In tutti i Paesi dell’Unione europea ci sono milioni di animali vivi che ogni anno vengono trasportati in ogni modo: sui camion, sulle navi, nei treni, negli aerei. L’obiettivo che l’industria ha è, principalmente, allevarli, farli riprodurre e ingrassare e poi macellarli. Dal 2005 ci sono le norme europee che dovrebbero puntare alla protezione degli animali. Ma oggi non è ancora così.

A fare questa fotografia è un’inchiesta del Parlamento europeo. Si tratta di un lavoro, avviato nel giugno del 2020, che ha avuto come obiettivo quello di indagare sulle presunte violazioni delle norme sul trasporto degli animali. Ed è arrivato a una conclusione: le disposizioni Ue in questo settore non sono sempre rispettate nei Paesi membri e non tengono pienamente conto delle diverse esigenze di trasporto degli animali.

Le violazioni delle norme sul trasporto degli animali

Le violazioni più evidenti riguardano l'altezza libera insufficiente nei mezzi di trasporto, la non idoneità degli animali a questi spostamenti e al sovraffollamento, i dispositivi di abbeveraggio inadeguati o la mancanza di acqua e cibo. Vengono inoltre utilizzati veicoli inadeguati e il trasporto avviene talvolta a temperature estreme e con tempi di percorrenza prolungati. Per porre rimedio alla situazione, i deputati chiedono alla Commissione e ai Paesi Ue di intensificare i loro sforzi per rispettare il benessere degli animali durante il trasporto, di aggiornare le norme Ue e di nominare un Commissario Ue responsabile del benessere degli animali.

Tra i principali problemi c’è la durata del viaggio, che per gli animali domestici che vanno al macello non dovrebbe superare le otto ore e il trasporto di animali gravidi dovrebbe essere limitato a un massimo di quattro ore durante l'ultimo terzo della gestazione. Non dovrebbe inoltre essere consentito il trasporto per i vitelli di età inferiore alle quattro settimane, tranne in caso di trasporto effettuato dagli allevatori per una distanza inferiore ai 50 km. I deputati vogliono un sistema di telecamere a circuito chiuso sui veicoli di trasporto, specialmente per le operazioni di carico e scarico. Le autorità nazionali dovrebbero approvare i piani di viaggio degli animali solo se la temperatura prevista per l'intera durata del viaggio è tra i 5ºC e i 30ºC. Inoltre, dovrebbero essere registrati temperatura, umidità e livelli di ammoniaca nei veicoli.

I deputati, poi, riconoscono che attualmente non esiste alcun sistema di controllo per il trasporto verso paesi terzi e chiedono ai Paesi Ue di ispezionare tutte le spedizioni destinate ai viaggi lunghi verso paesi terzi, per garantire che gli animali siano nutriti e idratati, che i dispositivi di abbeveraggio funzionino correttamente e che dispongano di spazio e altezza adeguati. L'esportazione di animali vivi dovrebbe essere approvata solo se è conforme agli standard europei sul benessere degli animali.Tra le richieste, anche di evitare il trasporto di animali destinati al macello. La risoluzione non legislativa è stata adottata con 557 voti a favore, 55 contrari e 78 astensioni.

Il parere delle associazioni

Le associazioni, però, contestano le scelte troppo morbide dell’europarlamento. Per Lav, questa è una «occasione persa». «Stella Kyriakides, Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, ha aperto e chiuso il dibattito ricordando ai membri del Parlamento europeo che il benessere degli animali è una priorità all'interno della strategia Farm to Fork e, allo stesso tempo, una priorità del suo mandato e per lei – denuncia l’organizzazione Animal Equality – Ma il Parlamento ha consegnato nelle mani della Commissione un voto che va in direzione opposta, di fatto annacquando il testo già debole uscito dalla Commissione di inchiesta sul trasporto di animali vivi a dicembre. Per Kyriakides si tratta di un fatto molto grave, che non tiene conto delle numerose inchieste e denunce portate avanti non solo da alcune autorità dei singoli Stati membri ma anche delle organizzazioni non governative che da tempo denunciano l’orrore del trasporto di animali vivi».

«La Commissione europea, infatti, deve rivedere il regolamento sui trasporti e lo farà sulla base delle ultime prove scientifiche, creando una banca dati europea per i controlli ufficiali e la verifica delle navi cargo per trasporto animali negli Stati membri, oltre a garantire l'attuazione delle norme esistenti. Pertanto, una nuova proposta legislativa è attesa nell'autunno del 2023, mentre gli atti esecutivi relativi ai controlli sul trasporto marittimo (secondo le disposizioni della legge esistente) arriveranno anch'essi prima della fine di quest'anno», denunciano dall’associazione.

«Speravamo che il Parlamento europeo si dimostrasse ancora più ambizioso e prendesse seriamente in considerazione le opinioni dei cittadini vietando qualsiasi trasporto a lunga distanza, e affinando, sostituendo e riducendo il trasporto intra-Ue», dichiara Alice Trombetta, direttrice esecutiva di Animal Equality in Italia.

Il Parlamento europeo ha votato contro gli emendamenti che avrebbero richiesto una definizione della durata del viaggio come l'intero tempo di movimento, compreso il tempo di carico e scarico, contro l'interpretazione della Commissione europea che invece dice che "il tempo trascorso per il carico e lo scarico dovrebbe essere incluso per stabilire la durata massima del viaggio, riducendo così potenzialmente l'impatto che un limite di 8 ore potrebbe avere. Il Parlamento europeo ha anche respinto gli emendamenti che avrebbero vietato il trasporto di animali gravidi al 40% della fase di gestazione, e la richiesta di vietare il trasporto di animali molto giovani (bovini, ovini, caprini o suini, ed equini domestici) di età inferiore ai 35 giorni è scomparsa. Il limite di 4 settimane per permettere il trasporto rimane solo per i vitelli.

Un'occasione mancata?

«Crediamo che il Parlamento europeo abbia perso l'occasione di sostenere dei cambiamenti profondi e importanti e non sia riuscito a soddisfare le richieste dei cittadini. Ora le nostre speranze sono riposte nella Commissione europea, a cui affidiamo il compito di permettere la sostituzione del trasporto di animali vivi con un commercio di sola carne, carcasse e materiale genetico, non solo “per quanto possibile” come indicato invece nel testo del Parlamento» conclude Trombetta.

Un'occasione mancata? Sì. Ne è convinta anche Laura Arena, veterinaria esperta di benessere animale e componente del comitato scientifico di Kodami. «I cambi normativi a livello Parlamentare non sono occasioni frequenti – spiega – Si tratta di una piccola mossa perché l'interesse prevalente è economico. Bisognava fare uno sforzo maggiore. Sui due piatti della bilancia sono stati messi da una parte la proitezione degli animali e dall'altro gli interessi economici. Il trasporto degli animali in Europa è un dramma, una delle fasi più sensibili. Prima esistevano tanti piccoli macelli, divisi per area geografica e gli animali viaggiavano meno. Negli anni si sono favoriti i grandi mattatoi, queste grandi industrie che la maggior parte delle volte sono associate direttamente alla trasformazione delle carne».