Gyps fulvus
in foto: Gyps fulvus

Non ci saranno piste da sci nei 10 ettari di rarissimi habitat dell'avifauna presenti nel Parco naturale regionale del Sirente Velino, in Abruzzo. Lo ha deciso il Tar dell'Aquila che ha annullato definitivamente le autorizzazioni chieste dalla Regione e dal Comune di Ovindoli per i nuovi impianti sciistici all’interno di una Zona di Protezione Speciale (ZPS), sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale.

La decisione è stata annunciata da Slo (Salviamo l'Orso), Soa (Stazione Ornitologica Abruzzese), Mountain Wilderness e Lipu (Lega italianaa protezione uccelli), alcune delle associazioni che avevano presentato ricorso contro la concessione delle autorizzazioni per gli impianti sciistici a Campi della Magnola, nel Comune di Ovindoli, in provincia dell'Aquila.

«Un'importante vittoria a favore di habitat e specie rarissime protette a livello internazionale – commentano le associazioni – Rimane lo sconcerto per i reiterati tentativi di spendere milioni di euro di denaro pubblico per nuovi impianti all'interno di un parco in piena epoca di crisi climatica».

Le specie in pericolo

Giunge così a conclusione una vicenda giudiziaria iniziata a luglio 2021 con la prima sospensione delle autorizzazioni per l'ampliamento degli impianti da sci. Lo stop, si legge nella sentenza 01/2022 , è arrivato in considerazione dal danno che le funi e i lavori avrebbero causato all’avifauna, e della violazione delle misure di conservazione previste a livello europeo per le ZPS.

Tutte azioni che non si accordano con «la salvaguardia della biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali delle aree della rete Natura 2000», sottolineano i giudici.

Il Parco regionale naturale del Sirente Velino accoglie il 46% circa delle specie dei mammiferi della fauna italiana e 43 specie endemiche a rischio. È in quest'area che il Comune di Ovindoli e la Regione Abruzzo avrebbero voluto ampliare le vicine piste da sci, causando però non pochi problemi ai volatili che sui monti del Sirente-velino nidificano o transitano.

Infatti, l'impatto dei lavori avrebbe danneggiato in particolare tre specie di uccelli: l'Aquila chrysaetos, nota come aquila reale, distribuita su tutto l'arco appenninico e sulle Alpi dove nidifica; il Gyps fulvus, il grifone euroasiatico, una delle quattro specie di avvoltoio storicamente presenti in Italia che è stata reintrodotta dopo una lunghissima assenza; e l'Alectoris graeca, colpita dalle attività bracconaggio tanto da metterne a rischio la sopravvivenza.

Aquila chrysaetos
in foto: Aquila chrysaetos

Il Sia, Studio d'impatto ambientale, ha difatti sottolineato che «lo stato di conservazione degli habitat e delle specie» tutelati dalla riserva del Sirente-Velino, «sono protetti anche a livello europeo».

Alectoris graeca
in foto: Alectoris graeca

Non solo uccelli, anche la vipera ursini sarebbe stata tra le vittime di Regione e Comune. L’esecuzione delle opere di scavo per l'ampliamento degli impianti sciistici avrebbe comportato l’uccisione di esemplari di vipera ursinii e che le misure di mitigazione potrebbero solo limitare, ma non evitare tale evenienza. Un rischio inaccettabile per una della specie di serpente più minacciate d’Europa. Come ha spiegato anche il ricercatore di scienze forestali dell’Università di Milano, Giorgio Vacchiano, «il 40% delle specie di anfibi è attualmente a rischio di estinzione».

vipera ursinii
in foto: Vipera ursinii

«Accolti anche i motivi sull'effetto cumulo con gli altri impianti, non adeguatamente valutato, nonché sugli impatti delle nuove infrastrutture sugli ambienti circostanti – proseguono le associazioni – Infine, il Tar ha accolto anche i motivi aggiunti che le associazioni avevano depositato dopo aver letto una relazione dell'Università La Sapienza, consulente del Comune di Ovindoli, che ammetteva l'esistenza di gravi criticità. Insomma – concludono Slo, Soa, Lipu e Mountain Wilderness –  una vittoria a tutto campo che evidenzia la fondatezza della battaglia per la tutela degli ambienti d'alta quota e dei paesaggi del parco del Sirente-Velino».