Ancora le celebrities in campo in difesa degli animali. Una serie di star tra cui Billie Eilish, Moby, Joaquin Phoenix e Stephen Fry hanno scritto al deputato Alok Sharma, presidente della conferenza Cop26, la Conferenza mondiale dell'Onu sul clima che si terrà a Glasgow, in Scozia, dal 31 ottobre al 12 novembre 2021, per esortarlo a portare in primo piano il problema degli allevamenti di animali tra le principali cause del cambiamento climatico.

Nella lettera scritta in collaborazione la Humane Society International del Regno Unito e firmata anche da Ricky Gervais, Joanna Lumley, Deborah Meaden, la star di Harry Potter Evanna Lynch, la cantante Leona Lewis, Chris Packham, gli attori Alicia Silverstone, Alan Cumming e Daisy Ridley, la cantautrice Alesha Dixon, la modella Lily Cole, i cantanti Finneas O'Connell e James McVey, e la star dei reality TV Lucy Watson, si sostiene che l'allevamento di animali è la seconda fonte di emissioni dannose per l’ambiente, dopo quelle della combustione di combustibili fossili per ottenere elettricità e calore.

Secondo la FAO, a livello globale, gli allevamenti sono responsabili di 135 milioni di tonnellate di azoto e 58 milioni di tonnellate di fosforo depositate nell'ambiente ogni anno. E secondo Grenpeace le emissioni di gas serra degli allevamenti intensivi rappresentano il 17% delle emissioni totali dell’Ue, più di quelle di tutte le automobili e i furgoni in circolazione messi insieme.

Le star – tutte vegane o vegetariane – avvertono che senza cambiamenti su larga scala sui sistemi di allevamento e di conseguenza sul sistema alimentare mondiale, sarà impossibile per il mondo riuscire a mantenere l'aumento medio della temperatura mondiale al di sotto di 2°C come stabilito negli Accordi di Parigi.

E scrivono che «affrontare questo tema nella riunione Cop26 aiuterebbe a spingere i governi di tutto il mondo ad agire e fornirebbe ai leader un'altro motivo forte da aggiungere alla loro cassetta degli attrezzi per affrontare il cambiamento climatico. Chiediamo all'UNFCCC  (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) di riconoscere formalmente e pubblicamente il ruolo degli allevamenti come uno dei maggiori fattori che contribuiscono al cambiamento climatico e di aprire uno spazio maggiore per il dialogo».

La richiesta ad Alok Sharma è che sottoponga al vertice tre proposte: spostare i sussidi dall’allevamento animale a un'agricoltura più sostenibile; offrire incentivi per sviluppare alternative agli allevamenti; modificare le priorità degli appalti pubblici.

«La scienza è chiara e schiacciante sul fatto che l'adozione di una dieta più a base vegetale sia una delle azioni più efficaci che possiamo intraprendere per evitare un catastrofico cambiamento climatico» ha dichiarato Moby. «Quindi, se vogliamo proteggere il nostro pianeta, nelle strategie da adottare dobbiamo includere lo stop agli allevamenti. Cop26 è una delle nostre ultime possibilità».

I numeri degli animali allevati e macellati ogni anno

Ogni anno sono 88 miliardi i maiali, le mucche, i cavalli e i polli che vengono allevati e macellati in tutto il mondo. Un dato che, peraltro, continua a crescere. Ma non solo: i viaggi di spedizione degli animali vivi in tutto il mondo, sono viaggi infernali che possono durare lunghissimo tempo e che costringono gli animali a sofferenze atroci. Un sistema, che come confermato anche dalla Fao, non è più sostenibile ecologicamente, ma neppure eticamente.

Inoltre, gli allevamenti sono anche un importante motore di deforestazione, di estinzione delle specie, di degrado del suolo, di inquinamento ed esaurimento delle risorse idriche a causa delle vaste estensioni di terra utilizzate per coltivare. Scienziati di spicco a livello mondiale dell'IPBES (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services) hanno persino lanciato l'idea di una tassa sulla carne.