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Oggi si celebra il Free Hugs Day: anche gli animali si abbracciano?

Oggi, 1 luglio 2023, si celebra il Free Hugs Day, la giornata internazionale degli abbracci. La ricorrenza prende spunto da un’iniziativa sociale nata in Australia nel 2004, con lo scopo di offrire un atto casuale di gentilezza disinteressata. Vediamo come si abbracciano anche gli altri animali.

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1 Luglio 2023
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free hugs day
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Ogni anno, il primo sabato di luglio, si celebra il Free Hugs Day, la giornata internazionale degli abbracci gratis. Il movimento nasce in Australia nel 2004 per poi esplodere in tutto il mondo anche grazie ai meme di internet: i partecipanti offrono abbracci ad estranei in posti pubblici, spesso accompagnati da cartelli, come un atto casuale di gentilezza disinteressata, fatto per far sentire meglio il prossimo.

Ma non siamo l’unica specie che trova conforto in un abbraccio: i nostri parenti più prossimi, come scimpanzé, bonobo e altri primati non usano le braccia solo per arrampicarsi, anzi si abbracciano tantissimo. Lo fanno per consolarsi e rassicurarsi a vicenda, oppure per chiedere aiuto, in maniera davvero molto simile a noi.

abbraccio scimpanzè
bonobo che si abbracciano

Ad esempio i bonobo (Pan paniscus), spesso descritti come gli “hippy” tolleranti e pacifici con gli estranei tra i primati, possono essere visti spesso abbracciarsi l’un l'altro, soprattutto in tenera età: i piccoli bonobo hanno più bisogno di rassicurazioni e si fanno forza a vicenda abbracciandosi spesso. Questo comportamento in genere si verifica dopo che un bonobo ha sperimentato conflitti o stress: un giovane esemplare angosciato allungherà le braccia in un gesto implorante, e un altro bonobo si precipiterà drammaticamente verso di lui per abbracciarlo.

In cattività questo comportamento è ancora più comune e spesso viene effettuato anche con gli umani che si prendono cura delle scimmie, come è successo allo zoo di Kharkiv dove uno scimpanzé ha riconosciuto e abbracciato il suo custode. Ciò potrebbe avere radici nel comportamento materno delle femmine di bonobo, che cullano i loro cuccioli quando sono piccoli; infatti è stato notato che i bonobo orfani sono meno propensi ad abbracciare i loro coetanei, che invece sono abituati a questo comportamento memori delle attenzioni della madre, quando questi chiedono un abbraccio. Anche in molte altre specie di primati le madri tengono stretti i loro piccoli per lunghi periodi della loro infanzia.

Ad esempio, è noto che anche gli scimpanzé (Pan troglodytes), parenti stretti dei bonobo, si abbracciano, in particolar modo in situazioni di tensione, come quando devono proteggere i loro territori da qualcosa di spaventoso, per rassicurarsi di fronte al pericolo. Un comportamento molto simile a noi esseri umani.

abbraccio oranghi
il tenero abbraccio di due oranghi

I macachi neri crestati (Macaca nigra) dell’Indonesia chiedono abbracci facendo schioccare le labbra in modo udibile, non solo alla famiglia ma anche agli altri membri del gruppo. Nei macachi tonkean (Macaca tonkeana) gli abbracci consolatori sono frequenti dopo un combattimento e possono anche essere accompagnati da un bacio.

I giovani oranghi si abbracciano di fronte ad una minaccia come un serpente o nei momenti di stress e paura. Infine, nelle scimmie ragno, abbracciarsi sembra essere proprio un meccanismo sociale proattivo per prevenire scontri o discussioni, messo in atto anche da individui sconosciuti che necessitano di cooperazione per dimostrare di “avere buone intenzioni” in una sorta di riconciliazione preventiva.

Per gli scienziati la continuità tra abbracci negli esseri umani e negli altri primati come funzione rassicurante e consolatoria è indubbia, mentre una differenza potrebbe essere quella che noi umani abbiamo aggiunto un simbolismo sociale all'abbraccio, come ad esempio quando lo usiamo per salutare qualcuno, specie prima di una separazione.

abbraccio elefanti
due elefanti si stringono con le loro proboscidi

Per quanto riguarda gli altri animali che non hanno le braccia sono presenti una serie di sistemi alternativi come l’"huddling" (letteralmente stringersi insieme), che ha la funzione principale di partecipare attivamente alla termoregolazione dell’altro evitando la dispersione di calore. Nelle specie sociali, però, può servire anche a rinforzare i legami, a ridurre lo stress e a consolarsi reciprocamente dopo un litigio, similmente a come facciamo anche noi.

I cavalli, ad esempio, quando si puliscono a vicenda hanno una riduzione della loro frequenza cardiaca, un segno distintivo di comfort e calma. L'arvicola della prateria (Microtus ochrogaster), se rileva segni di angoscia nel suo compagno, si precipita a pulire la sua pelliccia come atto di consolazione. Nelle coppie di uccelli, si pensa che lisciarsi le penne a vicenda aumenti i legami sociali.

abbraccio leoni
un esempio di huddling tra due leoni

Similmente, i leoni (Panthera leo) strofinano la testa e il muso per aumentare le loro connessioni sociali, così come centinaia di altre specie di mammiferi che si appoggiano e si stringono con i propri simili per fornire conforto e calore, o per formare un fronte unito contro il pericolo, come nei primati. Persino delfini e balene, che hanno solo le pinne, mostrano un comportamento pacificatore dopo un conflitto, strofinandosi l'un l'altro o trascinandosi dolcemente a vicenda nell'acqua.

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Yuri Digiuseppe
Redattore
Classe '94, appassionato di animali e scienze sin da piccolissimo, sono un naturalista di formazione, specializzato in paleontologia e divulgazione. Mi è sempre venuto spontaneo spiegare agli altri le bellezze della natura e passare intere giornate ad osservare piante e animali di ogni tipo ovunque andassi, per poi tornare a casa e disegnarli. Vorrei contribuire ad avvicinare il pubblico all'ambiente ed essere parte di una ritrovata armonia uomo-natura, per il bene e la salvaguardia di ogni specie.
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