boccone avvelenato cane

La lotta ai reati contro il maltrattamento degli animali passa anche attraverso gli smartphone? Sì secondo il Ministero della Salute e il Centro di referenza nazionale per la medicina veterinaria forense.

La partnership tra questi due attori ha permesso infatti di realizzare l'app "Bocconi avvelenati" disponibile per i sistemi Ios e Android. L'applicazione che permette di segnalare i bocconi avvelenati, e anche di avere una mappa nazionale dei ritrovamenti e delle segnalazioni è stata presentata durante il convegno "La medicina veterinaria forense in Italia", moderato da Pierdavide Lecchini, direttore generale della Direzione Generale della sanità animale e dei farmaci veterinari del Ministero della salute.

Secondo il responsabile del Centro di referenza, Rosario Fico, si tratta di un'app «unica al mondo» perché integra il lavoro compiuto dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS) tramite il Portale nazionale degli avvelenamenti dolosi, una banca dati in tempo reale della casistica.

app Bocconi avvelenati
in foto: L’app Bocconi avvelenati

Questo strumento nelle mani dei cittadini permetterà di prevenire e contrastare il fenomeno degli avvelenamenti contro gli animali attraverso azioni di cittadinanza attiva. Saranno infatti i cittadini stessi a poter segnalare la sospetta presenza di esche avvelenate attraverso un apposito form all'interno dell'app.

app Bocconi avvelenati
in foto: Il form per segnalare i bocconi avvelenati

Sulla base delle segnalazioni verrà stilata una mappa interattiva delle segnalazioni consultabile da tutti i fruitori dell'app. Nella mappa, costantemente aggiornata, è segnalato anche l'intervallo temporale in cui sono avvenute le segnalazioni e se queste hanno riguardato il ritrovamento di un'esca, o di un animale privo di vita.

app Bocconi avvelenati
in foto: Mappa delle segnalazioni

Una volta inviata la segnalazione, gli enti istituzionali coinvolti interverranno per controllare, e nel caso accertare, l'effettiva presenza dei bocconi avvelenati o di un animale deceduto a causa del veleno. In caso di riscontro positivo anche questo dato sarà inserito in una mappa all'interno di un'apposita sezione dell'applicazione.

app Bocconi avvelenati
in foto: Mappa dei casi accertati

Su Kodami avevamo citato in precedenza un'altra app utile per la segnalazione dei bocconi avvelenati, la Pet Danger, sviluppata da due imprenditrici. Nel caso di "Bocconi avvelenati" entrano in gioco attori istituzionali già esperti nell'analisi e mappatura delle esche avvelenate.

Durante il convegno, oltre alla presentazione dell'app, ampio spazio è stato dedicato ai contributi dei numerosi esperti, come Vincenzo Caputo, direttore dell'Izs Umbria e Marche, il quale ha illustrato il trait d'union tra medicina forense ed esche avvelenate: «Non assicuriamo alla giustizia gli autori di questi gesti perché non abbiamo un sistema capillare e organizzato in cui medici veterinari e sindaci offrano alle Forze dell'ordine il supporto adeguato. Sarà su questo che dovremo lavorare per il futuro per colmare il gap».

Secondo l'esperto, sarà attraverso l'integrazione tra i Servizi veterinari e la Polizia giudiziaria a fare la differenza nei casi di avvelenamento, così come in altri crimini commessi in danno degli animali. Caputo, che attraverso Kodami aveva già ribadito la necessità di una struttura integrata anche per la gestione della peste suina africana, torna a sostenere l'importanza di far interagire attori multidisciplinari per la corretta gestione delle problematiche legate alla sanità animale.

Sulla compenetrazione tra medicina e giustizia è intervenuta la magistrata Diana Russo, oggi al Ministero della Giustizia. Russo per anni è stata in servizio presso la Procura di Napoli Nord dove è stato istituito un pool specializzato in reati in danno degli animali, e al convegno ha portato un caso studio in cui medicina veterinaria e giustizia si incontrano: «Si tratta del caso del cane Masaniello, Pitbull ucciso nella villa comunale di Frattamaggiore, provincia di Napoli. Nel 2014 Masaniello è stato coinvolto in una rissa con un piccolo meticcio che sembra avere la peggio. Una guardia giurata è quindi intervenuta sparando e uccidendo Masaniello. Per valutare la colpevolezza o meno della guardia giurata, rispetto alla legittima difesa, è stata fondamentale l'autopsia. Grazie alla consulenza tecnica è stato escluso che la guardia giurata avesse sparato per proteggere sé stesso, avendo colpito l'animale dall'alto verso il basso, dietro al collo».