A cura di Eva Fonti
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Medico Veterinario

Il vaccino trivalente che potremmo definire quello “base” serve a contrastare lo sviluppo di malattie come l'herpesvirus, la panleucopenia e la calicivirosi. Esiste poi il vaccino per la rabbia, quello contro la Felv o Leucemia Felina, quello verso la clamidiosi ecc. Ma sono tutti necessari i vaccini del gatto? Cosa si intende per vaccinazione base? E soprattutto quando è opportuno iniziare il programma vaccinale?

Quando fare la prima vaccinazione al gatto?

I gattini appena nati, che assumono il colostro dalla madre, sono in linea di massima protetti nelle prime settimane di vita dagli anticorpi materni. Ma questi anticorpi tenderanno a scendere tra le 8-12 settimane di vita creando un duplice problema: il primo è che il micio è suscettibile all'infezione dei virus, il secondo è che gli anticorpi materni ancora in circolo creeranno delle interferenze all’inoculazione del vaccino che in questo modo non sarà pienamente efficace. Secondo studi effettuati, i gattini possono avere dei livelli anticorpali anche molto differenti tra soggetti della stessa nidiata. Motivo per cui le linee guida internazionali dettate dalla WSAVA (World Small Animal Veterinary Association) sono quelle di iniziare il programma vaccinale con i vaccini core, ovvero quelli raccomandati tra le 6-8 settimane di età e di effettuare l'ultimo richiamo del primo ciclo vaccinale intorno alle 16 settimane. Il numero dei richiami vaccinali dipende dunque dall'età in cui si inizia ed i richiami verranno intervallati di 2-4 settimane.

Le vaccinazioni obbligatorie per il gatto

Naturalmente nulla è obbligatorio, però esistono i vaccini core che rientrano tra quelli fortemente consigliati:

  • Panleucopenia (virus feline panleukopenia)
  • Herpesvirus 1 (feline herpesvirus-1)
  • Calicivirus (feline calicivrus)

I gattofili sanno bene quali danni e quanta mortalità possano causare questi virus tanto da arrivare a sterminare intere colonie soprattutto di giovani gattini. Discorso a parte merita il vaccino della rabbia, annoverato dalle linee guida internazionali come core, in Italia in realtà non è consigliato poiché non è una nazione a rischio.

Le vaccinazioni non obbligatorie per il gatto

Esistono poi vaccini non-core o opzionali. Questi vanno sempre valutati in base alla vita condotta dal felino: ci sarà una differenza sostanziale tra un gatto che vive solo in appartamento e non esce rispetto ad un gatto che girovaga o che viene portato in pensione. Tra questi rientra quello della FelV Feline Leukaemia Virus, che personalmente ritengo importante in tutti i soggetti che hanno accesso all'esterno e che viene effettuato in soggetti in cui il test sierologico effettuato mediante prelievo ematico risulti negativo. Altro vaccino ancora soggetto a studi è quello per la FIV o immunodeficienza felina che è stato solo recentemente spostato da i vaccini non raccomandati a quelli opzionali. Bordetella bronchiseptica e Chamydia felis sono altri due vaccini non-core disponibili per i gatti. Infine è giusto menzionare il vaccino per la FIP, la peritonite infettiva, che rientra però tra i non-raccomandati in accordo con i pochi studi disponibili ancora.

Quando fare i richiami

Il primo richiamo vaccinale va effettuato o a 12 mesi di età o 12 mesi dopo l'ultima somministrazione. Per i richiami successivi va valutato con il vostro veterinario il rischio contando che la vaccinazione per l'herpesvirus e per il calicivirus è solo parziale. Se invece trovate un gatto adulto potete effettuare dei test sierologici per conoscere il suo stato immunitario e da lì insieme al vostro veterinario deciderete insieme in base alla vita che condurrà il vostro micio il piano vaccinale più adatto.

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