Video abbandono animali

Un cane che guarda fiducioso il suo umano mentre questi lo scarica dalla macchina senza voltarsi indietro. Un toro che aspetta di essere sacrificato nell'arena. Un orso all'interno di un circo incatenato da un pesante collare di ferro. Questi e molti altri animali di tutte le specie sono accomunati da un "urlo" di disperazione per l'abbandono o gli abusi inflitti loro mentre l'essere umano, carnefice incurante, finge di non sentire.

È questo il racconto, ad altissimo impatto emotivo, che l'associazione francese "30 Millions d'Amis" ha denunciato con un video sulle sofferenze inflitte agli animali. Il mini film arriva a sei mesi dalle elezioni presidenziali in Francia con lo scopo di invitare i candidati a impegnarsi concretamente già nei loro programmi elettorali per porre fine al maltrattamento. 

Come evidenziato anche nell'inchiesta di Kodami sui numeri dell'abbandono in Italia durante la pandemia, i cugini d'Oltralpe non sono nuovi a questi fenomeni e la piaga dell'abbandono è diffusa tanto quanto avviene da noi. Già nel 2019 un'altra campagna video promossa sempre da "30 Millions d'Amis" provò a sensibilizzare la società civile sul tema dell'abbandono "incoronando" la Francia "campione d'Europa" per questa assurda e odiosa "abitudine".

Adesso quello che l'associazione animalista si propone di fare è lanciare un messaggio forte al prossimo Presidente della Repubblica francese, per segnalare che l'indifferenza dimostrata sino ad oggi da parte delle istituzioni nei confronti del benessere animale non è più accettabile: a essere tutelati devono essere tanto gli animali domestici quanto la fauna selvatica.

Il video: la voce degli animali che non può più non essere ascoltata

Il valore di questo video sta nel modo originale di raccontare scelto dal regista Bruno Aveillan. Come proviamo da sempre a fare qui su Kodami, anche nel breve film di "30 Millions d'Amis" si ribalta la prospettiva, affrontando la narrazione dal punto di vista degli animali. Questi comunicano la propria storia in prima persona. È un racconto intimo che noi, gli umani, possiamo vivere dall'interno, attraverso i loro occhi. Questa identificazione annulla la distanza che convenzionalmente frapponiamo tra animali ed esseri umani. In questo contesto, il racconto della loro solitudine senza fine, causata dall'uomo,  risulta molto più forte di un colpo di fucile. Nel video il sangue e la sofferenza fisica ci sono, ma la singola azione cruenta non è che un momento all'interno di una vita di oppressione.

Il messaggio è chiaro: il maltrattamento non è un episodio isolato compiuto da un essere crudele, è un sistema che non guarda agli animali come esseri senzienti, ma come cose di cui disporre a piacimento fino alla morte.

L'attenzione per il benessere animale è un tema di portata internazionale, come dimostrano la legge in discussione in Spagna; il referendum contro la caccia e la proposta di modifica per inserire la tutela degli animali nella Costituzione in Italia. La stessa Francia solo pochi mesi fa aveva fatto parlare di sé per un provvedimento all'avanguardia in cui vietava la vendita degli animali nei negozi.

Ma tutto ciò sarà in grado di toccare la sensibilità del prossimo presidente francese? Quello che è certo è che un eventuale disinteresse della prossima amministrazione non sarà più considerato come un atto neutrale. Se il tenutario del circo nel video di "30 Millions d'Amis" può chiudere le imposte per non sentire l'urlo dell'orso in gabbia, il Président de la République sarà invece costretto a fare i conti con la comunità francese, e non solo.