11 Novembre 2023
16:00

Quali sono le differenze tra rana e rospo?

Rane e rospi per quanto simili presentano diverse differenze, che tuttavia non alterano l'importanza delle loro specie relativa alla protezione della natura.

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Le rane e i rospi fanno parte degli Anuri, uno degli ordini più importanti della classe degli anfibi. A differenza delle salamandre, dei tritoni e delle cecilie, questi due gruppi di animali sono diventati più indipendenti dall'acqua e possono trascorrere anche diversi giorni – talvolta mesi – lontano dalle zone umide. Per farlo hanno dovuto però subire una serie di processi evolutivi che li ha resi anatomicamente differenti rispetto agli altri anfibi e privi di una vera coda, una volta adulti.

Rane e rospi presentano però a loro volta delle grandi differenze che permettono agli zoologi di distinguerli tra di loro anche abbastanza velocemente. Per quanto infatti spesso vengano confusi dalle persone per la loro forma, rane e rospi presentano dimensioni e stili di vita completamente diversi e anche dal punto di vista dell'habitat optano per scelte agli antipodi. In questo articolo vogliamo fornirvi le informazioni principali necessarie per distinguere con una certa facilità questi due animali, molto importanti per il benessere delle nostre aree umide.

Forme e dimensione

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Rospo delle canne, Rhinella marina

Il corpo delle rane è più slanciato rispetto quello dei rosp che sono più tozzi, paffuti e corti. A differenza delle rane, inoltre, tutti i rospi risultano grandi e pesanti con una certa propensione al gigantismo per le specie esotiche e le femmine in età riproduttiva. Tra le specie più grandi abbiamo sicuramente la Rhinella marina, nota anche come rospo delle canne, in grado di raggiungere in media anche i 2,7 kg di peso. Le rane invece sono principalmente di piccole dimensioni e abbastanza esili, al di là di qualche eccezione come la rana Golia (Conraua goliath) che può tranquillamente arrivare anche oltre i 2,5 kg. Le rane, inoltre, possiedono delle zampe molto lunghe, che possono persino proiettarsi oltre la testa al momento del salto, che si rivelano molto utili per compiere i loro grandi balzi. I rospi d'altra parte hanno come vantaggio il fatto di possedere gambe molto muscolose e più corte, perfette per camminare e meno utili per saltare come le rane.

Per distinguere quindi questi due animali basta anche semplicemente dare un'occhiata ai loro arti posteriori che sono molto diversi a secondo se sono più adatte alla locomozione o al salto.

In Italia, inoltre, i rospi presentano una pelle molto più verrucosa rispetto alle rane che vivono all'interno del nostro territorio, una condizione che li ha resi vittima di diverse storielle e miti correlati alla loro presunta "bruttezza". Tuttavia, in altri luoghi del mondo, è possibile trovare delle rane che presentano una pelle altrettanto verrucosa e piena di escrescenze, quindi focalizzarsi sulla presenza di verruche e di bitorzoli non può essere considerato un metodo efficace per distinguere questi due animali.

Al livello dei girini, invece, a essere più piccoli e delicati sono spesso i girini delle rane, mentre quelli dei rospi sono anche tre volte più grossi e resistenti.

Zampe

rana volante
Una rana volante sfrutta le sue membrane per rallentare la caduta

Un'altra importante differenza che si può riscontrare all'altezza delle zampe di rane e rospi è la presenza di eventuale membrane fra le dita. Essendo infatti le rane più legate all'acqua e spesso delle grandi nuotatrici, le loro zampe spesso infatti risultano palmate, affinché possano avere una maggiore presa sull'acqua e in grado di nuotare efficacemente. Inoltre, alcune specie si sono anche adattate per arrampicarsi sugli steli delle piante acquatiche o sui tronchi di alcuni alberi, una condizione che li ha indotti ad accrescere ulteriormente queste membrane, fino a farle diventare dei veri alianti simili a paracadute.

Sulle punte della dita di molte rane infine è possibile anche intravedere una sorta di cuscinetto adesivo, utile per permettere a questi animali di arrampicarsi efficacemente anche sulle superfici scivolose come per sostenere le membrane stesse durante "il volo". Le rane in questione possono infatti lanciarsi da altezze elevate per sfuggire ai predatori o per tornare velocemente in acqua, dopo aver passato un po' di tempo fra la vegetazione per catturare differenti tipologie di prede o per deporre le uova.

