L'asino, chiamato anche somaro, è un mammifero appartenente alla famiglia degli equidi e alla sottofamiglia degli equini. Il genere Equus, cui appartiene, comprende diverse specie, di cui molte estinte e 2 domesticate: il cavallo, da cui deriva il cavallo domestico (Equus ferus caballus) e l'asino selvatico africano, da cui deriva appunto l'odierno asino domestico (Equus africanus asinus).

Come è fatto l'asino

L'asino è caratterizzato da orecchie particolarmente lunghe e una dimensione nettamente inferiore a quella del cavallo. L'asino infatti difficilmente supera il metro e mezzo al garrese. La criniera è relativamente breve ed eretta e, a differenza di quella del cavallo, manca di frangia frontale. Il colore è tendenzialmente grigio uniforme, ma il muso, le parti inferiori del tronco e alcune porzioni degli arti sono tendenti al bianco. Si tratta di animali dotati di ottimo udito, vista e olfatto, dalla corporatura estremamente resistente anche sui sentieri più complicati, proprio perché originari di zone desertiche e pietrose.

Il verso dell'asino

Essendo animali in grado di costruire una complessa struttura sociale intraspecifica basata sul sesso e sull'età degli individui, sono molto comunicativi e infatti per interagire con loro in maniera corretta è fondamentale badare alle posture, alle traiettorie che si seguono e ai movimenti. Per quanto riguarda la comunicazione intraspecifica uno studio pubblicato nel 1998 su Applied Animal Behaviour Science ha evidenziato cinque tipi diversi di segnali acustici: il raglio, il grugnito, il ringhio, il cosiddetto whuffle e lo sbuffo. Mentre i primi quattro sono segnali vocali, l’ultimo è non vocale. Il raglio in particolare è una sequenza di inspirazioni ed espirazioni dotate di una struttura armonica. Si tratta di un verso complesso ed estremamente variabile.

Riproduzione e aspettativa di vita

L'asino in salute è un animale molto longevo e può raggiungere anche i 30 anni. La maturità sessuale avviene intorno ai due anni ed è leggermente ritardata nei maschi (circa 30 mesi). La gravidanza dura dai 370 ai 380 giorni, ma la durata dipende dalle dimensioni e dall'età dell'animale oltre che dal clima e dalle temperature esterne. Durante il parto, che generalmente è singolo e in rari casi gemellare, è molto importante ridurre al minimo l'intervento umano, perché non è apprezzato dalla madre, la quale potrebbe essere addirittura spinta ad allontanarsi dalla prole. La femmina dell'asino si chiama normalmente asina, ma può essere chiamata anche giumenta, come la femmina del cavallo e del mulo.

Habitat e distribuzione

L'asino domestico è diffuso soprattutto nelle zone temperate del mondo, nei deserti asiatici e in Africa, ma è possibile incontrarlo accanto all'uomo praticamente ovunque, a parte nei climi troppo freddi. La maggior parte delle ricerche scientifiche che riguardano questa specie sono rivolte agli individui selvatici che generalmente vivono in gruppi formati da 5  fino a 20 esemplari, guidati da un solo individuo. Nelle zone in cui sono più numerosi, come la Siria, il Kashmir, il Tibet e l'Africa costiera orientale settentrionale, tendono a migrare stagionalmente in gruppo alla ricerca di sostanze nutritive, le quali durante le stagioni più aride sono più scarse.

Le razze di asino più diffuse

Le razze di asino di origine italiana sono 8: l'asino di Martina Franca, l'asino dell'Amiata, il ragusano, il romagnolo, il pantesco, il viterbese, il sardo, e l'asinello bianco dell'Asinara. Le razze più famose a livello europeo sono soprattutto di origine spagnola (l'andaluso, il catalano, l'asino di Mallorca), di origine francese (il provenzano, l'asino dei Pirenei e il normanno), ma anche in Irlanda e Portogallo esistono razze autoctone globalmente riconosciute. Negli Stati Uniti è famosa la razza Mammoth Jackstock, mentre in Australia è diffuso l'asino di Teamster. Per quanto riguarda l'Africa invece, il bianco d'Egitto è il più diffuso tra gli asini addomesticati, mentre per quanto riguarda i selvatici, i più diffusi sono l'Emione e l'asino della Somalia. Altre razze di asino selvatico si possono trovare in Asia, e in particolare in Tibet (il Klang, dal caratteristico colore rossiccio) e in Asia centrale l'Ongaro.

L'ibridazione con altre specie

Nella storia l'uomo ha più volte sperimentato l'ibridazione tra le specie del genere Equus, dando vita a diversi animali, i quali però, per via del diverso numero di cromosomi, nascono sterili. L'asino maschio, ad esempio, può accoppiarsi con una cavalla femmina e in questo caso il nascituro è un mulo. Allo stesso modo anche cavallo e asina possono dare alla luce un piccolo e in questo caso si chiamerà bardotto. I muli sono animali estremamente resistenti e vengono utilizzati spesso anche per il trasporto di merce pesante soprattutto nei deserti e sulle rocce, dove la loro solidità può davvero fare la differenza. In Africa è stato inoltre sperimentato l'incrocio tra asino domestico e zebra e in questo caso la specie derivante è chiamata zonkey.

L'asino e l'uomo

L'asino è da molto tempo un compagno dell'uomo nel lavoro dei campi, ma è per molto tempo è stato considerato anche un mezzo di trasporto e ancora è così in alcune zone del mondo. La femmina dell’asino, inoltre viene allevata da secoli per diversi motivi, non ultimo il suo latte, nutriente, ricco di principi benefici, zuccheri e con un contenuto proteico superiore a quello della mucca, oltre che maggiormente digeribile.

La distruzione dell'habitat da parte dell'uomo e i lunghi periodi di siccità causati dal cambiamento climatico rischiano di rappresentare un grave fattore di riduzione del numero di asini selvatici in molte zone del mondo, i quali vivono spesso nei pressi di zone soggette a processi di desertificazione.

Dal punto di vista culturale, l'asino rappresenta inoltre un simbolo molto importante in alcune popolazioni del Mediterraneo, come ad esempio nelle coste Marocchine o in Grecia. Questo animale è anche un simbolo importante dell'ebraismo ed appare anche al fianco di Gesù, nella Bibbia, proprio nel momento della sua nascita.

L'asino viene inoltre spesso nominato come sinonimo di ignoranza. Nel romanzo di Carlo Collodi "Pinocchio" ad esempio, il protagonista e Lucignolo, dopo 5 mesi di bagordi nel paese dei Balocchi, si trasformano improvvisamente proprio in somari. Secondo alcuni la scelta dell'animale da parte dell'autore dipende dalla dimensione delle orecchie, le quali permetterebbero di ascoltare meglio i consigli del grillo parlante. In realtà non è chiaro perché questo animale viene considerato sciocco, essendo dotato di ottima vista, olfatto e udito oltre ad avere una grande capacità sociale intraspecifica e non solo.

Al giorno d'oggi viene utilizzato sempre meno nell'agricoltura, di contro è però sempre più diffusa l'onoterapia, ovvero la pet therapy in compagnia di questo animale, che grazie alla lunga convivenza con l'uomo e la sua spinta alla collaborazione, si lascia facilmente guidare durante gli interventi assistiti con gli animali.

L'asino inoltre è un animale molto caro ai tifosi dell'SSC Napoli, in quanto simbolo della società.