È davvero insolito il fenomeno che si sta verificando sulle spiagge toscane. In soli tre mesi infatti, da Novembre a Febbraio 2021, sono stati ben sedici gli esemplari appartenenti alla famiglia dei delfini trovati spiaggiati sulle coste della regione. Tra questi tre sono stati trovati ultimamente all'Isola D'Elba, tra il 21 e il 25 gennaio, e recuperati dall'associazione ElbaMare, un ente che si occupa di tutela e conservazione ambientale. Le carcasse appartenevano a due stenelle (Stenella coeruleoalba) e un tursiope (Tursiops truncatus) facendo così salire ad otto il numero totale dei cetacei trovati morti sull'isola nell'ultimo periodo. Le stenelle, data la decomposizione non ancora avanzata, sono state trasportate all'Università di Siena dove verranno esaminate e studiate. Ancora non si conoscono le cause dei decessi e alcune istituzioni, tra cui L'ARPAT (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana) di Livorno, l'Università di Siena e l' Istituto Zooprofilassi Toscana Lazio in collaborazione con l'Osservatorio Toscano per la Biodiversità, cercheranno di fare luce su questa storia. L'alta frequenza degli spiaggiamenti infatti sta destando non poca preoccupazione e capire le cause vorrebbe dire poter agire in favore della tutela di queste specie. La Toscana inoltre fa parte del Santuario Pelagos, la prima area protetta internazionale del Mediterraneo per la tutela e conservazione dei mammiferi marini, nata proprio per l'alta presenza di animali marini dovuta alla particolare conformazione della costa.

Le principali minacce ai cetacei marini

Le specie di cetacei che sono presenti in maniera costante nel Mar Mediterraneo sono otto: Capodoglio (Physeter macrocephalus), Balenottera comune (Balaenoptera physalus), Delfino comune (Delphinus delphis), Grampo (Grampus griseus), Globicefalo (Globicephala melas), Stenella striata (Stenella coeruleoalba), Tursiope (Tursiops truncatus) e Zifio (Ziphius cavirostris).

Le principali minacce sono diverse e variano rispetto alla specie ma in qualche modo sono tutte connesse all'impatto antropico. Tra queste possiamo ricordare:

  • la collisione con le imbarcazioni;
  • la cattura accidentale nelle reti;
  • la pesca eccessiva;
  • la presenza di rifiuti solidi che arrivano in mare, soprattutto di materiale plastico.

I rifiuti solidi e il materiale plastico, in particolare, possono essere scambiati per cibo e ingeriti dagli animali causandone anche la morte. Soprattutto le microplastiche, dovute allo smembramento di materiale plastico più grande, sembrano rappresentare un grosso pericolo e ultimamente sono sempre più oggetto di studio. In ultimo anche le sostanze chimiche dovute all'utilizzo di pesticidi e diserbanti che finiscono in mare rappresentano un problema.

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