I reati, al momento solo ipotizzati, dalla Polizia Giudiziaria di Arezzo vanno dall’uccisione di animali, all’esercizio di attività venatoria in periodo di divieto, al foraggiamento illecito di ungulati, fino all’impiego di mezzi vietati per la caccia, uso di trappole e anche di esplosioni pericolose.

Non ha dimenticato proprio nulla una coppia di coniugi dell'aretino, conosciuta in zona come esperta in caccia di selezione, ma che invece, avrebbe trasgredito tutte le possibili regole e la deontologia che regola questo tipo di attività venatoria.

La coppia, secondo quello che riferiscono in una nota gli inquirenti, operava nelle colline della Valdichiana aretina, tendendo vere e proprie trappole agli animali attraverso un articolato sistema di fili elettrici che li obbligava a compiere un percorso prestabilito alla cui conclusione trovavano la morte. Tutto questo veniva compiuto con mezzi vietati, in orari non consentiti e vicino a civili abitazioni.

Il successo della lunga e complessa indagine è dovuto anche a un sistema di videosorveglianza installato nel bosco e all'impiego di un drone notturno, ma in questo modo è riuscito a documentare i tragitti e le condotte illecite dei bracconieri che si verificavano in piena notte.

Durante la perquisizione in casa della coppia avvenuta nei giorni scorsi, sono stati trovati gli strumenti per gli abbattimenti illeciti e tre fucili incustoditi. Tagliole, archetti, reti nascoste nella vegetazione: sono tantissimi gli strumenti illegali posizionati nei boschi e nei prati per fare strage di innocenti.  Perché il fenomeno del bracconaggio, ovvero la pratica della caccia svolta in violazione delle normative vigenti, è molto diffuso anche in Italia.

Secondo l’ultimo report di Legambiente, nella Penisola dal 2009 al 2020, anni a cui si riferiscono i dati analizzati e ricevuti dalle Forze di Polizia, sono stati riscontrati oltre 35.500 illeciti contro la fauna selvatica, ben 2.960 ogni anno, con una media di quasi 250 illeciti riscontrati ogni mese.

Le persone denunciate sono state oltre 21.600, poco più di 1.800 ogni anno, più di 150 ogni mese, con oltre 21.900 sequestri, oltre 1.800 ogni anno, e circa 175 persone arrestate, 15 ogni anno.

Di fronte a questi numeri, l’associazione ambientalista continua a lanciare le sue proposte, ribadendo l’urgenza di modificare e adeguare alle urgenze di oggi, la Legge quadro 157/1992 che tutela la fauna selvatica omeoterma (mammiferi e uccelli) e disciplina l’attività venatoria, ma che risale a 30 anni fa.

Per Legambiente, infatti, è necessario, inserire nel codice penale anche i delitti per gli illeciti contro gli animali selvatici e prevedere inoltre adeguati strumenti e risorse per rafforzare il sistema sanitario veterinario per la prevenzione di zoonosi e patologie animali che possano avere pesanti ricadute sociali.