Quando i vigili del fuoco, la Lav e gli agenti della polizia locale sono andati a soccorrerla, l’hanno trovata con le zampe posteriori legate con il nastro adesivo con cui un criminale ha pensato anche di avvolgere la museruola al suo muso. La storia di Nera, una Pitbull, è drammatica e commovente e fa capire quanto grande sia la crudeltà umana. Ed è l’ennesima vicenda di un maltrattamento che vede gli animali come vittime.

Teatro di questo episodio è Catania, dove i vicini di un appartamento si sono resi conto che qualcosa non andava quando si sono affacciati dalle finestre e hanno visto la cagna ridotta in pessime condizioni, avvertendo chi di dovere.

Una volta lì, i pompieri e i volontari della Lav hanno sperato di trovarla nello stesso balcone dove i residenti l’avevano vista malconcia ma l’hanno invece poi individuata in un giardino incolto e abbandonato. I Vigili del fuoco si sono così trovati di fronte a un cane profondamente impaurito: Nera ha cercato di darsi alla fuga con le altre due zampe libere, ma il roveto del campo le ha impedito di fuggire oltre alle limitazioni fisiche che le erano state imposte.

I soccorritori si sono fatti strada tra le erbacce incolte e grazie a una termocamera l’hanno trovata tra i cespugli. Poi, l’hanno affidata all’associazione “L’Arca di Noè” che se ne sta prendendo cura. L’abbandono di Nera potrebbe essere legato al fenomeno degli addestramenti per i combattimenti clandestini: una situazione preoccupante che, come denuncia l’ultimo rapporto Zoomafia di Lav, è una delle piaghe italiane.

Secondo Ciro Troiano, che ha redatto lo studio, dal 1998 al 2019 sono stati sequestrati 1.268 cani e 120 galli da combattimento, con un totale di 521 persone denunciate. Oggi, chi ha tenuto Nera in questo modo rischia dovrà rispondere di maltrattamento alla Procura della Repubblica e potrà avere una condanna che va dala reclusione da 3 a 18 mesi a una una multa fino a 30.000 euro.

Quattro Pitbull maltrattati e legati alla catena: blitz dei carabinieri forestali, un denunciato