Travolto e ucciso sull’autostrada A25, in Abruzzo, nel tratto compreso tra gli svincoli di Avezzano e Celano, da un veicolo che non si è neanche fermato ed è scappato: è morto così un esemplare di orso bruno marsicano, e dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise arriva un allarme sempre più pressante per la messa in sicurezza dei tratti autostradali che corrono nei pressi dell’area e su cui sono ne già morti altri due con le stesse modalità, uno nel 1991 a Cocullo e uno nel 2013 a Torninparte.

L’incidente è avvenuto intorno alle 3. L’urto è stato violentissimo, e per l’orso, che non aveva marchio né radiocollare, non c’è stato nulla da fare: sul posto sono intervenuti i soccorsi stradali e anche il veterinario del parco, mentre il corpo è stato trasferito all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, cui è affidato il compito di effettuare analisi genetiche per capire se l'orso era già stato geneticamente censito dai tecnici del Parco e dalla rete di monitoraggio.

«Il triste e doloroso accaduto di questa notte purtroppo ha materializzato, nuovamente, il rischio che da anni il Parco, insieme ad associazioni ambientaliste, denuncia lungo i tratti autostradali di competenza di Strada dei Parchi S.p.a.», ha detto l’ente parco, ricordando gli allarmi già lanciati nel corso degli anni: «Nella primavera 2021, dopo aver ricevuto la segnalazione che l'orsa Amarena e i suoi quattro cuccioli avevano nuovamente attraversato l'autostrada, nel medesimo tratto tra Pescina e Carrito dove nel 2017 era stata accertato il passaggio di almeno un orso grazie ai dati del collare GPS, il Parco è tornato sulla questione sollecitando nuovamente Strada dei Parchi all’adozione di misure adeguate a ridurre il rischio di incidenti e prevenire episodi come quello di stanotte. A supporto delle iniziative di tutela si è attivata tempestivamente anche la Prefettura di L’Aquila che il 15 aprile di quest’anno ha convocato tutti i soggetti coinvolti richiedendo a Strada dei Parchi un intervento d'urgenza per risolvere definitivamente la situazione».

Autostrada, un rischio mortale per gli orsi marsicani

Il Parco, dal canto suo, ha messo a disposizione le sue competenze «fornendo anche a Strada dei Parchi uno stralcio di progetto che prevedeva la messa in sicurezza di tutto il tratto della A25 a ridosso di Carrito. Strada dei Parchi ha risposto provvedendo alla progettazione di un intervento di messa in sicurezza di circa 87 km lungo la A24 e A25, ora all’approvazione del Commissario Straordinario di Strada dei Parchi. Ovviamente le tempistiche di realizzazione per un intervento di tali proporzioni non possono essere immediate. Per questo, e per tutelare nell'immediato la popolazione di orso marsicano, in poche settimane il Parco metteva in sicurezza, sostenendone i costi, 4 km di tratto autostradale con una recinzione elettrica di 2 metri di altezza. Un intervento di urgenza volto a tutelare la famiglia di orsi (Amarena con i suoi 4 cuccioli) più seguita d'Italia in una zona geografica che si posiziona tra il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e il Parco Regionale del Velino-Sirente».

La recinzione a bordo dell’autostrada in corrispondenza del luogo dell’investimento – foto Facebook Parco Abruzzo, Lazio e Molise
in foto: La recinzione a bordo dell’autostrada in corrispondenza del luogo dell’investimento – foto Facebook Parco Abruzzo, Lazio e Molise

La morte di un orso marsicano preoccupa anche alla luce dell’ormai esiguo numero di esemplari che popolano l’area protetta: appena 50 esemplari, una popolazione ridotta all’osso che, pur stabile, a causa del numero ridotto di femmine riproduttive e dell'elevata mortalità è difficile che possa aumentare. Le principali cause di morte a oggi sono avvelenamento e colpi d’arma da fuoco sparati da bracconieri, ma anche le auto sono diventate, nel corso degli anni, un concreto pericolo per gli orsi. Lo scorso agosto ha suscitato polemiche e condanne il video dell’orso marsicano inseguito da un’auto mentre camminava per le strade di Scanno, in Abruzzo, e spostandosi in Trentino in pochi giorni altri due orsi sono stati travolti dalle auto: a Ragoli, piccolo paese di appena 800 abitanti a sud del Parco Naturale Adamello Brenta, l’orsa investita è morta, potrebbe invece essere sopravvissuto, ma in gravissime condizioni, l’esemplare investito da un furgone all'ingresso di una galleria della statale 237 delle Giudicarie, nella zona di Ponte Pià.

L'investimento è tra le principali cause di morte per orsi e lupi

Come fatto notare anche dal progetto LIFE Pluto nell’Appennino Centrale, quello degli impatti stradali coi grandi carnivori è un problema molto serio per la conservazione della fauna selvatica. Diversi studi hanno dimostrato infatti come più del 50% delle cause di morte di orsi e lupi siano riconducibili alle attività umane in generale e in particolare agli impatti stradali, che rappresentano una delle fonti di rischio principale per la sopravvivenza di queste specie. Parlando proprio di lupi, è di qualche giorno fa la notizia di quello investito e ucciso in Salento.

In Abruzzo proprio attraverso il progetto LIFE sono stati installati cartelli e segnali stradali che invitano a rallentare nelle aree in cui è stato rilevato il maggior numero di attraversamenti da parte degli orsi, ma le iniziative adottate non si sono ancora rivelate sufficienti, come confermano gli incidenti dei giorni scorsi: «Quanto avvenuto martedì notte – concludono dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – sottolinea ancora una volta, semmai ce ne sia il bisogno, l'importanza e l'urgenza con la quale deve essere messa in sicurezza l'autostrada A24/A25, per il bene delle persone e della fauna selvatica».

L'orso bruno marsicano è tornato tra i monti Sibillini