Kodami Call
rubrica
2 Gennaio 2023
18:00

Il tricheco Thor è nel porto di Scarborough: botti vietati per non spaventarlo

Thor, un tricheco maschio, è approdato su una costa inglese, a migliaia di chilometri di distanza da casa sua. L'animale ha fatto parlare molto di se ultimamente e la cittadina di Scarborough, la sua ultima tappa, l'ha preso talmente tanto a cuore che ha persino deciso di non lanciare fuochi d'artificio per non spaventarlo.

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In Inghilterra c'è Thor. No, non il "dio del tuono" della mitologia norrena ma un tricheco che ha fatto un viaggio di circa 3 mila chilometri per spostarsi dai mari artici alla contea del North Yorkshire. Tappa dopo tappa la sua storia racconta come questi grandi mammiferi marini sono costretti ad abbandonare la loro casa per colpa del cambiamento climatico. Thor è infatti recentemente arrivato a Scarborough per passare il Capodanno lì. L'animale è entrato subito nel cuore di tutta la cittadinanza e l'amministrazione ha preso una decisione estremamente significativa: ha vietato il lancio di fuochi d'artificio per non spaventarlo.

I cittadini di Scarborough sono molto affascinati dalla presenza dell'animale. In tanti hanno anche ripreso Thor e diversi video hanno iniziati a circolare su Internet. Uno in particolare mostra il placido animale sdraiato sul grigio mattonato di una banchina con alcune navi ormeggiate a fare da sfondo mentre l'animale fa un gesto che trasforma il pacato vociare in una puerile risata: il tricheco si masturba, un atto estremamente naturale che noi umani però viviamo con un certo imbarazzo.

La vicenda di Thor è complessa e, proprio come astuti fotografi, per coglierne tutte le sfumature dobbiamo approcciarci da fronti diversi con svariate angolature. L'autoerotismo in particolare è dovuto allo stress di un lungo viaggio ed è del tutto normale per molti animali darsi piacere per allentare la tensione. Ma non solo: la storia di Thor parla anche di come il riscaldamento globale stia lentamente sciogliendo gli habitat e pure della meravigliosa iniziativa di vietare i botti, un caso in cui l'essere umano ha capito che è possibile convivere pacificamente con gli altri animali in un'ottica di tutela e rispetto delle altre specie.

Perché il tricheco Thor si masturbava?

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Partiamo con lo spiegare il comportamento di Thor che ha generato così tanta ilarità. La masturbazione è un comportamento sessuale comune in molte specie animali, compreso Homo sapiens, ma nonostante ciò rimane un fenomeno estremamente poco studiato. A fare un sunto delle possibili applicazioni di questa pratica c'è una recente ricerca dell'University Medical Center Hamburg-Eppendorf, ad Amburgo in Germania, pubblicata sulla rivista Journal of Sex Research che racconta una storia estremamente diversa rispetto alla comune concezione che la società impone.

Nello studio si evidenzia come ci siano diverse ipotesi proposte per spiegare la funzione della masturbazione nei primati e in altre specie. Gli studi fatti fino ad oggi si sono basati principalmente su osservazioni di primati non umani come macachi rhesusbonobo, o roditori come gli scoiattoli. Vari studiosi hanno suggerito che la masturbazione favorisce la riduzione dello stress tramite il rilascio dell'ossitocina, molecola coinvolta in diversi processi fondamentali tra cui anche la stimolazione delle contrazioni della muscolatura liscia dell'utero.

Lo stress, però, non è l'unico motivo che potrebbe aver portato l'animale a masturbarsi. Secondo altre ricerche la pratica sessuale migliora la qualità dell'eiaculato e diminuisce il rischio di contrarre infezioni sessualmente trasmesse, rendendo l'atto non solo un comportamento che andrebbe normalizzato, ma addirittura consigliabile per mantenersi in salute.

