La guerra e i bombardamenti che stanno colpendo l'Ucraina stanno mettendo a rischio la vita di milioni di persone, un conflitto drammatico che genera conseguenze terribili per la popolazione locale. L'invasione voluta da Vladimir Putin può però stravolgere anche i paesaggi, gli ambienti naturali e quelli rurali, dimora per decine di specie animali e vegetali uniche, alcune in serio rischio estinzione.

Avevamo già parlato delle possibili conseguenze dell'invasione russa sulla fauna selvatica, anche tenendo in considerazione gli effetti della guerra già studiati in altre aree del globo. L'Ucraina rappresenta infatti un importante ponte tra Europa e Asia Centrale, un'area dove si mescolano habitat, flore e faune molto diversificate che ospitano alcune specie di prioritaria importanza da un punto di vista conservazionistico. Molte di queste fanno parte di quella che alcuni definiscono fauna minore, invertebrati, pesci e altri animali che già in condizioni di pace faticano ad attirare l'interesse dei media e delle istituzioni.

Due mammiferi insoliti e gravemente minacciati

Uno spalace occidentale (Spalax leucodon), specie simile a quello di Ucraina. Foto: Wiki Commons
in foto: Uno spalace occidentale (Spalax leucodon), specie simile a quello di Ucraina. Foto: Wiki Commons

Prendiamo per esempio lo spalace di Ucraina (Spalax arenarius), un roditore estremamente raro che vive esclusivamente in un'area molto ristretta nella parte meridionale Paese, e in nessuna altra parte del mondo. Gran parte della popolazione si trova all'interno della Riserva della Biosfera del Mar Nero, proprio nelle immediate vicinanze dei territori maggiormente colpiti dai russi. Questi ratti-talpa hanno gli occhi completamente ricoperti da pelle e vivono in tunnel sotterranei scavati nei terreni sabbiosi, sempre più rari a causa dei rimboschimenti. La IUCN ha inserito questa specie nella categoria In pericolo della sua lista rossa delle specie in via di estinzione, per questo e in virtù della sua endemicità è stato persino raffigurato su una speciale moneta da 10 grivnia, l'attuale valuta ucraina.

Desman pirenaico (Galemys pyrenaicus), specie simile per biologia e abitudini al desman russo. Foto: Wiki Commons
in foto: Desman pirenaico (Galemys pyrenaicus), specie simile per biologia e abitudini al desman russo. Foto: Wiki Commons

In Ucraina vive anche un altro curioso mammifero, conosciuto in italiano – ironia della sorte – col nome di desman russo (Desmana moschata). Imparentato con le talpe, questo mammifero semi-acquatico è funzionalmente cieco e vive in gallerie scavate negli argini degli stagni e dei corsi d'acqua a flusso lento. Vive esclusivamente in Russia, Kazakistan e Ucraina orientale, dove si era già estinto una volta nel 19° secolo ma fu reintrodotto negli anni 50. Anche questa specie è considerata In pericolo dalla IUCN, soprattutto a causa delle alterazioni dei corsi d'acqua e per le catture accidentali nelle reti da pesca.

Pesci d'acqua dolce a un passo dal baratro

Il piccolo cobite di Crimea vive esclusivamente in un piccolo tratto lungo appena 1 km nel bacino del fiume Chorna, in Crimea. È a un passo dall’estinzione. Foto: Wiki Commons
in foto: Il piccolo cobite di Crimea vive esclusivamente in un piccolo tratto lungo appena 1 km nel bacino del fiume Chorna, in Crimea. È a un passo dall’estinzione. Foto: Wiki Commons

Ci sono poi i pesci di acqua dolce, che già se la passano malissimo un po' in tutto il mondo. L'alburno pontico (Alburnus sarmaticus) per esempio, un piccolo pesce appartenente alla famiglia delle carpe: già estinto nei fiumi in buona parte dell'Europa dell'est, sopravvive a fatica in Croazia, Slovenia e forse nelle acque del Danubio, al confine tra Romania e Ucraina. Non si sa assolutamente nulla sullo stato della popolazione e la specie è perciò classificata In pericolo dalla IUCN.

Ma ancora più drammatica è la situazione di altre due specie di pesci d'acqua dolce: il cobite di Crimea (Cobitis taurica) e il ghiozzo Gobio delyamurei. Descritte come specie nuove solamente negli ultimi anni, entrambe sopravvivono probabilmente solamente in un tratto molto ristretto (circa 1 km di lunghezza) tra le gole del fiume Chorna, proprio in Crimea. Dovesse essere alterato anche solo minimamente il loro ristrettissimo habitat, entrami i pesci si estinguerebbero completamente in un istante. Per questo sono entrambi considerati In pericolo critico, la categoria immediatamente precedente all'estinzione.

Invertebrati e insetti unici

Una femmina di Anadrymadusa retowskii, un cavallette che sopravvive esclusivamente in alcune aree ristrette della Crimea. Foto: Wiki Commons
in foto: Una femmina di Anadrymadusa retowskii, un cavallette che sopravvive esclusivamente in alcune aree ristrette della Crimea. Foto: Wiki Commons

L'Ucraina ospita numerose specie endemiche e particolarmente minacciate, anche tra gli invertebrati. La chiocciola Vitrea nadejdae è una piccola lumaca terrestre che vive esclusivamente in cinque località costiere della Crimea meridionale. Turismo estivo e cementificazione erano le sue principali minacce prima della crisi russo-ucraina, ed è a un passo dall'estinzione. Tra le specie più a rischio e spesso dimenticate ci sono anche molti insetti, tra cui alcuni che vivono esclusivamente o quasi in poche aree molto ristrette del Paese.

Come il moscerino della frutta Melanogaster jaroslavensis, presente solo in sette località della Russia e una in Ucraina, oppure la mosca Merodon dzhalitae, endemica ancora una volta della Crimea. È stata osservata in natura solamente sette volte, l'ultima nel 2018. Così come l'ape solitaria Andrena labiatula, avvistata invece appena tre volte e poi sparita dai radar dal lontano 1963. Infine c'è poi la tettigonia di Retowski (Anadrymadusa retowskii), una cavalletta endemica della Crimea di cui restano forse solamente poche centinaia di esemplari.

Questi sono solo alcuni degli animali dimenticati che, anche a causa della guerra di Putin, rischiano di sparire per sempre non solo dall'Ucraina, ma dall'intero Pianeta. La loro conservazione era già piuttosto critica prima dell'invasione russa, scongiurarne l'estinzione sarà quindi ancora più complicato ora.