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Al parco insieme: tutte le preoccupazioni del pet mate
Con il passare del tempo, ogni pet mate impara a conoscere pregi e difetti della personalità del proprio cane. La relazione che si instaura può essere davvero profondissima.
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Accogliere un cane nella propria vita significa dare spazio ad una relazione unica e profonda, un’amicizia che può dare soddisfazioni indimenticabili e regalare momenti unici. Le passeggiate nella natura, l’allegria delle serate insieme sul divano, gli incontri con gli altri, i viaggi e le avventure condivise. Come ogni amicizia, però, quella con il cane non è fatta solo di gioie, ma nasconde anche preoccupazioni, che in ogni casa assumono forme diverse. Ogni cane, infatti, ha una personalità unica che, esattamente come accade tra noi umani, ha talenti e fragilità, pregi e anche lati dell’identità che risultano più difficili da accettare. E così ci sono famiglie che faticano ad accettare il cane che si butta nelle pozzanghere, altre che invece trascorrono una vita intera cercando di capire perché ogni volta che tolgono il guinzaglio il cane si allontana. Ci sono pet mate che si preoccupano di più della sua salute, altri che invece si concentrano soprattutto sul suo benessere mentale. In realtà, però, tante delle nostre ansie si possono trasformare anche in occasioni per godersi qualche momento in compagnia, basta solo affrontare ogni istante con l’adeguata mentalità e, se necessario, lasciarsi aiutare da un professionista del settore come un educatore cinofilo o un istruttore cinofilo. Vediamo quali sono le preoccupazioni più diffuse nel mondo dei pet mate e come fare per prendere spunto dalle nostre preoccupazioni per goderci ancora di più la vita insieme al cane. 

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Il cane si sporca

I cani passeggiano al nostro fianco in città, in campagna e nel bosco, si bagnano e poi si scrollano energicamente l’acqua di dosso spruzzando le goccioline fino a metri di distanza. Chiunque viva con un cane conosce bene la sensazione che dà venire investiti dalle sue scrollate, in particolare se si tratta di un cane di taglia grande e, magari, con il pelo lungo. Finché è solo acqua, non succede niente, ma alcuni cani sono veri e propri appassionati del fango e delle pozzanghere. Fortunatamente al giorno d’oggi esistono molti indumenti impermeabili che permettono di sopravvivere a queste docce improvvise di fango, ma quando arriva l’estate si può scegliere una strategia ancora più divertente: godersi l’acqua insieme. Se al vostro cane piace fare il bagno, prendete in considerazione l’idea di buttarvi in acqua uno dopo l’altro in un fiume, in un lago o anche al mare, dove possibile. Rendete questa avventura un momento condiviso e, se al vostro cane piace davvero tanto nuotare, potete anche iscrivervi ad un corso di nuoto insieme ad un istruttore specializzato. Ricordate, però, che questo genere di attività è funzionale alla relazione che vi unisce solo se abbinata ad altri passatempi (altrimenti potrebbe dar vita a delle “fissazioni” che remano contro l’equilibrio della personalità del cane).

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Il cane si ammala

È sempre triste pensarci, ma anche i nostri cani, esattamente come noi, si ammalano e, in alcune situazioni hanno bisogno di cure. Questo pensiero, però, non deve condizionare eccessivamente le nostre vite insieme, perché nella maggior parte dei casi esistono delle soluzioni che riducono i rischi. Se avete dei dubbi che il vostro cane non sia in salute, potete fare una visita dal vostro medico veterinario di fiducia, descrivendo i sintomi che avete notato nel vostro cane e che vi preoccupano. Se invece avete paura che possa contrarre qualche malattia, assicuratevi di aver fatto tutte le vaccinazioni necessarie e di non aver scordato i richiami. Vi è inoltre un’altra preoccupazione piuttosto diffusa che rischia di complicare i migliori momenti all’aria aperta insieme al proprio cane, ovvero la presenza di zecche e pulci. Soprattutto negli ambienti naturali, nelle zone molto frequentate dai cani e in presenza di terreni umidi e caldi, zecche e pulci trovano il proprio ambiente ideale per la proliferazione e, di conseguenza, diventano un problema per i cani che passano da quelle parti.

