Le organizzazioni californiane per il benessere degli animali spingono da anni per un trattamento più umano degli animali da allevamento. E finalmente hanno ottenuto una risposta: dall’anno prossimo entrerà in vigore nello Stato una norma, approvata dagli elettori in un referendum nel 2018, che prevede più spazio per i suini da riproduzione, le galline e i vitelli, in modo che tutti questi animali abbiano lo spazio sufficiente per allungare le zampe, le ali e gli artigli.

La norma a tutela degli animali negli allevamenti che fa tremare i ristoratori

Una norma che fa tremare i ristoratori e che spaventa anche gli allevatori americani, nonostante dicano di essere preparati a rispettare i nuovi standard. Infatti, secondo i dati non sarebbe affatto così, poiché sarebbero invece solo il 4% quelli in grado di superare l'esame imposto dallo Stato. Che tradotto, con il poco tempo rimasto per costruire nuove strutture e inseminare le scrofe, significherebbe la perdita per i californiani di quasi tutta la loro fornitura di maiali e di bacon.

Infatti, la produzione “casalinga” suina in California è molto limitata, tanto è vero che dei 115,6 milioni di chilogrammi di maiale usati ogni mese dai ristoranti e dai negozi di alimentari solo 45 milioni arrivano da allevamenti all'interno dello Stato. «Siamo molto preoccupati dall'impatto sulle forniture e dall'aumenti dei costi che, secondo le stime, potrebbero balzare fino al 60% in più» ha affermato sui media Matt Sutton della California Restaurant Association.

Le richieste di aiuti, le risposte ancora mancanti

Per colmare questo forte divario, il National Pork Producers Council ha chiesto al Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti un sostegno federale per aiutare gli allevatori a pagare la ricostruzione e l’ammodernamento degli impianti di suini. E anche di pubblicare velocemente i dettagli della regolamentazione. La risposta dal Dipartimento non è arrivata ancora, se non specificare che pur non essendoci i dettagli, la regola di lasciare maggiore spazio agli animali è ormai risaputa da anni.

Il botta e risposta tra l'industria della carne e le associazioni animaliste

L'industria della carne suina ha intentato azioni legali, ma finora i tribunali hanno sostenuto la legge. Il National Pork Producers Council e una coalizione di ristoranti, hanno chiesto al governatore Gavin Newsom di ritardare l’applicazione obbligatoria dei nuovi requisiti. Ora l'ultima parola toccherà a lui.

Dall'altra parte della barricata, Josh Balk, della Humane Society degli Stati Uniti, ha affermato che l'industria della carne suina dovrebbe accettare realmente la visione preponderante dei californiani che vogliono che gli animali siano trattati in modo più umano. Cosa che avviene solo a parole: «I produttori di carne di maiale sostengono le migliori pratiche di allevamento finché non c’è una legge, poi quando poi arriva cerca di ribaltarla. La dice lunga sull'industria e sul suo business operandi».