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13 Aprile 2023
12:19

Uno degli ippopotami di Escobar è morto in un incidente stradale in Colombia

L'animale è stato investito da un SUV nei pressi del ranch del boss della droga. Gli ippopotami invasivi stanno causando diversi problemi in Colombia e alcuni esemplari saranno presto trasferiti in India e Messico.

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Uno degli ippopotami che discendono dagli esemplari portati illegalmente in Colombia dal narcotrafficante Pablo Escobar è morto in un incidente stradale su un'autostrada vicina all'Hacienda Napoles che apparteneva al boss della droga. L'animale è stato investito da un SUV sulla strada che da Bogotà va a Medellin, nel nord-ovest del Paese, ed è morto subito dopo l'impatto. Fortunatamente illese, invece, le persone che erano presenti all'interno del veicolo.

«Questo è uno dei rischi che comporta la presenza di questa specie. Spesso gli animali attraversano l'autostrada dove passano molti veicoli e questo è un pericolo per le persone», ha commentato David Echeverri López, biologo del CORNARE, l'autorità ambientale locale.

A oggi gli ippopotami colombiani sono tra i 130 e i 160, e si sono ormai diffusi ben oltre i confini del ranch che Escobar aveva costruito a circa 250 chilometri da Medellin e in cui aveva portato all'interno dell'Hacienda Napoles centinaia di specie tra cui tre ippopotami femmine e un maschio.

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Dopo la morte di Escobar, nel 1993, le autorità colombiane avevano trasferito la stragrande maggioranza degli animali ma non gli ippopotami, a causa della difficoltà di trasporto e di individuazione di una nuova e più adeguata sistemazione. Gli esemplari erano così rimasti liberi nella zona, riproducendosi molto rapidamente ed estendendosi sino al bacino del fiume Magdalena. Con tutte le conseguenze che ciò ha comportato per l'ambiente, considerando che si tratta di una specie di origine africana e perciò altamente invasiva per gli ecosistemi del Sud America.

Secondo uno studio pubblicato nel 2019, infatti, l'impatto degli ippopotami sugli ecosistemi rappresenta una seria minaccia persino per le risorse idriche. Se in Africa, dove questi animali sono autoctoni, la loro presenza fertilizza laghi e fiumi, in Sud America le zone umide che accolgono i discendenti degli ippopotami del capo del cartello di Medellin possono con le feci alterare la composizione chimica dell'acqua causando la proliferazione di alghe tossiche pericolose per i pesci, lamantini e altri animali acquatici.

Gli ippopotami, che possono arrivare anche a pesare una tonnellata e mezza, sono inoltre animali piuttosto territoriali e aggressivi, per cui alle problematiche ambientali si sono aggiunte anche quelle sociali. I grandi mammiferi invasivi rappresentano infatti un potenziale pericolo per le popolazioni locali e sono motivo di forte conflitto con i colombiani appartenenti alle comunità del fiume Magdalena, che basano la loro sussistenza sulla pesca.

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Per tutti questi motivi, il governo colombiano aveva deciso di eradicare e abbattere gli animali, almeno fino a quando non sono state avanzate soluzioni alternative e meno cruente. Il mese scorso, infatti, il governatore del Dipartimento di Antioquia, Aníbal Gaviria Correa, ha annunciato che la Ostok Sanctuary International Foundation si è detta disponibile a ospitare un gruppo di 70 ippopotami in alcuni santuari naturali in India e Messico, nello specifico 60 in India e 10 in Messico.

L'operazione costerà circa 3,5 milioni di dollari e il governatore ha spiegato che mancano solo alcuni passaggi burocratici per definire il tutto, come il passaporto per gli ippopotami che verrà rilasciato dal Ministero dell'Ambiente solo dopo l'autorizzazione della CITES, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie a rischio di estinzione. Il trasferimento degli ippopotami in India e Messico potrebbe quindi salvare la vita ad almeno 70 individui che, a meno di sorprese, dovrebbero essere trasferiti entro la fine dell'anno.

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Salvatore Ferraro
Redattore
Naturalista e ornitologo di formazione, sin da bambino, prima ancora di imparare a leggere e scrivere, il mio più grande sogno è sempre stato quello di conoscere tutto sugli animali e il loro comportamento. Col tempo mi sono specializzato nello studio degli uccelli sul campo e, parallelamente, nell'educazione ambientale. Alla base del mio interesse per le scienze naturali, oltre a una profonda e sincera vocazione, c'è la voglia di mettere a disposizione quello che ho imparato, provando a comunicare e a trasmettere i valori in cui credo e per i quali combatto ogni giorno: la conservazione della natura e la salvaguardia del nostro Pianeta e di chiunque vi abiti.
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