Alcune specie di rane infatti, come la Litoria cerulea, per proteggere la propria covata dagli attacchi dei pesci e di altri vertebrati prediligono trovare delle piccole pozze d'acqua nascoste, all'interno dei tronchi o in alcuni spazi presenti sulle superfici delle foglie. Per aumentare tuttavia la probabilità di sopravvivenza dei piccoli, di solito queste specie forniscono uova dalla superficie molto adesiva, così che non rischiano di cadere e sfracellarsi al suolo.

Le zampe invece dei rospi presentano delle dita particolarmente tozze, utili soprattutto per scavare nel fango fresco e per camminare. Sono molto meno fragili rispetto agli arti delle rane e alcune specie presentano anche un "pollice" particolarmente robusto, utile invece per aggrapparsi sulla schiena della femmina durante l'accoppiamento.

Pelle e colori

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La pelle degli anfibi deve mantenersi sempre umida per consentire a questi animali di respirare e di non morire a seguito della disidratazione, ma mentre le rane hanno una minore resistenza nei confronti della perdita dei liquidi, i rospi possono anche resistere per giorni o mesi lontano dall'acqua. Riescono in questa impresa perché la loro pelle è leggermente più resistente e dura rispetto a quella delle rane, una condizione che gli consente di soffrire di meno la disidratazione e di accontentarsi del fango come rifugio temporaneo, dove ristorarsi lontano dal Sole.

L'altra differenza che è possibile riscontrare in questi animali è che la pelle delle rane è molto più liscia e meno verrucosa rispetto alla pelle dei rospi, dotata fra l'altro anche di tossine – la più famosa delle quali è la batracotossina – in grado di difenderli anche dall'attenzione degli altri animali.

Secondo alcuni scienziati, come Franz Werner (1867-1939), l'origine delle verruche nei rospi sarebbe da collegarsi anche ai loro metodi di riconoscimento. Essi infatti sarebbero utili, più delle stesse pigmentazioni e al pari degli odori, per far riconoscere gli esemplari di una stessa specie durante la stagione degli amori, visto che molte delle forme presenti in natura sono molto simili fra di loro per dimensioni e per colore.

Essendo inoltre spesso ricoperti di fango, questi anuri userebbero le verruche proprio per distinguersi a vicenda in alcune situazione complicate, dove la superficie colorata è nascosta dallo strato di terra. Per quanto questa teoria sia affascinante, non tutti gli scienziati tuttavia concordano con essa, suggerendo che a permettere maggiormente ai rospi di riconoscere i propri avversari o le femmine sono i versi dei loro canti, molto più gutturali e meno acuti rispetto ai suoni emessi dalle rane.

In generale possiamo però dire che l'origine del colore della pelle degli anuri è un adattamento che può andare ad esaudire una richiesta di tipologia sessuale o ambientale. Alcune specie infatti presentano superficie particolarmente scure, in grado di mimetizzarsi al fango, mentre altre hanno pigmentazioni molto accese, come la rana dorata o rana freccia (Phyllobates terribilis), per attrarre le femmine o intimorire i competitors.

Comportamento

rana

Essendo degli animali anfibi, sia le rane che i rospi prediligano di gran lunga gli ambienti umidi, ma mentre i primi svolgono la loro vita principalmente a contatto con l'acqua, i secondi possono allontanarsi anche per chilometri rispetto alle principali sorgenti e percorsi fluviali. Entrambi i gruppi animali tuttavia si nutrano principalmente della stessa tipologia di cibo. Essi infatti mangiano insetti, invertebrati di vario tipo, come molluschi o anellidi, e possono anche spingersi a mangiare le uova e i piccoli di altre specie come ad attaccare piccoli rettili e altri vertebrati. Basta infatti considerare che durante il Mesozoico esistevano alcune specie di rospi in grado di mangiare interi cuccioli di dinosauro appena nati (Beelzebufo ampinga), mentre in tempi moderni la Ceratophrys cranwelli è in grado di mangiare lucertole e piccoli roditori.

