Avere un facehugger in casa non è poi così male. Secondo un post di Facebook che sta circolando ultimamente: «è molto affettuoso, si nutre di topi e piccoli roditori e va via da solo». Peccato che sia tutta una bufala: il facehugger è una larva parassita della saga cinematografica di Alien e sicuramente non è affettuoso.

Eppure sarebbe interessante assistere a un mondo in cui esistono delle creature simili. In questo universo parallelo dei grossi artropodi, o presunti tali, circolerebbero indisturbati per le strade delle città. Entrerebbero nelle case dalle finestre e scorrazzerebbero liberi sul pavimento senza troppi problemi. Fortunatamente la morfologia di una creatura simile è solo frutto della fervida immaginazione di Hans Ruedi Giger, famoso disegnatore e creatore di ambientazioni futuristiche e inquietanti.

Capita spesso di leggere post umoristici sul web. Animali fantastici provenienti da favole, miti, saghe cinematografiche e serie televisive vengono spacciati per reali con lo scopo di far scappare un sorriso a tutte le persone che sanno bene che quegli animali, in realtà, non esistono. Non tutti però capiscono lo scherzo e il pericolo di lanciare una fake-news sul internet è sempre in agguato, anche quando non si intende volutamente diffondere notizie false.

In questo caso un utente di Facebook ha scomodato una delle saghe cinematografiche di fantascienza più famose: Alien. Il post recita: «Se trovi questa specie di artropode in casa tua non ucciderlo, il suo morso non è velenoso, sono molto affettuosi, si nutre di topi e piccoli roditori, va via da solo. Sono animali tropicali, che stanno sugli alberi, probabilmente arrivati in Puglia sulle navi che trasportano tronchi e si sono adattati benissimo anche qua per il clima caldo. Mi raccomando se doveste trovarne uno in casa trattatelo bene».

Nelle foto si vede chiaramente uno strano animale con il corpo appiattito, 8 zampe articolate e una lunga coda. Sembra quasi un aracnide, se non fosse che, per chi abbia visto almeno una volta anche solo qualche immagine del film Alien, la creatura è immediatamente riconoscibile: si tratta di un "facehugger".

Questa è una larva parassita che attende nell'uovo il passaggio di una vittima. Una volta percepito il futuro ospite, l'organismo salta addosso al malcapitato, lo paralizza e gli inietta un embrione. L'embrione si sviluppa in poche ore o giorni all'interno dell'ospite finché la larva non esce sfondando la cassa toracica e  uccidendo il poveretto. Bastano poche ore e anche questa larva completa il proprio ciclo vitale trasformandosi in una forma adulta, lo xenomorfo che tutti conosciamo.

Quindi no, il famigerato artropode che gira su internet non è reale, anche se le caratteristiche ecologiche dell'alieno lo sono. Chi inventa ambientazioni del genere prende spesso spunto da ciò che offre la natura e anche nel caso di Alien i cicli biologici e i comportamenti delle larve dello xenomorfo sono in tutto e per tutto ripresi da fenomeni naturali realmente esistenti.

Innanzitutto gli Xenomorfi, le forme adulte, sono organismi eusociali, ovvero hanno un sistema complesso di caste e con una regina, proprio come api e formiche, ed è considerato il più alto grado di organizzazione sociale del mondo animale. L’eusocialità è una caratteristica di molte specie di insetti, ma anche di un unico mammifero, leterocefalo glabro, la così detta talpa senza pelo.

Proprio come il facehugger, poi, ci sono alcuni insetti che depongono le proprie uova all’interno degli ospiti. Le povere vittime di questi parassiti possono essere altri insetti oppure cadaveri già in decomposizione. La famiglia dei silfidi, ad esempio, fanno crescere le proprie larve proprio nei corpi marcescenti.

Anche l'uomo non è risparmiato con la mosca Dermatobia hominis. La femmina di questo insetto cattura le zanzare per attaccare le sue uova sul suo corpo e, soprattutto, sull'apparato boccale.  Poi le rilascia e queste andranno a pungere il futuro ospite iniettando inconsapevolmente le uova della mosca. Le larve si sviluppano nel tessuto sottocutaneo e dopo circa otto settimane escono come tanti piccoli chestbuster.

Insomma, di comportamenti e fenomeni ecologici nel mondo animale ce ne sono parecchi e per poter trarne spunto basta sedersi in un parco, osservare la natura intorno, prendere carta e penna e iniziare a farsi ispirare.