In un video che sta circolando sui social si vede un capannello di turisti affacciato da un pontile su un profondo e cristallino mare blu. In acqua c'è uno squalo che nuota vicino a una canoa. Alla fine del video l'animale sembra addirittura avvicinarsi pericolosamente alla piccola imbarcazione generando paura fra le persone che osservano l'accaduto.

Secondo gli autori del video le immagini sono state state girate a Ostia e rappresentano uno squalo di 5 metri, ma si tratta di una bufala. Proprio come i funghi che popolano le umide foreste in autunno, infatti, in estate compaiono stagionalmente frotte di mitomani che cercano di acchiappare qualche click lanciando sul web l'avvistamento di un animale particolare a largo di qualche località turistica.

Questa volta è toccato a Ostia, frazione marittima di Roma che può vantare delle istallazioni artistiche situate in posti veramente incantevoli, come la meravigliosa statua di Nettuno che troneggia fra gli scogli, particolarmente suggestiva al tramonto, o la statua di Venere visibile in lontananza su un molo diroccato da tempo inaccessibile. Ma nessuno squalo di 5 metri.

Quello che hanno rilanciato i "funghi mitomani" questa volta è sì uno squalo ma le acque di zaffiro visibili nel video non sono affatto quelle di Ostia. Chi è stato almeno una volta nella città marittima sa perfettamente che il famoso Pontile di Ostia, costruito negli anni 40 e icona della città, non assomiglia minimamente a quello visibile nelle riprese e le profonde acque blu sono più simili a quelle di una località tropicale delle Maldive che alle basse acque piene di bagnanti che gli ostiensi sono abituati a vedere tutte le estati.

Dunque nessun romano uscendo dalla cabina del proprio stabilimento preferito vedrà uno squalo di 5 metri, anche se di squali nel Mediterraneo ce ne sono parecchi. «Fra le specie più comuni c'è la verdesca che è una delle specie più prolifiche nelle nostre acque, in particolare nell’Adriatico – spiega a Kodami Laura Piredda, biologa marina esperta di squali – Non è pericoloso ed è una specie a rischio d'estinzione poiché le sue pinne sono l'ingrediente fondamentale di molte pietanze orientali».

Riguardo alla specie che è stata ripresa nel video, Laura Piredda spiega che non si tratta di un'avvistamento inusuale: «Quello del video è uno squalo elefante, un comune abitante del Mediterraneo. Che sia effettivamente di 5 metri è difficile dirlo senza un riferimento, però gli squali elefante possono arrivare essere anche molto grandi».

Infatti, lo squalo elefante (Cetorhinus maximus) è un pesce cartilagineo che può arrivare anche a una  lunghezza media di 10 metri ed una massima che può raggiungere i 12 ed è considerato il secondo pesce più grande attualmente vivente sulla Terra dopo lo squalo balena. Proprio come è possibile notare dal video è facilmente riconoscibile grazie all'alta pinna dorsale e alla bocca che viene distesa al massimo quando si nutre.

È un animale imponente, ma lento e assolutamente non aggressivo, tanto che il suo nome in inglese è "Basking shark", ovvero "squalo che si crogiola al sole". A rendere così interessante questo animale, proprio come lo squalo balena e altri grandi animali filtratori, è la dieta. Questo gigante dei mari si nutre principalmente di plancton, alghe o animali microscopici, spalancando la grande bocca il più possibile per aumentare al massimo i litri di acqua che può setacciare.

Dunque, niente paura o terrore, ma solo meraviglia nell'avvistare un esemplare di una specie minacciata non solo nel Mediterraneo ma anche in altre parti del mondo come la California, dove le popolazioni hanno avuto un drastico calo. Per salvaguardarlo sono nati numerosi progetti, uno dei quali tutto italiano: "il progetto life Elife", di cui abbiamo scritto su Kodami alcuni mesi fa.

Il progetto europeo per ora si concentra sulle specie avvistate in Sardegna, avrà una durata di cinque anni e mira a migliorare la conservazione anche di altre specie di pesci cartilaginei, come squali e razze, nel Mar Mediterraneo. Chiunque volesse dare il proprio contributo può inviare la segnalazione del proprio avvistamento a degli esperti direttamente contattando l'Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, in Sardegna, oppure attraverso una nuova app per cellulari chiamata SharkApp.