Attraverso gli odori un cane riesce a esplorare e ad analizzare il mondo in modi che noi umani non possiamo nemmeno lontanamente immaginare. Con gli odori i cani "si parlano", si raccontano ed è grazie a queste enormi capacità olfattive che riescono a rintracciare persone o animali, a scovare droghe ed esplosivi e persino a rilevare malattie, tumori o infezioni da COVID-19.

La capacità di un cane di riconoscere gli odori è circa 1.000 volte superiore a quella di un essere umano: ci separa così un abisso incolmabile ma anche noi possediamo abilità olfattive che troppo spesso sono sottovalutate. Diversi studi hanno già dimostrato infatti che gli esseri umani sono in grado di riconoscere dall'odore amici e membri della famiglia, ma potremmo riconoscere anche l'odore del nostro cane? Un team di ricercatori se l'è chiesto e grazie a un nuovo studio recentemente pubblicato su Scientific Reports ha dimostrato che gli umani sono effettivamente in grado di identificare i loro cani dall'odore. Questa inaspettata capacità può però variare molto in base all'età, al sesso e alla dieta del cane con cui viviamo.

Il test su 53 volontari

Gli esseri umani possiedono mediamente circa 10 milioni di recettori olfattivi e sebbene possa sembra un numero elevato sappiate che un cane può averne in media da 225 a 300 milioni. L'olfatto non è quindi certamente il più sviluppato dei nostri sensi, tuttavia svolge ancora un ruolo importante nelle nostre vite, specialmente in ambito sociale. Ognuno di noi possiede infatti un odore caratteristico e distinguibile che può cambiare in base all'età, a ciò che mangiamo, agli ormoni o in caso di malattie. Sebbene la maggior parte degli odori vengano il più delle volte percepiti in maniera inconscia, possono produrre nell'uomo risposte emotive importanti, facendo affiorare vecchi e lontani ricordi oppure rendendo irresistibile questo o l'altro partner. "Questione di chimica" sentiamo dire spesso, ovvero quella degli odori che ci consente di riconoscere un parente, un amico e persino il nostro cane.

Per dimostrarlo un team di ricercatori della Czech University of Life Sciences di Praga ha sottoposto a un esperimento olfattivo 53 volontari (40 donne e 13 uomini di età differenti) che convivono con almeno un cane. A ogni volontario sono stati proposti sei tamponi olfattivi posizionati casualmente davanti a lui, uno di questi conteneva l'odore del proprio cane mentre gli altri quello di cani scelti a caso.

Ogni volontario ha potuto annusare liberamente e per tutto il tempo necessario i vari tamponi e ha poi indicato quello che credeva contenesse l'odore del proprio cane. Buona parte dei partecipanti è stata in grado di riconoscere correttamente l'odore del proprio cane, con gli uomini significativamente più bravi delle donne. La percentuale di risposte esatte raggiungeva infatti l'89% circa negli uomini e il 65% circa nelle donne. Inoltre i volontari più giovani, e quindi con un senso dell'olfatto più sviluppato, erano più bravi di quelli anziani a riconoscere il proprio cane. I ricercatori hanno però scovato numerosi altri fattori in grado di influenzare le abilità umane che riguardano però i cani e il loro stile di vita.

Lo stile di vita del cane influenza le abilità olfattive umane

Per qualche motivo i cani sterilizzati sembrano essere più facili da identificare, così come quelli che vivevano all'aperto. È molto probabile che ciò accada perché vivere a stretto contatto con il proprio cane in appartamento ci renda in qualche modo assuefatti al suo odore, rendendolo più difficile da rilevare.

Un ulteriore dato interessante riguarda invece la dieta dei cani: quelli che di solito venivano nutriti con crocchette secche venivano identificati più facilmente rispetto a quelli che mangiavano cibo umido o carne cruda. Secondo i ricercatori questa differenza potrebbe però dipendere dal campione di volontari e non tanto dalla dieta. Diversi studi hanno dimostrato infatti che le donne preferiscono il profumo degli uomini che seguono una dieta vegetariana rispetto a quelli che mangiano grandi quantità di carne. Poiché la maggior parte dei partecipanti a questo studio erano donne è possibile che queste abbiano trovato in qualche modo più gradevole (e quindi più riconoscibile) l'odore dei cani che mangiavano meno carne e più cibo secco.

I risultati di questo singolare studio dimostrano chiaramente che il senso dell'olfatto dell'essere umano non è poi così poco sviluppato come si pensa di solito. Sebbene non raggiungeremo mai i livelli di un segugio o di un cane da tartufo ora sappiamo che siamo comunque in grado di identificare – tutto sommato con una buona precisione – anche l'odore del nostro cane. Un piccolo risultato che forse non ci consentirà di rintracciarlo in caso di smarrimento, ma che comunque rafforza e valorizza il forte legame e la potenza di una relazione in grado di andare ben oltre i confini olfattivi della nostra specie.