Lo struzzo Totò sulla Provinciale lo scorso 8 gennaio
in foto: Lo struzzo Totò sulla Provinciale lo scorso 8 gennaio

È riuscito ancora una volta a “evadere” dal recinto, ed è finito nuovamente a scorrazzare – con rischio per lui e per gli automobilisti – in strada. E così l’uomo che aveva in custodia lo struzzo già fuggito lo scorso 8 gennaio in provincia di Alessandria è stato multato per omessa custodia.

Lo struzzo Totò – questo il nome dell’animale – è stato notato da alcuni residenti di Casale Popolo, frazione di Casale Monferrato, a vagare senza una meta. È quindi scattata la segnalazione alla polizia locale, che arrivata sul posto lo ha trovato in via del Pavone. A quel punto ha delimitato l’area per evitare che fuggisse e ha chiamato l’allevatore che lo ha in custodia, che è arrivato per recuperarlo e riportarlo nel recinto evitando incidenti.

Come detto, non è la prima volta che lo struzzo Totò finisce sotto i riflettori. Lo scorso 8 gennaio era stato avvistato da diversi automobilisti sulla Provinciale 31 Bis, dove si era spinto dopo essere fuggito dal ranch in cui vive ormai da due anni. Il grosso uccello di origine africana non era stato fortunatamente investito, nonostante la nebbia, e il proprietario del ranch anche in quel caso era accorso per recuperarlo, non prima che uno degli automobilisti fermi nel traffico però filmasse l'insolita scena.

«Totò sta bene – aveva detto Mirko Mortillato, proprietario del Melo ranch, il giorno successivo alla prima fuga – ieri si è allontanato dal maneggio e si è perso. Lui è abituato a stare libero, ma c’era tanta nebbia e si è perso». Alla seconda fuga anche il sindaco di Casale Monferrato, Federico Riboldi, ha voluto incontrare Totò postando poi una foto che lo ritrae in sua compagnia: «Accordo trovato – ha detto con ironia – Totò ha promesso di non scappare più».

L'allevamento di struzzi in Italia e i rischi per gli ecosistemi

Da un po' di anni ormai l'allevamento degli struzzi è una pratica sempre più diffusa nel nostro paese. Allevato fin dall'antichità a partire dal 2000 questa attività è tornata a espandersi anche in Italia, dove ci sono oltre 1500 allevamenti autorizzati. Gli animali vengono allevati sia per la produzione di carne (molto magra e dal sapore di manzo) sia per le uova, e non è raro imbattersi in agriturismi e giardini che ospitano alcuni esemplari anche solo per scopo ornamentale.

Dagli allevamenti si ricavano anche pregiate penne e piume, utilizzate sia per scopo ornamentale che per realizzare spolverini. Persino la pelle pare essere un materiale molto apprezzato e resistente, tuttavia viene da chiedersi se vale davvero la pena oggi investire ancora in allevamenti di specie selvatiche esotiche.

Il rischio infatti è che gli allevamenti possano diventare "serbatoi" di specie animali esotiche che, in caso di fuga, potrebbero invadere un territorio cui non appartengono e diventare alloctone: introdotte dall'uomo, volontariamente o involontariamente, in zone al di fuori del loro areale originario, lo occupano causando anche potenziali danni all'ecosistema.