esche avvelenate, foto copertina | Kodami

Anche nel 2022, anno in cui la tutela dell’ambiente e degli animali è entrata in Costituzione, c’è ancora chi dissemina polpette avvelenate nelle aree verdi e nelle zone maggiormente frequentate da cani e gatti per ferire e uccidere.

I ritrovamenti si registrano in ogni parte d’Italia, molto spesso accompagnati dalla notizia drammatica della morte di un animale che ha ingerito il boccone letale. Non sempre il controllo degli umani durante le passeggiate è sufficiente a prevenire ogni rischio e da questo presupposto è partita Giulia Francalancia, 33enne esperta di social media di Ancona, quando ha sviluppato con Giovanni Belelli un’app dedicata.

L’applicazione si chiama “Pet Danger”, ed è pensata per segnalare, tramite il contributo della community iscritta e la geolocalizzazione, eventuali pericoli rappresentati da polpette avvelenate, bocconi pieni di oggetti metallici e anche insetti pericolosi per i cani, come per esempio le processionarie, o piante. Allo stesso modo è possibile segnalare anche cani liberi o senza guinzaglio, una funzionalità che si può rivelare utile anche quando un animale si smarrisce o fugge.

Ogni potenziale minaccia viene segnalata da un’icona con significato diverso rispetto al tipo di pericolo – quella con il teschio e le tibie, per esempio, indica i bocconi avvelenati – e tutti coloro che hanno effettuato il download dell’app possono inviare segnalazioni per tenere la mappa aggiornata. Proprio come accade con Waze, l'app per il trasporto che funziona meglio via via che gli iscritti aumentano, anche Pet Danger diventa più accurato via via che la community si espande e segnala.

Se chi utilizza l’app individua un boccone avvelenato può infatti indicare immediatamente il luogo sulla mappa, e quel luogo verrà visualizzato da chiunque si trovi in un raggio di 2 km dal punto: «L'idea è nata vedendo il numero crescente di segnalazioni relative al ritrovamento di bocconi avvelenati – spiega Francalancia a Kodami – Ho riflettuto sul fatto che non c’erano app che davano l'opportunità di segnalare e informarsi, e ho pensato di crearne una molto semplice dove le persone cliccando su un'icona possono subito vedere se la zona è sicura o segnalare un problema o un pericolo».

L'app è già disponibile sugli store di Android ed Apple, sul sito petdanger.it e «è pensata per tutta Italia, visto che questi problemi si registrano dappertutto. Abbiamo previsto la possibilità di fare più segnalazioni, non solo su polpette avvelenate ma anche per altri pericoli potenziali, che vengono indicati con diverse icone. È possibile anche per chi segnala aggiungere note indicando elementi aggiuntivi utili per ridurre ancora di più il rischio, abbiamo per esempio ricevuto segnalazioni dove era scritto il punto esatto in cui si trovavano le esche, dietro i cespugli o accanto a un cancello. E in futuro, sulla base delle segnalazioni ricevute, potremmo anche implementare l'app se osserviamo problematiche ricorrenti».

Proprio nell'ambito delle segnalazioni e dell'utilizzo del web per conoscere la situazione e al di là di app singole come Pet danger, è importante ricordare sempre che gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS), oltre ad avere un ruolo diagnostico, mantengono, tramite il Portale Nazionalela banca dati in tempo reale della casistica. E' uno strumento molto utile, poco conosciuto che merita di essere portato alla luce per chi ha un animale domestico e in generale per una cittadinanza attiva e attenta al benessere animale.

Avvelenamento di animali, reato gravissimo e problema di sicurezza pubblica

Come spiegato dettagliatamente dalla veterinaria Laura Arena, membro del comitato scientifico di Kodami, l’avvelenamento di animali – sia selvatici sia domestici – tramite bocconi è un fenomeno ampiamente e preoccupantemente diffuso in Italia. I decessi sono migliaia ogni anno, così come i rinvenimenti di bocconi avvelenati in ambiente urbano, rurale e selvatico.

L'avvelenamento è un reato punito dalla legge, anche se soltanto da relativamente poco tempo. Fino agli anni 70 infatti l’utilizzo delle cosiddette “esche” era consentito. Il Regio Decreto n. 1016 del 1939 autorizzava l’utilizzo dei bocconi avvelenati, ma anche di altri strumenti di cattura e uccisione di animali, come lacci, tagliole e trappole, per il controllo della fauna selvatica considerata “nociva”.

Successivamente, prima con il Decreto Ministeriale 22 novembre 1976 riguardante la protezione del lupo e il divieto di utilizzo dei bocconi avvelenati, e poi con le Legge n. 968 del 1977 sulla disciplina dell’attività venatoria, l’impiego di veleni diventò illegale su tutto il territorio nazionale, come anche l’utilizzo degli strumenti di tortura precedentemente menzionati.

La Legge n. 157 del 1992 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” ne conferma i divieti e ne stabilisce le sanzioni, mentre l’approvazione della Legge 189/04 e relativo Titolo IX bis del Codice penale inasprisce il reato di uccisione e maltrattamento di animali fornendo un ulteriore strumento di repressione dell’uso di bocconi avvelenati e identificando il reato come delitto. Gli articoli 544 bis e ter del codice penale trovano applicazione qualora un caso di avvelenamento doloso provochi la morte di un animale o anche solo lesioni o sofferenze.

In seguito alla continua morte di animai selvatici anche nei parchi nazionali e alla percezione che il fenomeno dell’avvelenamento doloso anche degli animali domestici avesse assunto ormai dimensioni incontrollate sull’intero territorio nazionale, nel dicembre del 2008 è stata inoltre emanata un’ordinanza urgente concernente "Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”.

L’ordinanza, successivamente modificata e prorogata nella sua ultima versione nel luglio 2021, individua l’iter procedurale in caso di rinvenimento di esche, di animali avvelenati o di cadaveri, oltre a indicare gli strumenti operativi per le forze di polizia e la polizia pocale e a stabilire che il sindaco debba bonificare l’area interessata. Conferisce inoltre ruoli e competenze ai veterinari liberi professionisti e agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali.

Alle sanzioni per chi arreca lesioni o causa la morte di un animale tramite avvelenamento e per chi prepara, detiene e utilizza esche e bocconi avvelenati si aggiungono poi le sanzioni previste dal codice penale in caso di configurazione dei seguenti reati: “Uccisione e danneggiamento di animali altrui” (art. 638); “Getto pericoloso di cose” (art. 674 ); "Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette" (art. 727 bis) e “Adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari” (art. 440).