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18 Gennaio 2021
14:12

Recuperata la balenottera trovata morta a Sorrento, ora la necroscopia

È stata recuperata e sarà trasferita la carcassa della balenottera trovata morta nelle acque vicino all'Area Marina di Punta Campanella, a Sorrento. Si tratta di una femmina adulta lunga 23,5 m, forse la più grossa mai trovata nel Mediterraneo. Si attendono ora le analisi che stabiliranno le cause della morte del povero cetaceo.

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La balenottera comune (Balaenoptera physalus) trovata morta sul fondale nelle vicinanze dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella, nel porto di Sorrento, è risalita a galla a causa dei gas prodotti dalla decomposizione ed è stata finalmente recuperata. L'AMP fa sapere in una nota che l'animale sarà ora trasferito a Caivano o nel porto di Castellammare per poter eseguire la necroscopia.
Le analisi, che dovrebbero tenersi tra domani pomeriggio e mercoledì mattina, saranno effettuate da Sandro Mazzariol, patologo veterinario presso l’Università degli studi di Padova e responsabile dell’unità d’intervento del Cetacean strandings Emergency Response Team (CERT), che si occupa in tutta Italia e anche all'estero del recupero di cetacei di grosse dimensioni.

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Il recupero nel porto di Marina Piccola. Foto di Nicola Campomorto

Il recupero ha permesso finalmente di identificarne il sesso e le dimensioni: si tratta di una femmina adulta lunga 23, 5 m, che potrebbe pesare fino a 70 tonnellate. Se dovesse essere confermata la lunghezza stimata dovrebbe trattarsi della più grande balenottera comune mai trovata nel Mar Mediterraneo.

Questo il commento del presidente dell'AMP di Punta Campanella, Lucio Cacace: «È un evento triste che ha toccato tutta la comunità e questo dimostra come la sensibilità ambientale sia in crescita. Eventi come questo, purtroppo, accadono in tutto il mondo e alcune centinaia di cetacei si spiaggiano ogni anno in Italia. Molte volte si tratta di eventi naturali e c'è ben poco da fare. Se non cercare di comprenderne le cause. I cetacei, per fortuna, nel nostro mare sono presenti, sono di passaggio come dimostrano i numerosi avvistamenti degli ultimi anni. Noi dobbiamo cercare di tutelarli e rendere il loro habitat, cioè il mare, più pulito e sano possibile. Con LifeDelfi, progetto coordinato dal CNR IRBIM e finanziato dalla commissione europea, cerchiamo di farlo con i delfini».

Ora si cercherà di capire quali sono state le cause del decesso, che solo nel 65% dei casi vengono accertate dalle lunghe analisi post-mortem. Importanti saranno anche i dati scientifici che verranno raccolti e che contribuiranno a conoscere e a proteggere sempre meglio questi meravigliosi animali marini.

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Il recupero nel porto di Marina Piccola. Foto di Nicola Campomorto
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