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Il Tribunale di Larino ha dichiarato la prescrizione per i reati relativi alle corse dei carri trainati da buoi del 2014, pratica tradizionalmente nota come Carresi. Maltrattamenti sugli animali e utilizzo di farmaci senza prescrizione medica: erano questi i capi di imputazione nel processo che vedeva imputate 29 persone tra cui 3 sindaci all'epoca dei fatti.

Termina così il maxi processo per le Carresi iniziato nel 2015 a seguito della denuncia dell'Enpa che aveva anche raccolto video e foto a testimonianza dei maltrattamenti che sarebbero stati subiti dai buoi durante le corse per mezzo di pungoli e bastoni.

Secondo l'ipotesi accusatoria avanzata nel 2018 dalla Procura di Larino gli animali sarebbero stati sottoposti ad attività insopportabili per le loro caratteristiche etologiche e proprio per mezzo di strumenti usati per spronarli alla corsa avrebbero riportato lacerazioni e lesioni.

Oggi però, nel giorno in cui l'Enpa si sarebbe dovuta costituire parte civile con l'apertura del dibattimento vero e proprio, è sopraggiunta la prescrizione. Resta in piedi uno stralcio dell'inchiesta che vede coinvolte 3 persone in relazione all'uso di sostanze dopanti sugli animali. La vicenda sarà trattata a luglio se anche in questo caso non maturerà la prescrizione, quindi il processo dovrebbe iniziare a settembre.

L'Enpa ha fatto sapere che agirà civilmente nei confronti dei 26 imputati prescritti mentre si costituirà parte civile per i 3 che andranno a processo. «Il rinvio a giudizio di persone per reati così gravi contro gli animali – ha dichiarato la presidente dell'Enpa Carla Rocchi -vuol dire che gli abusi, le violenze, i maltrattamenti e le sevizie contro i bovini delle Carresi sono emersi nel corso di una seria indagine, per la quale ringraziamo la Procura di Larino e tutti gli investigatori. Vuol dire, anche, che una tradizione come quella delle Carresi deve cessare per sempre. E’ arrivato davvero il momento di mettere la parola fine a manifestazioni che in nome della tradizione abusano in questo modo degli animali».

Epicentro di questa pratica è San Martino in Pensilis, in provincia di Campobasso, dove nel 2015 su segnalazione delle guardie zoofile dell'Enpa, i Carabinieri sottoposero a sequestro preventivo i carri e i buoi che avrebbero dovuto correre quell'anno. Quest'anno, invece la corsa si svolgerà come da tradizione a partire dal prossimo 30 aprile.

«Spesso il maltrattamento di animali – ha affermato Claudia Ricci, avvocato Enpa – è celato in spettacoli per il divertimento grottesco dell’uomo, dove l’utilizzo di animali del tutto inadatti a ogni forma di competizione, porta i soggetti coinvolti nella manifestazione ad adottare ogni mezzo per aumentare le loro prestazioni raggiungere il fine competitivo, anche impiegando sostanze, vietate e nocive per la salute degli animali. Se in questo caso è subentrata la prescrizione per 26 imputati, e dunque l'Enpa agirà con un'azione civile, ricordiamo che ci sono ancora due procedimenti pendenti per le Carresi per la stessa fattispecie di reato quindi vuol dire che i fatti storici sono ben comprovati almeno per formulare dei rinvii a giudizio e, in alcuni casi, come quello tutt'ora pendente a Larino, per la celebrazione del processo».

Dal 2019 le corse sono disciplinate dalla legge regionale n. 1 dell'11 febbraio 2019 e da uno specifico Regolamento attuativo, provvedimenti nati proprio in conseguenza dalla vicenda legale che si è abbattuta sui Comuni di Ururi, Portocannone e San Martino in Pensilis, dove le competizioni hanno luogo.

«Quella delle Carresi, la corsa dei buoi che si tiene ogni anno in Molise e in Puglia, è un’usanza inaccettabile, che non più essere tollerata sulla base di assurde e anacronistiche giustificazioni culturali e tanto meno mantenuta profittevole grazie a iniezioni di denaro pubblico», ha dichiarato l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde, chiedendo lo stop alle Carresi.

A marzo di quest'anno si è tenuta la riunione operativa presso la Prefettura di Campobasso in vista delle Carresi. «Al centro del tavolo, il Piano della sicurezza, che deve tener conto delle prescrizioni date, e la questione riguardante il benessere animale – ha sottolineato la Regione Molise – Un grande lavoro di prevenzione, quello che si sta mettendo in campo, per fare in modo che non si lasci nulla di intentato e ogni cosa proceda nel migliore dei modi».