Il suo nome scientifico è Nylanderia fulva, ma è molto più conosciuta come formica pazza fulva o formica pazza di Rasberry. Si tratta di una specie invasiva che è sbarcata negli Stati meridionali del Nord America circa vent'anni fa invadendo rapidamente tutto il Texas, la Florida, il Mississippi e la Louisiana con supercolonie composte da milioni di esemplari che nel tempo hanno cominciato a mettere in grave rischio la fauna locale.

La sua smania distruttiva però, ora, grazie ai risultati di uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences potrebbe avere i giorni contati. I ricercatori, infatti, hanno scoperto che esiste un fungo parassita del gruppo Microsporidia che colpisce specificamente le formiche pazze fulve ed è in grado di spazzare via intere colonie nel giro di poco tempo. Ma andiamo con ordine.

Le formiche pazze fulve sono una specie invasiva originaria del Sud America. Devono il loro nome ai movimenti frenetici e imprevedibili che fanno quando si muovono, ma anche a un certo Tom Rasberry, disinfestatore che nel 2002 fu il primo a identificarne una colonia nel natio Texas.

Gli esemplari di Nylanderia fulva quando vengono attaccate, mordono ed espellono acido formico attraverso l'estremità del loro addome, usandolo come veleno. In questo modo, riescono a uccidere artropodi più grandi come grilli e scorpioni, costringere gli uccelli a uscire dai loro nidi e persino accecare conigli con il loro acido.

Un esemplare di formica pazza fulva (Nylanderia fulva). Foto da Wikimedia Commons
in foto: Un esemplare di formica pazza fulva (Nylanderia fulva). Foto da Wikimedia Commons

Come spiega Edward LeBrun, ecologista dell'Università del Texas e autore dello studio, nelle aree del paese con gravi infestazioni di questi animali, «non c'è rumore di insetti, né di uccelli», perché le formiche «hanno un impatto ecologico davvero devastante».

Infatti, a differenza delle formiche pazze gialle (Anoplolepis gracilipes) che sono divise in colonie, quelle fulve lavorano in cooperazione espandendo il loro territorio e impossessandosi delle risorse come un’orda di predoni unni. E così, dopo aver stabilito il primo nido, alcuni esemplari se ne vanno per crearne altri nell'area circostante e poi altri ancora. Ma nido dopo nido, le formiche costruiscono una vera e propria supercolonia, una specie di “impero delle formiche” governato da più regine.

Chiaramente in questo modo riescono a occupare aree molto grandi in maniera molto veloce e a creare problemi non solo agli altri insetti locali, ma anche ad animali più grandi come rettili e piccoli mammiferi. Ma è proprio questa strategia "comunitaria" combinata con l’effetto del fungo velenoso, che potrebbe rivelarsi l’arma perfetta per fermare l’invasione.

È stato scoperto, infatti, il fungo parassita Myrmecomorba nylanderiae, riesce a colpire mortalmente le formiche fulve pazze. Le sue spore, dotate di un "arpione" posto a un'estremità, si ancorano allo stomaco degli insetti e, una volta agganciate alle loro cellule, rilasciano il contenuto velenoso all’interno. Le formiche, una volta infettate, diffonderanno l'agente patogeno alle altre che si trovano nelle vicinanze, contagiandole tutte.

Scoperto nel 2015, ci sono voluti ben 7 anni di studi per dimostrare che il Myrmecomorba nylanderiae è in grado di portare al collasso e innescare l'estinzione di una supercolonia in un tempo relativamente breve.

Ma l’elemento più significativo e importante della scoperta è che il fungo colpisce esclusivamente le formiche pazze e sembra che non consideri le specie native. Per questo, gli scienziati pensano che potrebbe diventare un'arma biologica relativamente sicura per combattere un'invasione che noi umani da soli non siamo riusciti a rallentare.