Le iene maculate sono mammiferi estremamente sociali e vivono in clan molto numerosi che possono superare i 100 individui. La struttura sociale di ogni clan è estremamente complessa e governata da una rigida gerarchia di tipo matriarcale, in cui le femmine capeggiano e dominano sui maschi. Come nelle migliori dinastie reali il rango di ogni individuo, soprattutto per le femmine, viene tramandato verticalmente da madre a figlia. Un nuovo studio ha però provato a indagare per la prima volta in che modo queste gerarchie determinano e trainano le complesse dinamiche sociali tra gli individui all'interno del gruppo. Basandosi su ben 27 anni di dati e osservazioni raccolte sul campo, i ricercatori hanno dimostrato che i cuccioli di iena non solo ereditano lo status gerarchico dalla madre, ma persino l'intricata rete di rapporti sociali e di amicizie con gli altri individui del clan. L'importante lavoro di Amiyaal Ilany, Kay E. Holekamp e Erol Akçay si è guadagnato la copertina della prestigiosa rivista Science.

La rete sociale ereditaria delle iene

Le dinamiche sociali all'interno di un clan di iene maculate (Crocuta crocuta) sono molto complesse, rigide e spesso piuttosto violente. Occupare un gradino sociale più elevato e avere le giuste amicizie al proprio fianco può spesso fare la differenza per l'accesso al cibo e quindi per la sopravvivenza. Le reti sociali influenzano il successo riproduttivo e molti altri aspetti della vita delle iene, ma capirne i meccanismi che ne determinano le connessioni non è affatto semplice. Per quasi 30 anni i ricercatori hanno osservato e mappato tutte le interazioni tra gli individui di iena maculata, quanto tempo trascorrevano insieme e soprattutto con chi: un totale di quasi 74mila interazioni sociali catalogate.

Analizzando i dati con un modello teorico basato sull'eredità passiva della rete sociale, i ricercatori hanno confermato la previsione che le iene ereditano direttamente dalla madre anche le affiliazioni sociali e le amicizie. Anche a distanza di molti anni (fino a sei), quando il rapporto con la mamma si è interrotto oppure è morta, i figli continuano a rimanere legati e ad interagire maggiormente con le stesse iene con cui aveva stretto amicizia la madre. La vita all'interno di un clan di iene può essere molto difficile, ma avere le giuste amicizie può fare la differenza, soprattutto tra gli individui di rango superiore.

Più è alto il rango più mi tengo strette le amicizie

Gli scienziati hanno scoperto infatti che questa eredità sociale è molto più forte tra gli individui femmine, che sono quelli dominanti, e soprattutto tra le iene che occupano i posti privilegiati della società. Le figlie nate da esemplari di rango superiore, infatti, tendevano a conservare più fedelmente la rete sociale ereditate dalla madre, mentre quelli più sfortunati, nati in fondo alla scala sociale, no. Una possibile spiegazione dietro queste differenze di classe potrebbe essere legata al fatto che un individuo nato nei bassifondi del clan miri a instaurare nuovi e migliori legami, per provare a risalire la scala sociale. Oppure, più semplicemente, vivendo perlopiù una vita solitaria e ai margini del gruppo, le madri di rango sociale inferiore instaurano meno legami da lasciare in eredità ai figli.

Dinamiche simili succedono in tutte le specie sociali, uomo compreso, e influenzano le possibilità e le prospettive degli individui per il resto della loro vita, anche per le iene maculate. La classe sociale e la rete sociale che ti vengono lasciate in eredità possono determinare il resto della tua vita.  Se sai una iena di alto rango infatti hai una vita decisamente in discesa rispetto alle altre, mentre se sfortunatamente sei nata da una madre di rango inferiore, hai meno probabilità di sopravvivere e riprodurti. Secondo i ricercatori la complessa rete sociale che si instaura all'interno dei clan contribuisce a tenere in piedi la stabilità del gruppo, e potrebbe svolgere un ruolo cruciale nella apprendimento e nelle interazioni con gli altri gruppi.

Il parassita che spinge fatalmente i cuccioli di iena a non aver paura dei leoni