Si è scusato e ha assicurato che il gatto preso a calci e schiaffi tra grasse risate nel video girato in Rete che ha provocato indignazione ovunque, sta benissimo. E ha aggiunto che l’animale è molto amato dalla famiglia e che ciò che è successo è stato un incidente.

Con tutta la buona volontà possibile, però, resta difficile credere a Kurt Zouma, il difensore francese del West Ham protagonista di questa orribile vicenda di maltrattamento di animali: perché guardando il video tutto sembra tranne che un incidente. Video che Kodami non pubblica come sempre facciamo quando ci sono immagini violente e lesive della dignità e della salute di altri esseri viventi.

E le scuse, giustamente, stavolta potrebbero non bastare. Infatti, Zouma non solo è stato multato con il massimo previsto dalle regole del club (250mila sterline, circa 295mila euro) e messo fuori rosa. Non solo ha visto alcuni degli sponsor scappare, come Adidas che ha fatto sapere ufficialmente di aver interrotto il contratto di sponsorizzazione con il calciatore.

Ma questa azione che lui definisce "incidente", potrebbe costargli fino a quattro anni di carcere. Zouma, infatti, è stato denunciato anche in Francia, il suo Paese d’origine, dalla "Fondation 30 Millions d'Amis", il più grande gruppo per i diritti degli animali transalpino. E diverse altre associazioni hanno seguito l'esempio.

In Francia nel 2021 sono state introdotte nuove severe leggi sulla protezione degli animali, tra le quali appunto quella che punisce il «maltrattamento degli animali» con un massimo di quattro anni di carcere e una multa equivalente a 50.000 sterline. Pena possibile da comminare al calciatore anche se residente in Inghilterra, grazie all'articolo 113-6 del codice penale d’Oltralpe, che permette di perseguire un cittadino francese per atti criminali commessi all'estero.

«Un giocatore della squadra di calcio francese deve essere un modello. Che maltratti il ​​suo gatto è terribile. Trovo spaventosa questa banalizzazione della violenza contro gli animali. È uno che non dovrebbe avere animali», ha dichiarato Eva Souplet, avvocato della 30 Million Friends Foundation.

Intanto, in Inghilterra, poco dopo la diffusione del video, è partita una petizione su change.org con la richiesta di incriminazione del calciatore firmata da più di 110mila persone in poche ore, mentre la Rspca, Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals, la più grande associazione per il benessere degli animali in Inghilterra, ha chiesto e ottenuto l’affidamento dei due gatti di Zouma, che nel frattempo sono stati tolti al francese degli Hammers.

Contattata dalla 30 Million Friends Foundation, la RSPCA ha informato che «i gatti stanno bene», che «sono stati portati per un controllo dal veterinario» e che rimarranno sotto le loro cure mentre le indagini continuano.

Ondata di indignazione in Inghilterra e Francia

Il clamore suscitato dal video ha rapidamente varcato la Manica, raggiungendo la Francia dove molti personaggi dello sport si sono giustamente indignati. L'ex giocatore Jerome Rothen nel suo programma "Rothen s’enflamme” su RMC, ha commentato duramente l'azione di Zouma: «Fa male al cuore. Non si può essere così violenti. Essere un calciatore, significa anche essere un modello, un esempio, devi avere dei valori. Queste immagini non sono giustificabili».

Dello stesso tenore il commento del giornalista sportivo Daniel Riolo: «Quello che ho visto è profondamente scioccante. Quello che ha fatto Zouma è assolutamente disgustoso. Il club doveva sanzionarlo subito (la trasmissione era andata in onda prima che la società prendesse provvedimenti ndr), ma alla fine invece lo ha fatto scendere in campo. Ma chiaramente è stato fischiato anche dai suoi stessi sostenitori, perché tutti sono rimasti scioccati da queste immagini».

Il maltrattamento animali in Inghilterra

L'Animal Welfare (Sentencing) Act 2021, approvato il 29 aprile 2021 ed entrato in vigore il 29 giugno scorso, punisce con pene più severe il maltrattamento e le crudeltà sugli animali.

Si tratta della legge in materia di tutela penale degli animali più importante dopo l’entrata in vigore dell'Animal Welfare Act del 2006, che puniva con la pena massima di sei mesi di reclusione, ritenuta assolutamente insufficiente, e pena pecuniaria senza limite massimo, chiunque cagionasse sofferenza non necessaria agli animali.

Le nuove norme per chi causa sofferenza inutile, mutilazioni, avvelenamento e a chi pratica combattimenti con animali, infatti, elevano fino a cinque anni la pena detentiva.

La nuova legge è valida in Inghilterra e Galles che così si sono allineate al resto del Regno Unito: infatti, in Irlanda del Nord il limite era già stato elevato nel 2016, mentre in Scozia una legge identica è entrata in vigore lo scorso 30 novembre.