Lidyia è scappata dall’Ucraina mentre le bombe russe colpivano il suo Paese. E, quando ha dovuto scegliere che cosa portare, non ha avuto dubbi: ha preso con sé Marisya (nella foto), la sua gatta di 14 anni.

Quando però, dopo un lunghissimo e stremante viaggio è arrivata all’aeroporto di Bucarest, le difficoltà non erano affatto finite: infatti, l’aereo della compagnia Low Cost su cui era prenotato il volo che finalmente l’avrebbe portata in salvo in Germania, non le ha permesso di salire insieme alla sua micia.

Lidyia, però, non si è arresa all’idea di abbandonarla e ha chiesto informazioni al punto di accoglienza per i rifugiati, dove le hanno detto che Save the Dogs, la Onlus fondata da Sara Turetta per la difesa degli animali, l’avrebbe aiutata.

E così è stato. Mentre Lidyia è salita sull’aereo diretto in Germania, il team dell'organizzazione si è subito attivato e ha portato Marisya al rifugio di Cernavoda per prendersi cura di lei in attesa di consegnarla nuovamente alla sua umana.

«Marisya sarà portata in Germania dal nostro staff in coincidenza della partenza di alcuni dei nostri ospiti destinati all’adozione» spiega Turetta. «Ma senza il nostro aiuto Lidyia non avrebbe avuto altra scelta se non quella di separarsi per sempre dalla sua gatta. Un problema davanti al quale, purtroppo, si stanno ritrovando tantissime persone».

È proprio davanti a questa realtà assurda che Save the Dogs , insieme a 7 organizzazioni romene, ha lanciato un appello internazionale alle compagnie aeree Low Cost per chiedere di cambiare, per l'emergenza, le condizioni di imbarco e trasporto, in modo che gli animali in arrivo dall'Ucraina possano viaggiare insieme ai loro umani, sia in stiva che in cabina. E, inoltre, l’organizzazione ha lanciato anche una petizione tutta italiana per chiedere ai cittadini di fare ulteriore pressione su Ryanair, Wizzair e Easyjet.

«Sono scappati insieme, devono continuare insieme» dicono a gran voce da Save the Dogs che, fin dall’inizio della Guerra, si è insediata in prima linea in Romania per aiutare i profughi con animali che arrivano alla frontiera fluviale di Isaccea, al confine sud con l’Ucraina, e all’aeroporto Otopeni di Bucarest.

In entrambi i luoghi il team della Onlus distribuisce ogni giorno traversine, guinzagli, cibo, oltre a fornire informazioni per continuare a viaggiare e raggiungere un luogo sicuro.

«Sono tantissime le persone che sono fuggite dalle bombe con il proprio cane o gatto, magari rinunciando ad una valigia pur di non separarsi dal loro compagno di vita, per poi scoprire in aeroporto che non possono proseguire il viaggio insieme» conclude Turetta.

«Purtroppo è già successo e chi non ha la possibilità di comprare un altro biglietto o proseguire il viaggio con un mezzo di trasporto diverso, si trova costretto a dover lasciare il proprio cane o gatto. Un ulteriore trauma, se già non fossero abbastanza, per queste persone e i loro animali».

Le associazione romene firmatarie dell'appello internazionale

Animal Life Sibiu; TAC.social – Medicină veterinară socială, Cluj; Save the Dogs and Other Animals, România-Italia; Nuca Animal Welfare, Cluj; Red Panda, București; Biroul de Protecție a Animalelor, Consiliul Județean Ilfov; Casa lui Patrocle, Suceava; Help Animals from Onesti, Bacău.