Meno di una settimana è passata da quando Kodami ha realizzato il video su Pippo, un cane di quartiere ad Avellino con evidenti problemi di sovrappeso, e subito arrivano le prime buone notizie: due associazioni locali si sono incaricate di esaminare le condizioni di salute dell'animale e cercare due tutor che si incarichino di somministrargli una corretta alimentazione.

«Vorremmo fare di Pippo il primo cane libero accudito di Avellino secondo le norme regionali», afferma a Kodami Anna Vitale, presidentessa della sezione di Avellino dell'Associazione Nazionale Protezione Animali Natura e Ambiente (Anpana). Prendere in carico l'animale si è reso necessario dalla particolare condizione di salute di Pippo: «Non riesce più a camminare correttamente – commenta Anna Vitale – Temiamo che il problema sia il peso eccessivo, ma dobbiamo accertarcene con una visita».

Alle volte, dunque, serve una piccola spinta, come quella di una piccola molla di un flipper: si carica leggermente all'indietro e il suo rilascio repentino permette alla pallina metallica di lanciarsi a gran velocità sul percorso. Così Kodami ha caricato e rilasciato la molla pubblicando il reportage su Pippo e raccontando la sua storia, fulgido esempio di ciò che può essere la vita di un cane libero e quali relazioni può formare con gli esseri umani. La spinta è stata data e un effetto a catena ha avuto inizio: ora iniziano già a palesarsi le prime conseguenze positive.

Pippo è un cane evidentemente in sovrappeso. Ad Avellino lo conoscono tutti e il colore del mantello brunastro, con orecchie e punta del muso nere lo rendono inconfondibile. Vive da molti anni per strada ad Avellino e rientra perfettamente nella descrizione di cosa significhi "cane di quartiere": un animale sterilizzato e microchippato non pericoloso per l'incolumità di persone e altri animali. A rendere ancor più evidente il suo status di "cittadino speciale" ci sono le meravigliose relazioni che ha allacciato con gli abitanti del posto che ci hanno raccontato tramite le loro testimonianze un pezzettino della vita di Pippo che, in un modo o nell'altro, ha influenzato ogni persona che ha incontrato sul suo cammino.

Ma ciò che è necessario anche comprendere, in situazioni come questa e in tante altre in cui cani che vivono serenamente con le persone e che queste ultime nel curarli non devono esagerare. Lo si fa spinti da un grande affetto, sicuramente, ma non bisogna dimenticarsi di valutare quanto le nostre azioni – anche con le migliori intenzioni – possono produrre un risultato negativo, esattamente l'opposto di ciò che si voleva fare. Pippo è evidentemente in condizioni precarie di salute almeno dal punto di vista della stazza che ha raggiunto e trovare per lui una giusta alimentazione è fondamentale per farlo stare bene.

Anna Vitale e Eduardo Quarta, portavoce dell'associazione SOS Natura, hanno così deciso di attivarsi per salvaguardare la salute di Pippo. «Noi riteniamo che Pippo sia alimentato in modo eccessivo e vario da troppe persone – commenta la presidentessa dell'Anpana di Avellino – Il cane va controllato anche perché è più anziano di come si pensi e probabilmente ha più di 11 anni. Non riesce a camminare bene per colpa dell'obesità, ma vanno fatti accertamenti diagnostici per dirlo con sicurezza».

Questo sarebbe solo l'inizio del percorso del cane poiché le associazioni prevedono anche di fare di Pippo il primo cane libero accudito di Avellino secondo le norme regionali. «Per riuscire a ottenere questo riconoscimento dal 2019 la legge regionale vuole che ci sia un'associazione che fa da garante e un tutor che, nel caso di Pippo, si assicuri che mangi correttamente – spiega Eduardo Quarta a Kodami – Il tutor è stato individuato e per poter procedere con l'iter sanitario Anna ha richiesto l'affido temporaneo di Pippo».

«È importante anche vincere le diffidenze di quei cittadini che temono la reclusione di Pippo in un canile – aggiunge il portavoce di SOS Natura – Teniamo a precisarlo: molte volte quando ci si affida alle Asl e al servizio pubblico in generale si ha paura che qualcosa possa andare storto per via della sua inefficienza ma il compito delle associazioni è anche quello di pungolo delle istituzioni per far si che facciano bene il loro lavoro».

«A volte la passione per gli animali è distruttiva se non esercitata in maniera corretta», conclude Anna Vitale. Per questo motivo anche noi di Kodami invitiamo le persone ad astenersi dal dare da mangiare a Pippo o, in ogni caso, a valutare con attenzione quali cibi vengano somministrati. Possiamo essere tutti ora a maggior ragione testimoni di un effetto a catena ancora più grande che influenzi altre realtà simili in maniera positiva nel rendere la storia di Pippo ancora di più un esempio virtuoso del nostro modo di relazionarci agli animali in generale, a un cane libero in particolare.