Un episodio decisamente curioso è accaduto lo scorso 8 gennaio a Casale Popolo, frazione di Casale Monferrato: uno struzzo è improvvisamente spuntato dalla nebbia sulla sulla Strada Provinciale 31 Bis, mandando inevitabilmente in tilt il traffico. Il grosso uccello di origine africana è scappato dal box trainato dall'auto di un allevatore ma fortunatamente è stato recuperato dallo stesso poco dopo, evitando così che venisse investito.

Uno degli automobilisti fermi nel traffico è riuscito a filmare l'insolita scena, dove si vede lo struzzo visibilmente spaesato mentre si aggira tra le auto avvolte nelle nebbia.

Il video dello struzzo ripreso da un automobilista

Ma che ci fa uno struzzo africano in provincia di Alessandria in Piemonte? Da un po' di anni ormai l'allevamento degli struzzi è una pratica sempre più diffusa nel nostro paese. Allevato fin dall'antichità a partire dal 2000 questa attività è tornata a espandersi anche in Italia, dove ci sono oltre 1500 allevamenti autorizzati. Gli animali vengono allevati sia per la produzione di carne (molto magra e dal sapore di manzo) che per le uova e non è raro imbattersi in agriturismi e giardini che ospitano alcuni esemplari anche solo per scopo ornamentale.

Lo struzzo è l’uccello più grande al mondo
in foto: Lo struzzo è l’uccello più grande al mondo

Dagli allevamenti si ricavano anche pregiate penne e piume, utilizzate sia per scopo ornamentale che per realizzare spolverini. Persino la pelle pare essere un materiale molto apprezzato e resistente, tuttavia viene da chiedersi se vale davvero la pena oggi investire ancora in allevamenti di specie selvatiche esotiche di cui tutto sommato possiamo tranquillamente fare a meno.

In Australia, per esempio, proprio a causa degli allevamenti diversi esemplari di struzzi sono fuggiti dalla cattività e hanno stabilito popolazione riproduttive in diverse zone dell'entroterra. Possiamo facilmente immaginare i danni ambientali e problemi di gestione che possono causare uccelli alti oltre due metri e pesati fino a 140 kg.

Alcuni nandù fuggiti dalla cattività hanno creato popolazioni riproduttive in Germania
in foto: Alcuni nandù fuggiti dalla cattività hanno creato popolazioni riproduttive in Germania

In Germania invece, quando hanno cominciato ad allevare nandù – il cugino sudamericano dello struzzo – tre coppie sono riuscite a fuggire da un allevamento vicino a Lubecca, nello Schleswig-Holstein, tra la fine degli anni 90 e l'inizio del 2000. Ora sono oltre 500 i nandù liberi e che si riproducono nel nord del Paese e che ogni anno causano ingenti danni a flora, fauna e coltivazioni. Alcuni chiedono di poterli cacciare per limitarne i danni, altri invece li difendono perché li considerano una vera e propria attrazione.

Quasi tutti gli allevamenti di specie esotiche si trasformano prima o poi in pericolosi serbatoi di potenziali specie aliene invasive. Lo abbiamo visto in Italia con le nutrie, i visoni americani, i pappagalli, le anatre e le oche ornamentali e tantissimi altri animali esotici allevati. Forse sarebbe meglio pensarci due volte prima di rischiare che incontri come quelli di Casale Monferrato diventino sempre più frequenti. Cosa mai potrebbe andare storto?