Al momento dell'accoppiamento invece le rane competono principalmente tramite il loro canto, delimitando il loro territorio attraverso delle sfide canore. Le femmine in generale vengono attratte maggiormente dai territori ricchi di cibo e di acqua, che vengono ben sorvegliati e protetti dai maschi dal canto più forte e "interessante". I rospi invece raramente si sfidano attraverso la voce, nel tentativo di accaparrarsi le femmine. Prediligono molto di più sfidarsi fisicamente, scacciando i rivali con eventuali testate e calci. Spesso però, quando sono in procinto di una femmina, diversi maschi si trovano pericolosamente a contatto. E in questo caso spesso competono tra di loro, perseguitando costantemente la femmina e creando delle grosse ammucchiate, che servono per spingere via gli avversari dal corpo del loro comune obiettivo.

Fortunatamente, tra i rospi le femmine sono molto più grandi e pesanti e possono resistere agli spintoni e ai litigi che avvengono principalmente sul bordo della sua schiena. Questo però non deve far pensare che le femmine riescano facilmente a liberarsi dell'attenzione maschile. Spesso infatti le femmine depongono le uova dopo essere state stremate dai maschi, interessati da lunghi giorni di competizioni. Ed in pratica questo evento viene da loro considerato come una strategia di fuga, poiché successivamente ad aver deposto le uova, i maschi si disinteressano a lei e cominciano ad azzuffarsi, per avere il diritto di eiaculare e fecondare la covata.

Questa tipologia di accoppiamento spinge alcune popolazioni di rospi a vivere dei casi estremi di frenesia sessuale, dove i maschi accidentalmente uccidono le femmine nel tentativo di convincerle a riprodursi e ad accettarli come padri dei loro figli.

Per sfuggire dal caldo asfissiante dell'estate, le rane invece fuggono nascondendosi nelle pozze d'acqua più profonde, mentre i rospi possono anche decidere di crearsi una camera umida nel fango, dove attendere con pazienza la stagione delle piogge. In queste condizioni estreme, entrambi le tipologie di animali possono però anche modificare il loro metabolismo, così da resistere più a lungo.

Habitat

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Gli anuri sono presenti su gran parte della superficie della Terra, trovandosi in tutti i continenti tranne nelle aree deserti e nelle aree ricoperte dai ghiacci, dove il freddo gli impedisce di riprodursi o di respirare tramite la pelle. Mentre però i rospi  prediligono soprattutto i boschi umidi, i prati e le campagne coltivate, con alcune specie che possono spingersi anche ad abitare le coste come gli ambienti urbani, le rane e le raganelle (più vicine dal punto di vista evolutivo) apprezzano in particolare i percorsi fluviali, i laghi, le paludi e le cisterne abbandonate in cui per loro è possibile trovare dell'acqua stagnante.

La presenza di questi animali all'interno di un ecosistema terrestre è comunque un importante indicatore di qualità ambientale. Sono infatti delle specie particolarmente sensibili agli inquinanti, come all'introduzione di particolari specie di pesci come alle infezioni fungine. Dunque se si trovano in un certo territorio, questo vuol dire che questo si mantiene in una condizione di naturalità elevata e che sono presenti delle specie di insetti, rari in altri territori.

Rane e rospi inoltre svolgono importanti ruoli ecosistemici anche lontano dalle aree naturali. Essi infatti mantengono sotto controllo il numero di insetti e mammiferi parassiti e per questo spesso vengono tutelati anche all'interno di parchi e giardini, dove possono contribuire a limitare il numero delle zanzare durante le estati. La loro importanza ovviamente non viene riconosciuta in tutti gli angoli del globo e di certo in Italia non sono presenti specie in grado di causare molti danni alle popolazioni di roditori. Visto però che contribuiscono a mantenere varie tipologie di ambienti in condizioni abitabili, la comunità internazionale sta spingendo da diversi anni i governi nazionali ad ampliarne la tutela, così che le loro specie non si estinguano e possano dare una mano a mantenere gli ecosistemi in equilibrio.

Sono laureato in Scienze Naturali e in Biologia e Biodiversità Ambientale, con due tesi su argomenti ornitologici. Sono un grande appassionato di escursionismo e di scienze e per questo ho deciso di frequentare un master in comunicazione scientifica. La scrittura è la mia più grande passione.
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