In ogni caso con Thor, come con tutti gli altri animali, bisogna stare attenti a non antropizzare eccessivamente il quadro fornendo un fine ultimo a qualsiasi comportamento lì dove prevale principalmente l'istinto. Gli studiosi confermano, infatti, che la masturbazione è comunque un sottoprodotto dell'eccitazione sessuale e quindi uno sbocco alternativo alla copulazione che in quel momento non è possibile compiere.

Queste teorie possono chiarire solo degli aspetti specifici del comportamento in alcune specie ma non spiegano perché la masturbazione sia così diffusa nel regno animale. Dunque, dovremo ancora attendere del tempo prima di poter indagare ancora sui motivi di un comportamento tanto affascinante, soprattutto perché la maggior parte delle ricerche fatte fino ad oggi si sono concentrate principalmente sulla masturbazione maschile, fornendo soltanto un quadro parziale della situazione.

I trichechi e il dramma dello scioglimento dei ghiacci

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Indipendentemente dal comportamento di Thor, è comunque indubbio che il tricheco possa aver accumulato parecchia tensione dovuta al lungo viaggio, alla separazione con il suo gruppo sociale e alla presenza di così tanti esseri umani vicino a lui. I trichechi infatti solitamente vivono a latitudini ben più alte rispetto a quelle in cui è stato avvistato Thor, il ché rende la sua apparizione sulle coste inglesi ancor più rara. Thor fa sicuramente parte di una rara popolazione di trichechi dell'Atlantico, diffusi nell'Artico canadese, in Groenlandia, nelle Svalbard e nella parte occidentale dell'Artico russo.

Le scarse capacità subacquee del tricheco costringono quest'animale a dipendere da acque poco profonde, ma l'elemento che più di tutti è essenziale per la sopravvivenza del grande pinnipede è il ghiaccio. La stessa struttura anatomica del tricheco si è adattata nel corso dei millenni per poter sopravvivere sopra piattaforme galleggianti di ghiaccio, scavare e arrampicarsi su di esso grazie ai lunghi denti e isolarsi dalle basse temperature tramite un profondo strato di grasso.

Il cambiamento climatico, però, sta mettendo a dura prova la loro sopravvivenza e infatti negli ultimi anni l'estensione e lo spessore della banchisa ghiacciata dove sostano solitamente hanno raggiunto livelli insolitamente bassi. I trichechi necessitano di questo spazio per partorire e per raggrupparsi durante il periodo riproduttivo e l'assottigliamento della banchisa pone davanti ai trichechi due alternative: restare e lottare per i pochi centimetri di spazio disponibile, oppure andare via da casa propria.

Il "caso Freya" e la pacifica convivenza con gli animali

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La distruzione dell'habitat di questi animali causata direttamente o indirettamente dall'uomo provoca un inevitabile effetto secondario che colpisce anche ad anni di distanza. Molti animali, infatti, sono costretti a fuggire da un territorio inospitale creando sempre più spesso contatti con l'uomo e che a volte possono sfociare in atti violenti.

Un caso tristemente famoso risale a quest'estate, quando Freya, una femmina di tricheco è stata abbattuta dalle autorità norvegesi con l’unica colpa di aver preso l'abitudine di passeggiare per i moli di Oslo. Nonostante la decisione sembra essere stata sofferta, i responsabili dell'abbattimento hanno spiegato che sono state prese in considerazione diverse soluzioni per allontanare Freya dal porto di Oslo, ma che nessuna fosse fattibile. Il suo trasferimento, infatti, è stato valutato a fondo con l'Istituto norvegese di ricerca marina, ma l’enorme complessità di questa operazione ha fatto desistere le autorità di Oslo che hanno optato per la soluzione più sanguinosa e meno costosa.

Quello di Freya è un caso in cui ancora una volta l’unica via d’uscita al conflitto uomo-animale selvatico è stata la violenza, ma per fortuna questa soluzione non è l’unica da perseguire. Oggi la decisione della città inglese di fermare i botti per proteggere Thor, infatti, ci mostra come le amministrazioni possono gestire la situazione per garantire una corretta convivenza con gli animali che condividono con noi il nostro pianeta.

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