carrozze palermo

Stop alle carrozze trainate da cavalli a Palermo nei giorni e negli orari più caldi: è il contenuto dell'ordinanza firmata dal sindaco Roberto Lagalla. Un'iniziativa simile a quella messa in atto da altre amministrazioni italiane a tutela del benessere degli equini. Ma è davvero così?

Il provvedimento firmato da Lagalla, eletto nel marzo 2022 con il sostegno della coalizione di centrodestra, vieta la circolazione delle carrozze trainate da cavalli dalle ore 13 alle 15.30 dei giorni con temperatura pari o superiore a 37 gradi; e dalle 12.30 alle 16 in tutti i giorni per cui sia stato emanato avviso di Protezione civile per ondata di calore.

Una misura che ha registrato critiche anche all'interno del consiglio comunale palermitano: «Non si comprende allora perché l'ordinanza abbia innalzato le temperature entro cui il servizio con carrozze può essere svolto (in precedenza il limite era di 35 gradi e ora è stato portato a 37 gradi), aggiungendo poi un riferimento a delle "Allerta meteo rosse" che però non esistono in relazione alle ondate di calore e quindi non saranno mai utilizzate per fermare il lavoro degli animali – ha detto la consigliera Mariangela Di Gangi – Con questa ordinanza, di fatto, si rende sempre o quasi sempre possibile far lavorare i cavalli sotto il sole cocente, senza alcun rispetto per il benessere degli animali. La classica toppa peggiore del buco».

Il riferimento di Gangi è alla precedente ordinanza emanata nel 2021 dall'ex Primo cittadino Leoluca Orlando con il quale era stato stabilito per le carrozzelle il divieto assoluto di circolazione quando le temperatura superavano i 35 gradi. Una decisione all'epoca fortemente criticata dalle associazioni animaliste perché giudicata poco incisiva rispetto al fine di tutelare gli animali: «È una misura ridicola e del tutto insufficiente nel suo obiettivo di evitare episodi mortali ai cavalli impiegati per il trasporto. Chiediamo un vero e proprio divieto di trazione animale, come fatto, ad esempio dalla Reggia di Caserta», aveva detto Nadia Zurlo, responsabile Lav dell'area Equidi.

Oggi il divieto di Orlando è stato ulteriormente depotenziato dalla decisione di Lagalla di innalzare la temperatura necessaria per lo stop alla circolazione degli equini, e dalla scelta di introdurre fasce orarie, persino nei giorni di allerta meteo per ondata di calore. Il provvedimento di Lagalla, ben lontano dall'essere stato pensato per garantire il benessere degli animali, arriva per consentire la libera circolazione dei vetturini che così potranno lavorare ogni giorno con qualsiasi condizione metereologica.

Unica concessione ai cavalli fatta nell'ordinanza è la previsione che a bordo di ogni carrozza sia disponibile una scorta non inferiore ai dieci litri d'acqua e che sia effettuata una sosta di almeno 10 minuti ogni due ore in aree preventivamente individuate e ad uso esclusivo, con una sufficiente zona di copertura realizzata in materiali idonei a proteggere gli animali dagli eventi atmosferici.

«L'ordinanza vuole andare incontro alle esigenze degli animali e di coloro che svolgono questo servizio, molto utilizzato dai turisti durante l'estate. Salvaguardando la salute dei cavalli – ha detto Lagalla – si tutela allo stesso tempo il lavoro svolto dai cocchieri, comunque già impegnati nella cura degli equidi, sottoposti costantemente ad esami e puntualmente monitorati dai veterinari dell'Asp di Palermo».

Salute e benessere non sono concetti sovrapponibili né per gli esseri umani né per gli animali. Salvaguardare il benessere di un animale vuol dire mantenere alta la sua qualità della vita permettendogli una esistenza rispettosa delle sue caratteristiche etologiche; mentre la tutela della salute ha una funzione puramente strumentale rispetto allo sfruttamento. Un cavallo in cattive condizioni di salute è uno strumento inservibile, mentre uno con una scarsa qualità della vita può continuare a trainare carrozze per il resto dei suoi giorni, o fino al colpo di calore che lo stroncherà.

Ben lontano dall'essere un provvedimento preso nell'interesse degli animali, quella messa in atto dall'amministrazione palermitana appare come una variante della pratica del greenwashing applicata agli animali.