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in foto: Foto di repertorio – Pixabay

Stop alle Carresi, le tradizionali corse dei carri trainati dai buoi che vanno in scena ogni anno in diversi Comuni della Puglia e del Molise per celebrare i santi patroni. A chiederne l’annullamento è l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde, che ha definito le Carresi «un’usanza inaccettabile, che non più essere tollerata sulla base di assurde e anacronistiche giustificazioni culturali e tanto meno mantenuta profittevole grazie a iniezioni di denaro pubblico».

Le Carresi prevedono che i "carreri", i cavalieri, si sfidino in una gara di velocità lungo percorsi di lunghezza variabile, e per farlo spesso i buoi vengono pungolati e percossi dai membri delle varie squadre: «Per chi non sapesse cosa sia, basta guardare i tanti filmati disponibili per accertarsi che si tratta di una pratica ignobile, a causa della quale i buoi vengono continuamente sollecitati con pungoli chiodati e bastoni – sottolinea Evi – Inammissibile che la dignità di animali così pacifici venga calpestata in virtù di un malinteso senso dello spettacolo, tirando in ballo un significato religioso che è invece lontano anni luce da queste pratiche crudeli, che sono un insulto all’idea stessa di civiltà. Vergognoso che i soldi dei cittadini vengano usati per finanziare attività barbare e anacronistiche alle quali viene conferita una impropria etichetta culturale, con la colpevole complicità delle istituzioni che sovvenzionano con finanziamenti pubblici queste atrocità».

«Come per la corrida e l’uso degli animali nei circhi, continuerò a farmi portavoce, in Italia e in Europa, delle battaglie per la tutela del benessere e della dignità degli animali – conclude l’eurodeputata – Con Europa Verde accogliamo pertanto l’appello del Comitato Europeo Difesa Animali e delle tante associazioni animaliste, impegnandoci concretamente affinché questo scempio abbia fine prima possibile».

«Bastonate e colpi di pungolo per far correre i buoi»

Le dichiarazioni di Evi hanno suscitato l’approvazione del Comitato Europeo Difesa Animali, che da anni ormai si batte per chiedere l’annullamento delle Carresi e che alla questione ha dedicato anche una pagina Facebook, “Stop corsa buoi”: «È con viva soddisfazione che accogliamo la netta condanna delle corse dei buoi da parte dell'europarlamentare Eleonora Evi – ha detto Francesco Fortinguerra, portavoce delle campagne del Comitato Europeo Difesa Animali onlus – Prende così avvio la campagna internazionale di solidarietà contro le manifestazioni che comportano bastonate e colpi di pungolo per far correre forsennatamente i buoi. Quanto accade in Molise e in Puglia conferma la necessità dell'istituzione di un commissario che all’interno dell’UE tuteli il benessere degli animali e apporti sostanziali migliorie legislative anche tramite lo stanziamento di risorse adeguate, così come richiesto dall'Eurogruppo Parlamentare per gli animali, da moltissime associazioni e cittadini e sostenuta da Europa Verde».

Nel corso degli anni proprio sulla pagina Facebook “Stop corsa buoi” sono state condivise foto e video delle Carresi, immagini in cui si vedono i cosiddetti “carrieri” pungolare i buoi e usare bastoni per incitarli a correre più velocemente. Nel 2015 a San Martino in Pensilis, il paese in provincia di Campobasso in cui è nata la tradizione, la corsa è stata bloccata dagli animalisti in segno di protesta, nel 2018 sono state le forze dell’ordine a fermarla su disposizione del prefetto di Campobasso.

La battaglia delle associazioni contro le Carresi

Nel 2019 Oipa, Lav e Leidaa avevano chiesto e ottenuto l'impugnazione da parte del governo di un provvedimento con cui il Consiglio Regionale del Molise aveva approvato all’unanimità un provvedimento volto a modificare la legge regionale sulle “manifestazioni storico culturali e tutela del benessere animale” che «forzava le condizioni di benessere animale per fare in modo che le corse potessero aver luogo con buoi e cavalli», come spiegarono le associazioni ai tempi. Nel 2020, 29 persone tra sindaci, amministratori e organizzatori delle Carresi erano state rinviate a giudizio per  maltrattamento di animali, organizzazione di spettacoli con animali non autorizzati e doping in relazione a una denuncia presentata dall’Enpa sulle corse del 2014 e del 2015. A causa della pandemia di Covid-19 per due anni le Carresi non si sono disputate, ma nel 2022 Chieuti è stato il primo Comune a riprendere questa usanza, il 22 aprile.

«Da parte nostra svilupperemo a livello internazionale una campagna di informazione sul lato nascosto delle Carresi, affinché si sappia come in Italia le istituzioni permettano ed anche sostengano con soldi pubblici simili spettacoli – fanno sapere dal Comitato Europeo Difesa Animali – Le immagini postate proprio dai Carrieri di Chieuti nel 2018 sono perfette per spiegare a livello internazionale cosa siano le Carresi, senza che si possa sollevare alcuna contestazione. Questo infatti accadeva in barba al regolamento che doveva proteggerli e in spregio tanto del parere del Centro Nazionale di Referenza del Benessere animale (ente pubblico), quanto dell'opposizione all'uso dei pungoli dei Servizi Veterinari della Asl di Foggia, ribadito anche quest'anno, come ci è stato confermato».

«Vedremo se per l'opinione pubblica internazionale verranno ritenute "un bene di interesse storico-culturale etno-antropologico particolarmente importante" di cui vantarsi oppure manifestazioni che di storico hanno solo il fatto di essere un triste relitto del passato – conclude l'associazione – Le tradizioni cambiano seguendo la maggior sensibilità sociale verso gli animali».

Il riferimento è alla Carrese di San Pardo, a Larino, che non prevede alcuna gara ma è una processione di carri trainati da buoi e addobbati con fiori di carta. La festa è infatti un omaggio alla traslazione del corpo del santo patrono San Pardo, trasportato dalla Daunia su un carro agricolo in legno decorato con fiori.