L'iniziativa #EndTheCageAge ha raggiunto ieri il Parlamento europeo, dove i rappresentati delle associazioni, hanno aperto un dibattito riguardo la proposta di vietare l'utilizzo delle gabbie all'interno degli allevamenti intensivi europei, ottenendo un forte riscontro da parte degli europarlamentari presenti: «E' stata una giornata memorabile, non solo per la protezione degli animali negli allevamenti, ma anche nel necessario percorso verso una agricoltura più sostenibile e in armonia con la natura – dichiara a Kodami Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia Onlus, l'associazione promotrice della campagna – Dopo il successo della iniziativa dei Cittadini (ICE) #EndTheCageAge nella raccolta delle firme e dopo lo schieramento a favore della dismissione delle gabbie da parte di 140 scienziati e importanti aziende agroalimentari, ora è stata la volta delle istituzioni europee».

Anche secondo quanto riportato dal comunicato stampa successivo all'audizione, si è trattato di un passo importante: «#EndTheCageAge è stata accolta calorosamente dai tre commissari europei presenti durante il dibattito. Molti europarlamentari sono intervenuti e, nel complesso, l'ICE  ha ricevuto un sostegno schiacciante».

#EndTheCageAge dal 2018 al Parlamento europeo

«L'UE sostiene di essere leader nel benessere degli animali, eppure ogni anno condanna più di 300 milioni di animali d'allevamento a una vita misera in gabbie anguste – hanno affermato i rappresentanti delle organizzazioni italiane che hanno aderito all'iniziativa – Questa pratica medievale è crudele e completamente inutile, dato che i sistemi senza gabbie non solo esistono, ma sono anche in uso in alcune parti dell'UE».

L'iniziativa, nata nel 2018 per volere di Animal Law e CIWF (Compassion in World Farming), viene supportata in Italia da 21 organizzazioni che, insieme ad altre 150 di tutta Europa hanno continuato a promuovere la raccolta delle firme fino a raggiungere e superare il numero minimo di 1 milione (in totale  1.397.113). Solo in questo modo un'iniziativa dei cittadini può infatti ottenere un'audizione al Parlamento europeo per presentare una proposta di modifica delle normative.

Alcuni giorni prima dell'audizione le associazioni che si muovono a sostegno della campagna si sono unite in un twitterstorm per incoraggiare gli eurodeputati a sostenere l'iniziativa raggiungendo l'impressionante numero di 35.000 tweet e ottenendo sicuramente il risultato sperato. Durante l'audizione, infatti Janusz Wojciechowski, commissario per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: «I sussidi agricoli dell'UE e il Recovery Fund possono anche essere utilizzati in parte per eliminare gradualmente l'allevamento in gabbia e implementare metodi alternativi – e ha aggiunto – Avete il pieno sostegno della Commissione europea per attuare questa trasformazione».

La palla passa alla Commissione europea: «non può ignorare il sostegno ricevuto»

Sebbene quello raggiunto ieri sia un importante risultato, per ricevere la conferma dell'effettivo successo di #EndTheCageAge bisognerà attendere che anche la Commissione europea si pronunci a riguardo e questo avverrà nei prossimi mesi. Se la risposta sarà affermativa, comincerà il percorso di graduale transizione verso l'eliminazione completa delle gabbie, ma secondo Eleonora Evi, vicepresidente del gruppo per il benessere degli animali e co-presidente del gruppo di lavoro "Cage-free", si può sperare in una conferma: «L'enorme sostegno ricevuto da questa iniziativa dei cittadini europei in tutta Europa non può essere ignorato dalla Commissione europea, che deve presentare al più presto una proposta legislativa per porre fine all'inutile crudeltà dell'allevamento in gabbia».

Dopo anni di impegno per ottenere i risultati ottenuti durante l'audizione al Parlamento europeo, Annamaria Pisapia di CIWF conclude infine: «Siamo felici e grati ai Commissari presenti per l’accoglienza riservata ad #EndTheCageAge e anche per le numerose dimostrazioni di sostegno espresse da parte di numerosi eurodeputati. Oggi, per la prima volta, abbiamo visto che un futuro senza gabbie si avvicina veramente sempre di più».