«Ormai non ce ne accorgiamo neanche più, siamo talmente assuefatti a questa vita ipercinetica e stressante da non renderci nemmeno più conto che stiamo perdendo costantemente tutto quello che c’è intorno a noi. Siamo lontani dal sentire del nostro corpo, dai bisogni affettivi di cui hanno bisogno le persone che ci circondano, compresi, ovviamente, i nostri animali. Altro che società dell’informazione: noi viviamo in quella della distrazione».

Angelo Vaira, fondatore dell’approccio Cognitivo Relazionale col cane, nel 2019 ha creato il primo corso di relazione col Cane Basato sulla Mindfulness che mira a recuperare alcune capacità della mente fondamentali per un «autentico rapporto con il proprio cane».

Come la mindfulness aiuta nel rapporto con i cani

«La mindfulness ti cambia proprio la vita – spiega Vaira a Kodami – perché lavorando sulla distrazione, consente di acquisire sempre più consapevolezza, fattore determinante per rimuove gli ostacoli, le barriere che si creano tra noi e l’animale. È un movimento di cui c’è necessità in un mondo dove l’emozione più diffusa è l’ansia. Uno stato che ci allontana non solo da noi stessi, ma ovviamente anche dagli animali. E che cancella tutti i buoni propositi che facciamo quando adottiamo il nostro amico. Bisogna coltivare consapevolezza, libera intuizione ed empatia nella nostra vita con i cani».

Ed è proprio con l’esercizio della mindfulness, secondo Vaira, che si recupera tutto questo. «Diminuendo lo stress si allena l’attenzione. E, infatti, il lavoro all’inizio è proprio un lavoro di ricordo con il quale si allena la mente ad essere presente mentre si sta facendo una cosa, a non perdere quel preciso momento, a non pensare già alla cosa che si deve fare dopo. Insomma, ad essere lì, ma per davvero».

Perché se non si è lì, i cani se ne accorgono benissimo. Ed è proprio per questo che si sentono molto più soli di quanto pensiamo nella nostra vita di ogni giorno. Del resto, lo sappiamo tutti che ci si può sentire più soli in compagnia di qualcuno che ti ignora e non è presente mentalmente, di quando si è soli fisicamente. I cani hanno bisogno di avere compagni umani che siano con loro realmente, pena la perdita di un reale contatto affettivo ed emotivo.

Ma cos’è che cambia davvero nella relazione con l’animale? «Tutto. Questa consapevolezza fa cambiare le proprie emozioni. E visto che tra noi e il cane c’è un’osmosi emozionale, il suo stress e le sue emozioni toccano me e così accade il contrario, ci contagiamo a vicenda. Quando si è vicini ad una persona presente mentalmente, calma, lucida, trasparente te ne accorgi dalla sua postura, dal portamento, dallo sguardo ma soprattutto dal modo in cui risponde alla tua comunicazione. E lo stesso vale per il cane che si accorge perfettamente che ci sei… perché ci sei».

Il riscontro di ciò che insegna Vaira lo ha da quello che gli viene riferito dai discenti alla fine delle otto settimane di corso, soprattutto da chi già lavora con i cani: educatori cinofili, veterinari comportamentalisti, operatori in pet therapy, addestratori.

«Di solito le persone, anche proprio gli esperti, mi dicono di accorgersi per la prima volta di alcuni segnali del cane, segnali che si erano persi, che non avevano visto. E che quel rendersi consapevole ha modificato il modo di comunicare con lui e anche il contrario. Tutto ciò, innesca una danza comunicativa che approfondisce l’intimità, la comprensione, l’empatia, la compassione. Quindi andare in passeggiata diventa diverso. Riusciamo a comprendere meglio le loro tensioni, cambia la qualità del gioco, delle carezze. E, quando cambiano le emozioni che circolano in casa, quando c’è meno rabbia, meno ansia, l’effetto domino su tutta l’esistenza è inimmaginabile».

Mindfulness e Animali, il corso in otto settimane

Il corso si svolge in otto settimane. «È basato sul protocollo classico della mindfulness di Jon Kabat-Zinn che ha ormai un fortissimo radicamento nella scienza, dopo tante ricerche che ne hanno attestato la validità. Non c’è assolutamente nulla di esoterico o magico. Ci si incontra una volta a settimana online per due ore e mezzo e tra una settimana e l’altra i praticanti quotidianamente fanno una meditazione che va da i 40 ai 60 minuti guidata dalla mia voce. Poi c’è la compilazione di alcuni diari e anche delle pratiche informali da fare con gli animali in diversi momenti, quindi durante la passeggiata, quando gli si dà mangiare, durante il gioco. Chiude le otto settimane, un ultimo incontro che è una giornata intensiva di 5 ore».

Una domanda viene spontanea, però: con la vita che tutti facciamo, inevitabilmente, tra impegni, lavoro, rumori, caos, è possibile davvero vivere in questo modo? «Sì è possibile. È un po’ come quando uno fa una vita sedentaria e a un certo momento decide che arrivato il momento di mettersi a correre. Lo fa, anche se continua a vivere la vita di tutti i giorni. Intanto, però, il corpo diventa allenato e a livello neuro fisiologico cambia. Cambia il metabolismo, il modo di alimentarsi, c’è una rivoluzione interiore a cascata».

E quindi la stessa cosa accade con la mindfulness? «Esattamente. Quell’esercizio quotidiano non riguarda solo quella sessione. L’errore più comune che si fa pensando alla mindfulness è considerarla un momento di relax, come fosse un bagno caldo. Non è affatto così. In quell’ora tu stai allenando i tuoi circuiti neurali, il tuo apparato neurofisiologico e la mente a funzionare in un modo diverso. E quindi grazie alla pratica continuativa, tu porti quella consapevolezza in tutte le azioni quotidiane. Una volta la mindfulness e la consapevolezza erano ritenute necessarie per evolvere spiritualmente. Adesso, invece, diventano necessarie perché ci fanno recuperare la gioia di vivere che si riverbera su tutto e su tutti coloro che sono intorno a noi, compresi gli animali».