E' il primo corso nazionale di formazione per avvistatore di balene ed è partito l'11 gennaio 2021 nella sede del campus universitario di Savona in modalità on line a causa della pandemia. Le lezioni sono tenute dai ricercatori della Fondazione Cima, da docenti dell'Università di Genova e da esperti del mondo del lavoro.

«Il corso di formazione per la professione di Accompagnatore di Turismo Marino si prefigge di dare conoscenze specifiche in tema di biologia ed ecologia marina del nostro territorio – spiegano Aurelie Moulins e Lara Polo, docenti del corso – Il corso prevede anche l’approfondimento di alcuni aspetti tecnici delle escursioni di Whale Watching, estranei alle competenze delle guide ambientali escursionistiche e delle guide turistiche nazionali. I partecipanti saranno formati sia sulle strategie di comunicazione e gestione delle dinamiche di gruppo che sulle tecniche di avvistamento della biodiversità marina e costiera».

Come diventare avvistatore di balene

Ma quali caratteristiche sono essenziali per diventare un buon avvistatore di balene? «Per svolgere bene questa professione – ci spiega ancora Lara Polo – si deve avere una grande tenacia e conoscenza dell’ambiente marino e voler lavorare a stretto contatto con i turisti. Avvistare cetacei non è sempre una certezza: può capitare di non vedere gli animali durante un’escursione. Sono animali selvatici in continuo spostamento. Per poterli avvistare bisogna cercare di vedere il soffio o la loro schiena quando salgono in superficie per respirare». Turismo marino e Whale Watching sono due attività che si stanno diffondendo rapidamente: «Il turismo marino è una risorsa che è in continua espansione e sempre con maggiore attenzione ad turismo sostenibile e attento alle tematiche ambientali – dice Aurelie Moulins – La presenza di un Accompagnatore di Turismo Marino diventa un valore aggiunto per l’escursione. Non solo: il Mar Ligure si trova nel cuore del Santuario dei cetacei del Mediterraneo, un'area marina protetta di 87.500 chilometri quadrati che nasce da un accordo tra l’Italia, il Principato di Monaco e la Francia. Qui la conformazione del suo fondo marino, insieme al clima, permette la risalita di nutrienti facendo sì che ci sia abbondanza di cibo e di conseguenza un’alta densità di animali».

Che cosa farà praticamente l’avvistatore di balene? «L’Accompagnatore di Turismo Marino rappresenta l'ambasciatore delle buone pratiche per il rispetto dell'ambiente marino e si prefigge di valorizzare le risorse turistiche locali – conclude Polo – Come compito principale ha quello di prendersi cura del gruppo e fare in modo che l’escursione avvenga in sicurezza. Partecipa alla ricerca degli animali e intrattiene il gruppo con curiosità scientifiche».

Una giornata in mare tra scienza e emozioni

Whale Watching non significa solamente passare una giornata emozionante a vedere da vicino un branco di stenelle striate o una balenottera comune, così come una pulcinella di mare o una sula, ma è un’esperienza che mette in evidenza quanto sia fondamentale avere consapevolezza dell’importanza della tutela dell’habitat in cui questi animali vivono, si nutrono e si riproducono. È sempre bene ricordare che siamo noi ad “essere ospitati” nel loro territorio e, quindi, quando ci si trova nelle vicinanze dei cetacei del Santuario Pelagos o di uccelli pelagici, è necessario comportarsi in modo da non arrecare il minimo disturbo con la nostra presenza.

«Promuovere la ricerca scientifica insieme alla salvaguardia dell'ambiente è tra le principali mission della Fondazione Cima – spiega il presidente della Luca Ferraris – Il corso risponde perfettamente a questo obiettivo, dando la possibilità di formare, per la prima volta in Italia, accompagnatori di attività turistiche in mare capaci di accrescere un turismo responsabile e consapevole delle bellezze del nostro ambiente marino, delle specie che lo popolano e dei comportamenti da tenere per evitare di danneggiarlo».

Un'area protetta per i cetacei

Ci sono voluti quasi venti anni per giungere alla creazione del Santuario Internazionale Pelagos di cui è parte tutto il mar Ligure. Reso esecutivo con la Legge n. 391 dell’11 Ottobre 2001, ha lo scopo di «prendere le misure appropriate per garantire uno stato di conservazione favorevole dei mammiferi marini, proteggendoli, insieme al loro habitat, dagli impatti negativi diretti o indiretti delle attività umane».

Quali specie si possono avvistare nel Mar Mediterraneo

Nel Santuario Pelagos sono presenti regolarmente almeno otto specie diverse di cetacei: la balenottera comune, capodoglio, zifio, grampo, globicefalo, stenella striata, tursiope e delfino comune. Più cinque considerate occasionali: la balenottera minore, orca, megattera, steno e pseudorca.