A cura di Sonia Campa
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Consulente per la relazione uomo-gatto

Chiunque viva con un felino domestico lo ha sperimentato almeno una volta (ma sicuramente di più): all’improvviso il gatto diventa irrequieto, si trasforma in una piccola saetta impazzita che, a suon di trilli e di miagolii, inizia a schizzare da una stanza all’altra, scala poltrone, divani e tiragraffi, tira indietro le orecchie, fissa un punto, fa la gobba e poi riparte come rincorso da uno spirito invisibile che gli fa da miccia.

Questo comportamento è abbastanza normale, soprattutto nei gatti giovani e attivi. Gli studiosi pensano che sia dovuto alla loro natura di cacciatori crepuscolari: i gatti, infatti, sono dotati della predisposizione innata di concentrare la loro attività di caccia soprattutto al tramonto e all’alba. In questa fascia oraria sperimentano un picco energetico che li rende particolarmente attivi ed efficaci nella predazione.

Perché il gatto è agitato di sera e di notte?

Se il gatto vive in casa o se, in generale, conduce uno stile di vita che non appaga completamente questa sua predisposizione, ecco che l’esigenza di scaricare tutta l’energia accumulata assume le forme un po’ paradossali di un gioco apparentemente sregolato, che il gatto manifesta schizzando come una palla rimbalzante.

Di per sé, dunque, può essere considerato un comportamento normale ma senza sottovalutarlo. Infatti, andrebbe preso anche come una misura del grado di appagamento del gatto. Se queste manifestazioni sono frequenti e, soprattutto, se il micio fa molta fatica a rientrare in una condizione di equilibrio o arriva ad esprimere comportamenti aggressivi, siamo autorizzati a pensare che faccia davvero troppa poca attività durante il giorno e che arrivi a sera con un surplus energetico, motivazionale, emozionale che poi fatica a gestire.

Cosa fare se il gatto è irrequieto

La cosa più saggia da fare, allora, è agire in prevenzione e aiutarlo a distribuire il dispendio energetico (che implica anche un impegno mentale e affettivo, oltre che fisico) lungo tutta la giornata, senza aspettare che si accumuli per poi esplodere a fine giornata.

Questo si può fare, soprattutto se il micio è esclusivamente casalingo, aumentando le sessioni di gioco con lui: non è necessario intrattenerlo per delle ore, sono sufficienti pochi minuti ma in più riprese, in vari momenti della giornata. I giochi di predazione sono sempre quelli da preferire ma a molti gatti piace anche stanare oggetti nascosti, riportare palline, fare la lotta con cuscini e pupazzi e strofinarsi su stoffe impregnate di erba gatta.

Se il lavoro o altri impegni non ci consentono di restare a casa, possiamo lasciare in giro per casa dei giocattoli a disposizione del micio, avendo cura di cambiarli spesso per sorprenderlo costantemente. Inoltre, possiamo optare per dei giochi di abilità che stimolino la sua curiosità.

E se malgrado tutte queste misure la sera o la notte fa ancora il matto? Non c’è da preoccuparsi, in una certa misura tutto questo è connaturato anche all’età, oltre che alla personalità. Durante queste fasi lo si può accompagnare proponendogli dei giochi di corsa o di caccia oppure si può decidere di restare semplicemente ad osservarlo, godendosi questo exploit di fantasia e buffonaggine.