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Le zecche, in effetti, possono trasmettere molte malattie anche gravi, come l’Encefalite da zecca, la tularemia, la malattia di Lyme, l’ehrlichiosi o la babesiosi. Le pulci invece, oltre ai disagi dati dal prurito, possono veicolare ai loro ospiti la tenia, nel caso in cui vengano inghiottite. Questa parassitosi può addirittura essere trasmessa ai bambini, nel caso in cui tocchino il mantello del cane e portino le dita alla bocca. Non bisogna però pensare che, per questo motivo, sia indispensabile evitare i luoghi in cui potrebbero trovarsi i parassiti. Per quanto riguarda questa problematica sarà sufficiente affidarsi ad un antiparassitario, topico o sistemico, capace di proteggere il proprio animale da pulci e zecche per tutto l’anno. A causa del cambiamento climatico, infatti, i parassiti resistono spesso fino ad autunno inoltrato. In particolare, gli antiparassitari orali, sia con prescrizione veterinaria che in libera vendita, sono di facile somministrazione e, se appetibili, rappresentano addirittura un momento di connessione tra il cane e il pet mate.

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Il cane litiga con gli altri cani

I cani sono tutti diversi ed esattamente come noi umani hanno simpatie ed antipatie per i propri simili. Per alcuni pet mate questo rappresenta un vero e proprio problema, perché ogni volta che vede arrivare un cane da lontano potrebbe sentirsi obbligato ad evitarlo, a causa della paura di un potenziale conflitto. Ed è vero: talvolta finisce proprio così, ma questo non deve condizionare eccessivamente, perché i cani sono davvero in grado di stupirci. Inoltre, per ridurre al minimo il rischio che il proprio cane possa vivere in maniera conflittuale il rapporto con i suoi simili, si può anche scegliere di frequentare un percorso di socializzazione con un professionista che possa fornire le chiavi adeguate per una lettura corretta dei suoi comportamenti, in modo da riconoscere i momenti in cui preferisce non interagire con il cane che sta arrivando e quando, invece, molto probabilmente andranno d’accordo. Vivere senza troppa preoccupazione la presenza di altri cani è certamente un fattore importante per la quotidianità condivisa e superare questa preoccupazione apre le porte a tantissime avventure.

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Il cane si allontana quando gli si toglie il guinzaglio

Questa è una delle preoccupazioni che affligge il maggior numero di pet mate, in particolare chi vive con i cani da caccia, oppure con soggetti che, in passato, avevano vissuto liberi sul territorio. Concedere al cane libertà ed educarlo a non allontanarsi troppo non è certo semplice, ma con un approccio adeguato e molta pazienza, può aprire a un mondo di avventure. Prima di tutto, è bene iniziare quando il cane è cucciolo, perché è proprio la libertà durante la fase della crescita a rappresentare un tassello estremamente importante della struttura della relazione che si crea con il pet mate. Sganciando il guinzaglio, infatti, si crea un rapporto di fiducia reciproca che fungerà da base di partenza anche per il rispetto. All’inizio si possono usare anche dei premietti, ma è importante ridurre gradualmente l’ausilio del cibo perché il ritorno del cane non deve basarsi solo sull’ottenimento del premio, ma piuttosto sull’accordo tra le parti e sul piacere del ricongiungimento. Per aumentare la possibilità che il cane ritorni, un importante consiglio è quello di non richiamarlo quando sta annusando e si concentra su un odore, perché molto probabilmente non sentirà nemmeno la nostra voce. Piuttosto, aspettate che alzi il muso da terra e proprio in quell’istante cogliete l’attimo per dire il suo nome. Inoltre, è sempre consigliabile evitare di ripetere in continuazione il richiamo, altrimenti rischia di diventare solo un rumore di fondo.

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Un ultimo segreto, davvero importante, è quello di direzionare il proprio corpo verso il luogo in cui si intende andare. Molto spesso, infatti, i cani non ci seguono perché mentre li chiamiamo li osserviamo restando immobili. Se invece con il nostro corpo, e in particolare con le spalle e con i piedi, diamo la direzione verso cui gli chiediamo di seguirci, è più facile che intuisca la nostra intenzione e, in poco tempo, arrivi quindi da noi. Se però il cane è già adulto e non abbiamo avuto l’opportunità di lavorare sulla libertà nei primi mesi della vita insieme, il percorso potrebbe essere leggermente più impegnativo. In questo caso, in una fase transitoria di insegnamento del richiamo, si potrebbe pensare di utilizzare una lunghina, ovvero un lungo guinzaglio (anche 10 o 15 metri) e andare a fare un’escursione nella natura, dove il cane si possa muovere liberamente.

Che la preoccupazione nasca dalla salute, dalla sicurezza o dai rischi ambientali, provate in ogni caso a prendere in mano la situazione mettervi in gioco: la relazione che instauriamo con i nostri cani può davvero essere uno spunto di crescita capace di portarci molto lontano e, attraverso loro, si può trovare la chiave per superare anche le nostre difficoltà individuali. Non è forse questo il vero segreto di un’amicizia?

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Contenuto pubblicitario a cura di Ciaopeople Studios.
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