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23 Febbraio 2024
16:42

Uccisione di quattro lupi a Bolzano: il Tar condanna la Provincia a pagare le spese processuali

Il Tar ha condannato la Provincia Autonoma di Bolzano a pagare le spese processuali per il ricorso presentato da LAV, LNDC e WWF Italia. Raggiunto da Kodami l'avvocato Pezone spiega: «Siamo contenti del risultato, ma bisogna arrivare a discutere l'impianto normativo di Bolzano, per giungere a una pronuncia di incostituzionalità».

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lupo

Il Tar ha condannato la Provincia Autonoma di Bolzano a pagare le spese processuali per il ricorso presentato da LAV, LNDC e WWF Italia. Le associazioni avevano impugnato il provvedimento di uccisione di quattro lupi emanato dalla Provincia.

Il Tar ha rilevato come la decisione di rimuovere quattro esemplari a seguito di alcuni attacchi subiti da greggi al pascolo risultasse immotivato, soprattutto perché nelle malghe oggetto di predazione non erano state predisposte soluzioni adeguate come recinzioni e cani da guardiania. La Provincia è stata quindi condannata a pagare le spese processuali in favore delle associazioni ricorrenti, seguite dagli avvocati Paolo Letrari e Michele Pezone.

L'accanimento nei confronti dei lupi però non si arresta certo con una sentenza del Tar, il lavoro da fare è più profondo, come sottolinea Pezone a Kodami: «Siamo contenti del risultato raggiunto, ma vorremmo arrivare a discutere l'impianto normativo di Bolzano, per giungere a una pronuncia di incostituzionalità». La Provincia guidata da Arno Kompatscher questa estate ha approvato una legge che consente l’uccisione dei lupi nel 98% delle malghe.

Si tratta del riflesso di un clima di odio nei confronti del lupo diffuso in tutta Europa, e non solo nelle Regioni e Provincie italiane. Al momento è stata presentata in Commissione Europea una proposta per declassare lo status di protezione del lupo. È stata la stessa presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, a proporre di declassare il lupo da specie “rigorosamente protetta” a soltanto “protetta”.

Una decisione che in Italia è attesa soprattutto dalle Provincie Autonome di Trento e Bolzano dove le amministrazioni locali hanno espresso più volte e chiaramente l'intenzione di gestire le popolazione di lupi anche attraverso abbattimenti e rimozione.

«Al di là del risultato conseguito al Tar – aggiunge Pezone – Ricordiamoci che input preoccupanti arrivano da tutta Europa. Sembriamo esserci già dimenticati che fino agli anni Settanta il lupo era una specie a rischio e che solo recentemente è tornata a crescere di numero».

La pronuncia dei giudici di Bolzano dimostra che solo l’adozione dei migliori sistemi di prevenzione delle predazioni, quali ad esempio le recinzioni elettrificate, i cani da guardiania e la presenza del pastore, possono tutelare le attività di allevamento sui territori dove sono ritornati i lupi. Sistemi che però dovrebbero essere incoraggiati dalle amministrazioni locali, come sottolineano le associazioni: «Siamo preoccupati delle ripercussioni, anche sulla pubblica sicurezza, causata dall’assenza di investimenti sulla prevenzione che servano a educare i cittadini a relazionarsi in maniera corretta con la fauna selvatica – hanno dichiarato LAV, LNDC e WWF Italia- La disinformazione è un rischio per tutti e sapere che ci sono politici che costruiscono campagne elettorali sulla disinformazione è inquietante. In Italia il vero pericolo non sono i lupi ma gli sciacalli dal grilletto facile».

«Non ci accontentiamo di questa cristallina vittoria, al prossimo tentativo di uccidere anche un solo lupo, chiederemo alla Corte costituzionale di cancellare la Legge bolzanina sulle aree pascolive protette, che consente l’uccisione dei lupi, perché in fragoroso contrasto con le norme europee», hanno concluso le associazioni.

Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
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