Aveva 122 uova nel corpo, ma del resto, il pitone femmina catturato nel Parco Nazionale delle Everglades, in Florida è lungo ben 5 metri e mezzo e pesa 97 chili. L’esemplare dalle misure record, il più grande mai trovato in questa zona, è stato rimosso dal team di biologi della riserva, un'area di quasi tremila chilometri quadrati.

Il pitone delle rocce indiano, o pitone moluro, è una specie invasiva di origine asiatica che sta sterminando i mammiferi e gli altri animali delle celebri paludi della Florida. Non risparmia nessuno.

Conigli, linci, neppure i cervi: e, infatti, gli scienziati, studiando il contenuto digestivo del serpente, ha determinato che il suo ultimo pasto era stato un cervo adulto, fonte di cibo primaria per la pantera della Florida o puma, una specie in via di estinzione.

La scoperta del pitone gigante è stata possibile grazie alle nuove tecnologie di tracking: usando, infatti, dei pitoni maschi dotati di radio trasmittenti, i ricercatori sono riusciti a individuare le femmine in fase riproduttiva.

Il ritrovamento, mette una volta di più in evidenza, il continuo impatto di questa specie invasiva nota per la sua rapida riproduzione e per la minaccia alla fauna nativa circostante e sull'habitat degli animali autoctoni.

Da quando sono stati introdotti in Florida negli anni 70, infatti, i pitoni si sono riprodotti con successo nelle regioni meridionali dello Stato e sarebbero, ormai, decine di migliaia nelle Everglades. Dal loro arrivo, però, il numero di molti animali prima presenti in abbondanza è precipitato. Addirittura alcuni, come i conigli dalla coda di cotone o silvilaghi, potrebbero essere scomparsi del tutto.

La minaccia ecologica di questo grande serpente invasivo è stata ben documentata, ma non sembra esserci nessun meccanismo di controllo che sia in grado di fermare questa popolazione di rettili voraci e in inesorabile crescita. Che, oltretutto, non sono solo cacciatori letali e prolifici, ma sono anche estremamente difficile da trovare.