"Cosa hai da guardare?", sembra dire al fotografo. "Non hai mai visto una puzzola"? La risposta per molte persone potrebbe essere: sì. Nei cartoni animati dell'infanzia, la puzzola è nera con una lunga striscia bianca da capo a coda, ma in realtà si tratta di un altro animale. L'amico di Bambi è infatti una Moffetta, animale originario del Nord America che appartiene all’ordine dei Mefitidi, il nome scientifico della puzzola americana è Mephitis mephitis, che significa «fetido» con riferimento al suo odore non proprio gradevole.

Quella di cui si sta prendendo cura lo zoologo Davide Rufino al Centro recupero animali selvatici di Campomorone (Cras, sezione dell'Enpa di Genova) è invece la signora delle puzzole: la Mustela putorius, specie europea e antenato naturale e originale. Capita poi per che questo piccolo paese dell'entroterra ligure sia diventato la casa di una popolazione di puzzole, quello che in termini tecnici viene chiamato hot-spot: «Al contrario della Faina che è comune in tutta la regione – spiega l'operatore del Cras – la puzzola è una specie più rara e più localizzata, questo significa che non è distribuita in modo uniforme sul territorio ma è presente in nuclei specifici».

Il giovane esemplare di maschio salvato da Rufino si trovava in mezzo alla strada e ha rischiato di essere investito. È stata la telefonata di una signora che se l'è trovato nel suo giardino a salvarlo: «Mi ha detto che c'era un furetto – continua lo zoologo – ma io ho capito subito che si trattava di una puzzola selvatica, le persone tendono a confonderle perché è l'antenato del furetto domestico ma ha ovviamente habitat ed esigenze diverse».

Un cucciolo di Puzzola europea salvato dal Cras di Genova quattro anni fa
in foto: Un cucciolo di Puzzola europea salvato dal Cras di Genova quattro anni fa

Le caratteristiche della puzzola europea

La puzzola europea è un piccolo mammifero dal muso appuntito, con un lungo corpo cilindrico e le zampe corte, molto simile al furetto domestico (il quale è di colorazioni più chiare). Raramente supera i 60 centimetri di lunghezza, si può incontrare su quasi tutto il territorio europeo e italiano, ad esclusione delle isole. Generalmente si muove negli  ambienti umidi e pianeggianti e montani boschivi ma non supera i 1300 metri di altitudine. La puzzola (Mustela putorius) però si può adattare anche alle zone agricole e agli ambienti popolati dall'uomo, dove talvolta utilizza le abitazioni umane come rifugi durante il giorno. Il suo habitat ideale è ricco di acqua e non devono scarseggiare le piante e gli anfratti dove potersi nascondere nelle ore diurne, essendo un animale dal comportamento prevalentemente crepuscolare e notturno. La sua tana ideale è quella costruita da altri animali del bosco. In particolare, molto spesso utilizza le tane dei conigli che, se ancora le abitano, vengono scacciati con violenza dal piccolo e coraggioso mustelide.

Se le persone confondono facilmente la sua identità almeno lo Stato la tutela con la direttiva Habitat (92/43/CEE) e con la legge 157/92 sulla caccia: «La Puzzola è una specie selvatica al cento per cento e molto protetta ai sensi di Legge, sappiamo che a Campomorone esiste un hot spot, personalmente ho avuto l'occasione di vedere alcuni esemplari nel verde durante la notte». Nel corso degli anni altre puzzole hanno visitato il Cras: «La scorsa estate abbiamo avuto due cuccioli proveniente da un'altra zona collinare ligure, da Trasta, e quattro anni fa un piccolo da Bavari, più a Levante».

La puzzola presenta un'attività crepuscolare o notturna non è un animale diurno, in questo è del tutto simile alla volpi e alle faine, e si muove dal tramonto all'alba: «Non sappiamo cosa ci facesse in mezzo al paese in pieno giorno, probabilmente si stava spostando e si è trovata in mezzo alle auto – conclude lo zoologo Davide Rufino – in ambulatorio lo abbiamo un po' rifocillato e gli abbiamo fatto una terapia antiparassitaria. Dal canto suo, la puzzola sopporta il tutto con la tipica dignità dei mustelidi: ringhiando, gridando e cercando di aggredire chiunque si prenda cura di lui. Senza considerare quel soave profumino che ci costringe a tenere le finestre aperte nonostante le temperature invernali».

A breve, è previsto il suo rilascio in natura, lontano dal traffico e al calar del sole: la puzzola tornerà nel verde e chissà che non incontri anche lui un amico cerbiatto.