, non si possono più tollerare episodi che non voglio nemmeno citare perché urtano solo la sensibilità di chi li ascolta.

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Diana Letizia
Direttrice editoriale
Giornalista professionista e scrittrice. Laureata in Giurisprudenza, specializzata in Etologia canina al dipartimento di Biologia dell’Università Federico II di Napoli e riabilitatrice e istruttrice cinofila con approccio Cognitivo-Zooantropologico (master conseguito al dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Parma). Sono nata a Napoli nel 1974 e ho incontrato Frisk nel 2015. Grazie a lui, un meticcio siciliano, cresciuto a Genova e napoletano d’adozione ho iniziato a guardare il mondo anche attraverso l’osservazione delle altre specie. Kodami è il luogo in cui ho trovato il mio ecosistema: giornalismo e etologia nel segno di un’informazione ad alta qualità di contenuti.
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