18 Dicembre 2022
9:19

Il pet mate trova i suoi cani feriti dai proiettili e denuncia il presunto aggressore

Tre cani sono stati quasi uccisi ad Amantea, in Calabria, pochi giorni fa. A raccontare il triste episodio a Kodami è Enrico Perri, pet mate dei tre animali che sono ancora sotto shock per la violenza subita.

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L’orribile fatto è accaduto ad Amantea, in provincia di Cosenza, quando la mattina del dieci dicembre Enrico Perri, pet mate di tre cani regolarmente iscritti all’anagrafe canina, è stato svegliato dalle urla della madre alla vista degli animali insanguinati e gravemente feriti.

I tre cani, di cui Lola e Chelsea di razza Labrador e la meticcia Gargamella, si erano allontanati dall’abitazione durante la notte: il cancello automatico, per un blocco del sistema elettronico, era rimasto aperto.

Immediate le ricerche da parte di Enrico e di sua madre, che sono proseguite per tutta la notte senza alcun avvistamento. Poi la scoperta che ha svegliato nelle prime ore del mattino i due che subito hanno caricato gli animali in auto e li hanno portati alla clinica veterinaria più vicina.

«La scena che mi sono trovato davanti è stata raccapricciante: sangue ovunque, i loro lamenti e gli occhi supplichevoli di aiuto: un vero e proprio incubo – racconta Enrico a Kodami – Arrivati in clinica, il veterinario ha confermato quella che fino ad allora era solo una mia ipotesi: tutti e tre i cani erano stati colpiti da proiettili in varie parti del corpo».

Un tentato omicidio diremmo per descrivere questa situazione se si fosse verificata ai danni di una persona. Una morte sfiorata per Gargamella, la più piccola dei tre cani ma anche la più anziana, il cui corpo esile non ha permesso ai proiettili di arrestarsi alle zone più esterne, rischiando di compromettere seriamente i suoi organi vitali.

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Al rientro a casa, ancora sotto shock, Enrico ha notato tracce di sangue che finivano davanti al cancello della propria abitazione e proseguivano all’esterno e ha percorso a ritroso la strada fatta dai tre animali durante il disperato tentativo di trovare riparo a casa dopo gli spari.

«Pensavo che seguendo le tracce mi sarei diretto fuori dal centro abitato e verso la campagna, invece più mi addentravo verso le abitazioni più capivo che l’aggressione era avvenuta proprio dove vivono le persone, nella zona del polo scolastico dove quotidianamente si trovano ragazzi di ogni età – spiega Enrico – Due abitanti mi hanno confermato che proprio all’alba avevano udito diversi spari».

Enrico ha proseguito nelle sue ricerche, con il pensiero sempre ai suoi cani, che in quel momento erano ancora ricoverati, per cercare il colpevole e denunciarlo alle autorità. «Ad un certo punto le tracce di sangue si sono arrestate davanti ad una vecchia casa semi abbandonata. Lì, oltre a trovare degli animali detenuti in condizioni pietose, c'era un uomo che indossava un gilet munito di porta cartucce con inserite varie munizioni e che imbracciava una fodera a forma di fucile. Gli ho chiesto se lui c’entrasse qualcosa e non ha negato, anzi mi ha risposto “tu non sai i danni che hanno fatto ai miei conigli”». Subito dopo si è recato alla stazione della Caserma dei Carabinieri di Amantea ed ha sporto denuncia.

Il triste episodio ha sconvolto la vita dei tre cani che attualmente stanno continuando le medicazioni e le cui condizioni si stanno ripristinando giorno dopo giorno, ad eccezione di Gargamella, a cui i ripetuti spari sul muso e sulle zampe hanno causato delle ferite molto profonde ed anche una frattura scomposta.

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«I miei cani sono la mia famiglia. A Gargamella mi sento più legato perché proviene da un abbandono in strada, quindi conosce già la cattiveria umana. Con me aveva riacquistato di nuovo la fiducia, grazie anche alla compagnia degli altri due Labrador, ma quest’aggressione l’ha stravolta – conclude Enrico – Confido nella giustizia e nelle Forze dell’ordine che hanno tutti gli elementi in possesso per poter condurre le indagini. Non possono ancora succedere cose del genere nel 2022 soprattutto in un luogo abitato e dove sorgono diversi istituti scolastici. E se, durante gli spari, fosse stato colpito un bambino?».

Non solo lui ma gli animalisti, diversi abitanti di Amantea e anche l’amministrazione comunale, attraverso le dichiarazioni del Primo cittadino Vincenzo Pellegrino e del Consigliere con delega al turismo Salvatore John Campanella, hanno espresso indignazione condannando il gesto e confidando nell’evolversi delle investigazioni.

«Ai nostri giorni non sono più tollerabili gesti di inconsulta umana stupidità – ha dichiarato pubblicamente il Sindaco – Condanniamo, pertanto, senza se e senza ma, le azioni nefaste segnalate».

Il consigliere Campanella in particolare, sempre molto attento alla salute e alla tutela degli animali del territorio tanto da essere anche attivo sui social nelle segnalazioni che li riguardano, ha espresso vicinanza alla famiglia dichiarando che: «Si tratta di un episodio gravissimo su cui le Forze dell’ordine, che sono ampiamente operative ai loro doveri, devono fare chiarezza al più presto. Confidiamo nella loro professionalità indiscussa. Siamo emotivamente vicini alla famiglia che, con tanto amore, ha fatto prontamente curare i propri cani».

Ad aggiungere la propria vicinanza al pet mate e la propria voce nella condanna è stato anche l’animalista Floriano Canonaco che, ricordando la morte del cane Angelo, simbolo degli animali maltrattati ed uccisi dall’uomo, dichiara a Kodami: «Angelo è morto tra atroci sofferenze torturato e ucciso a Sangineto in provincia di Cosenza. I quattro imputati sono stati condannati ma hanno evitato il carcere grazie a degli escamotage. Basta sofferenze e violenze sugli animali. La storia ci insegna a non ripetere più gli stessi errori, ma a distanza di cinque anni dalla morte del randagio, siamo di nuovo qui a condannare simili orribili gesti. Le istituzioni devono intervenire prevedendo pene più severe».

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Federica Gennaro
Volontaria
Dottoressa in giurisprudenza all'Università degli studi di Palermo e volontaria animalista siciliana, sono operativa sul territorio nella gestione del fenomeno del randagismo. La scrittura e l'amore per gli animali sono da sempre le mie più grandi passioni e grazie a Kodami ho la possibilità di esprimerle al meglio.
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