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Leucemia felina: che cos’è la FeLV, come si trasmette e come si cura

La leucemia felina è una malattia contagiosa. Colpisce soprattutto gatti giovani e l’infezione può svilupparsi seguendo tre possibili scenari. Il virus può essere rilevato attraverso un test ed è importante isolare i soggetti infetti. Non esiste ancora un vaccino o una cura efficace.

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Professore universitario di Fisiopatologia veterinaria
Articolo a cura del Prof. Giuseppe Borzacchiello
Medico Veterinario e Professore universitario, esperto di patologia animale
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La leucemia felina è una malattia contagiosa dei gatti diffusa in tutto il mondo e causata da un virus identificato con l’acronimo FeLV. Di questo virus si conoscono tre forme: FeLV A, B e C. Il primo è il più diffuso e si associa a immunodepressione; il secondo è più frequente da riscontrarsi nelle forme neoplastiche, mentre FeLV tipo C si riscontra nell’1% dei casi.

Cause della FeLV

I soggetti più recettivi sono gatti giovani, di sesso maschile e di razza pura. Il virus  si diffonde facilmente tra gli animali che vivono in collettività, dunque gattili e allevamenti. I gattini possono infettarsi bevendo il latte di una femmina infetta oppure per via transplacentare. Tuttavia più frequentemente gli animali si infettano attraverso la saliva per cui morsi, lambitura e utilizzo di ciotole in comune sono tutte evenienze a rischio di trasmissione. Il virus può trasmettersi anche attraverso le feci e urine.

Progressione della leucemia felina

FeLV si replica inizialmente in strutture del sistema immunitario (linfonodi) per poi raggiungere attraverso il sangue organi quali milza e organi linfoidi. Tuttavia, l’evoluzione dell’infezione prevede tre possibili scenari.

  • La prima possibilità è che l’animale produce anticorpi che neutralizzano il virus per cui i gatti non risultano più infettanti per gli altri (40% degli animali colpiti);
  • La seconda possibile evoluzione prevede che l’infezione procede con localizzazione virale anche nel midollo osseo dal quale il virus si propaga nel sangue (viremia) con ondate successive determinando immunodepressione dell’animale;
  • La terza possibilità è che il virus rimane latente nell’organismo e gli animali diventano portatori asintomatici sebbene  possano poi liberarsi del virus.

Dal primo contatto del gatto con il virus fino allo stabilirsi di una delle tre possibili  condizioni elencate sopra passano dai 24-42 giorni circa. La diffusione del virus nel sangue è un’evenienza critica giacché in questo modo si infettano i vari organi e tessuti che diventano anche sede di escrezione virale.

Forme cliniche e sintomi della malattia

Malattie neoplastiche associate ad infezione da FeLV: il 20% circa degli animali infetti da FeLV sviluppa neoplasie delle cellule del sistema immunitario (linfomi). I linfomi possono svilupparsi in più sedi corporee (linfoma multicentrico) oppure riguardare solo il timo o i linfonodi dell’apparato digerente. L’esordio può essere preceduto dal riscontro di cellule leucemiche nel sangue con notevole presenza di elementi linfoidi circolanti. E’ possibile che i gatti sviluppino tumori non linfatici quali i fibrosarcomi (tumori maligni dei tessuti molli) più frequentemente ad osservarsi nei giovani. Purtroppo, in tutti questi casi la prognosi è quasi sempre infausta esitando in un’elevata mortalità.

Nella stragrande maggioranza dei casi, i gatti infetti sviluppano una grave immunodepressione manifestando una maggiore suscettibilità alle malattie infettive dell’apparato digerente, respiratorio, oltre alla possibilità di ammalarsi più frequentemente di toxoplasmosi e altre malattie parassitarie. Non infrequenti i disordini della sfera riproduttiva e neurologica oltre allo sviluppo di  infiammazioni del cavo orale (stomatiti) e malattie immunomediate ovvero dovute a disordini del sistema immunitario. In concomitanza gli animali possono soffrire di anemia e varie affezioni ematologiche. Non è ancora chiaro quali fattori possono determinare una delle possibili evoluzioni. E’ probabile che l’età sia un fattore critico. Infatti, quanto più l’infezione da FeLV è precoce tanto più la forma clinica sarà grave fino alla morte. Di contro una maggiore resistenza al virus si riscontra nei soggetti adulti.

Diagnosi e Prevenzione della FeLV

La diagnosi si basa oltre che sui rilievi clinici su analisi di laboratorio. Si può utilizzare un test che evidenzia la presenza di una porzione di virus (antigene) mediante metodica immunoenzimatica (ELISA) oppure si può inviare a laboratori specialistici il sangue dell’animale sospetto infetto per valutare con un’altra tecnica la presenza del virus nelle cellule del sangue. Una diagnosi di FeLV implica il monitoraggio delle condizioni di salute dell’animale ponendo attenzione alla eventuale comparsa di lesioni in sede sottocutanea, dimagrimento, diminuzione dell’appetito ed altre condizioni generali che vanno subito riferite al medico veterinario curante.

Ai fini della prevenzione non bisogna esporre gli animali al FeLV. Dunque, è importante testare gli animali soprattutto se tenuti in gattile insieme ad altri e se bisogna introdurre nuovi soggetti questi devono essere virus-free. Gli animali diagnosticati FeLV positivi vanno tenuti separati dagli altri non infetti. Al momento non esiste un vaccino che protegge sicuramente al 100% gli animali.

Prognosi della leucemia del gatto 

La prognosi dipende dalle manifestazioni cliniche della malattia (vedi sopra) e dalle condizioni generali dell’animale.

Come si cura la leucemia felina

Non esiste una cura efficace per questa malattia. Le terapie possono essere rivolte alla remissione della sintomatologia che presenta l’animale.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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Giuseppe Borzacchiello
Professore universitario di Fisiopatologia veterinaria
Sono professore universitario di ruolo presso il Dipartimento di Medicina veterinaria e Produzioni animali dell’Università degli studi di Napoli Federico II e titolare della cattedra di Fisiopatologia degli animali domestici. Ho insegnato in diverse Università italiane, corsi di perfezionamento e master universitari. Appassionato di animali e di cani in particolare, mi occupo da oltre vent’anni di ricerca scientifica nel campo della patologia spontanea degli animali domestici e di tematiche inerenti l’oncologia comparata.
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