Il miglioramento del benessere animale è al centro dell’agenda dell’ultimo Consiglio di Agrifish dove, i ministri dell’Agricoltura europei hanno discusso sulla futura politica agricola comune, la PAC 2023-2027, dal momento che i Paesi membri sono chiamati a elaborare il proprio piano strategico, di cui dovranno illustrare le precise modalità di attuazione.

In attesa di analizzare tali progetti, i ministri hanno chiesto alla Commissione Europea «criteri di valutazione chiari» e anche che «il maggior numero possibile di documenti di orientamento sia reso pubblico». La Commissione ha accolto con favore i contributi degli Stati membri e ha risposto che la strategia Farm to Fork prevede la valutazione e la revisione della normativa vigente in materia di benessere degli animali e che molte delle questioni sollevate saranno affrontate nell'ambito di questo processo di revisione. E a questo fine ha lanciato una consultazione pubblica che durerà 14 settimane, fino al 21 gennaio 2022, consentendo di raccogliere le proposte dei cittadini e degli operatori del settore alimentare, degli agricoltori e delle ONG.

«Il benessere degli animali e la produzione alimentare sostenibile è un pilastro della nostra strategia “Farm to Fork”» ha spiegato La Commissaria per la salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides. «I nostri cittadini si preoccupano degli animali e vogliono che l’Unione europea faccia di più per loro. L’opinione dei cittadini è quindi essenziale mentre intraprendiamo lo sviluppo delle future norme europee sul benessere degli animali».

Sulla revisione della legislazione dell'UE in materia di benessere degli animali, la delegazione danese ha ribadito come sia fondamentale, per aggiornare le norme, attenersi molto di più di quanto si faccia alle informazioni scientifiche a disposizione, lamentando anche una difficoltà nell’applicare le norme esistenti per la mancanza di una uniformità a livello europeo di requisiti specifici per il benessere di tutte le specie animali, detenute o commercializzate per scopi economici.

Anche il Ministro dell'Agricoltura italiano Stefano Patuanelli ha espresso una «sostanziale convergenza con gli altri paesi europei sulla questione» essendo, il benessere animale, «il presupposto fondamentale per una produzione zootecnica sempre più sostenibile».

Per raggiungere l’obiettivo, quindi, per il ministro sono necessari strumenti che incoraggino e indirizzino gli allevatori verso comportamenti più virtuosi, primo fra tutti l’etichettatura europea che fornisca indicazioni sul benessere degli animali.

Una serie di informazioni dettagliate utili sia per i consumatori, che in questo modo possono avere la possibilità di scegliere il proprio cibo in base al livello del benessere degli animali e al prezzo che sono disposti a pagare, sia per migliorare la competitività delle imprese e offrire loro un incentivo per migliorare gli standard di benessere dei propri animali da allevamento.

Al momento, infatti, l’etichettatura è sviluppata in modo non uniforme negli Stati membri dell’Ue e soprattutto non sono disponibili per tutte le specie di allevamento. Le più diffuse sono quelle per polli e suini, ma la disponibilità di informazioni per l’utente sul benessere e sugli standard per altre specie rimane praticamente assente.

Un’omogeneità che aumenterebbe la trasparenza del mercato e fornirebbe una migliore protezione ai produttori dell’UE che applicano standard elevati.